Guardando il cerro Santa Lucia con il Vesuvio nel cuore

Claudia, Santiago del Cile, Madrid, Londra, Napoli 

Claudia, Santiago de Chile

Claudia è nata a Santiago del Cile, fin da piccola i confini del suo Paese, stretto tra le Ande e il Pacifico, le sono sembrati angusti e, sognando sempre di viaggiare per il mondo, ha sviluppato una passione per le lingue, dapprima tramite le canzoni dei Beatles, trasmessale dai suoi amici più grandi, poi per l’Italia, patria di origine dei suoi bisnonni. Nel 2004, pur non sapendo ancora bene l’Italiano, si è proposta per un tirocinio alla scuola Vittorio Montiglio di Santiago del Cile dove ha capito che voleva un lavoro “altrove”. Da allora per lei è stato un continuo spostarsi per conoscere il mondo, perfezionarsi nelle lingue e nel modo di insegnarle:

Claudia:

Dopo i miei studi in Cile ed alcune esperienze di insegnamento nella scuola italiana di Santiago, mi sono trasferita a Madrid per iscrivermi ad un master in Lingua e Letteratura Italiana. Il corso non si è aperto perché non era stato raggiunto il numero minimo di iscritti e quindi ho cominciato a studiare per diventare insegnante di lingua spagnola per stranieri, nel frattempo mi mantenevo con vari lavori: cameriera, segretaria, insegnante e baby sitter.

Dopo tre anni in Spagna mi sono imbarcata per Londra dove mi sono fermata per quattro anni, anche lì studiavo e lavoravo. Quando potevo, scappavo a Liverpool: oltre alle lingue la mia passione era quella per i Beatles. All’università di Cambridge sono divenuta insegnante di inglese. 

Londra è una città sorprendente per la sua ricchezza culturale ma è molto stancante: occorre lottare sempre per conquistarsi un proprio spazio. Questa difficoltà, aggiunta al grigio e al freddo mi hanno fatto prendere un aereo per Napoli dove, nel frattempo, mi avevano offerto un impiego come insegnante di inglese. Dopo tre mesi nella città partenopea, stupita dalle differenze di Napoli con le città dove avevo sempre vissuto, volevo tornare in Cile ma piano piano il calore della gente del posto mi ha conquistato. Un viaggio in Sicilia mi ha fatto riflettere su quello che possedevo a Napoli: non ricchezze materiali ma tranquillità, gioia di vivere, ottimo cibo, mare e …amore. Sì, perché in una cena tra amici ho conosciuto un ragazzo di Napoli. Lui mi piaceva ma era in procinto di partire per la Cina per insegnare Italiano e ci siamo promessi di rivederci al suo rientro in patria.

Nel frattempo sono partita in vacanza per rivedere la mia famiglia in Cile. Al mio ritorno a Napoli, ho rivisto il ragazzo e abbiamo deciso di consolidare pian piano il nostro rapporto. Non volevamo impegnarci da subito ma non abbiamo fatto i conti con il destino: dopo qualche mese di relazione sono rimasta incinta. È nata la mia bambina, un po’ cilena, un po’ napoletana. Quando raccontavo che la casa dei miei suoceri era a Scampia, tutti storcevano il naso citando Gomorra. È vero, la loro casa era in quel quartiere ma la gente era altra cosa rispetto a quella della fiction. Mia figlia è stata ben accolta in quei viali che nel film si vedono pieni di droga. Noi siamo andati ad abitare a Forcella, nella Napoli piena di abitudini simpatiche: l’uso del “panaro”, un cestino che si butta falla finestra con la fune perché venga riempito della spesa che hai ordinato, i panni stesi da una parte all’altra dei balconi, il parlare con le vicine dell’altra parte della strada urlando i propri saluti. 

C’è un detto cileno che recita così: “Los niños nacen con la marraqueta debajo del braso” vuol dire che nascono fortunati: dopo tre mesi dalla nascita della mia bimba mi è stato offerto un posto nella scuola italiana dove avevo lavorato anni prima a Santiago, lo stesso posto da cui ero partita mi ha chiesto di ritornare. Mio marito mi ha seguito e adesso viviamo in un quartiere bello di Santiago, siamo contenti qui, nostra figlia è felice e ovviamente parla perfettamente, oltre all’italiano e allo spagnolo, il napoletano. Quando ci rechiamo al cerro Santa Lucia ci incantiamo alla vista del panorama ma ci confessiamo a vicenda che un pezzetto del nostro cuore è rimasto accanto al Vesuvio.

R.

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