Valentina, in cerca del suo altrove

Tra scogliere e colline

Valentina ci ha trovato nel web, una mattina, digitando “Donne con lo zaino”. Ha letto qualche articolo del nostro blog e ha deciso di unirsi a noi viaggiatrici raccontandoci la sua vita, divisa tra una piccola città toscana e Oxford. Ci siamo inseguite per un po’, tra mail smarrite e Whatsapp ballerini, io ero in Cile, Patrizia in Norvegia ma, dopo vari appuntamenti mancati, ci siamo incontrate su Zoom.

Mi ha subito raccontato del suo essere da sempre protesa oltre quel paesaggio da cui da ragazza sognava di fuggire, e dove ora torna spesso per aprire un baule di ricordi dove ritrova se stessa, la ragazza di un tempo.

L’amore per un ragazzo e la passione per le lingue straniere l’hanno portata, quando aveva 25 anni, in Inghilterra, dove ha studiato, lavorato e scritto.

Dapprima interprete e traduttrice, si è poi inventata giornalista per il quotidiano “The Guardian”. Valentina ricorda in special modo una serie intitolata “Writing home” dove scrittori del calibro di Kurt Vonnegut, Tatyana Tolstaya, Shūsaku Endō parlavano del rapporto con il loro paese di origine. Tra gli scrittori italiani coinvolti nel progetto ricorda Gesualdo Bufalino, in un pezzo molto bello, tradotto da lei in inglese e pubblicato sull’inserto de La Stampa “Tutto libri” in versione originale. Ha insegnato poi Lingue e Letteratura Italiana all’University College London dove ha conseguito un dottorato in studi rinascimentali, dedicato ad Antonio Pistoia (1436-1502), un poeta, ora considerato minore ma che non era tale ai tempi di Isabella d’Este. In seguito, presso Mondadori, si è occupata di traduzioni tra le quali ricorda in particolare l’importante biografia James Joyce. Gli anni di Bloom di John McCourt tradotta sempre per Mondadori.

Ha curato inoltre gli apparati critici delle ristampe degli Oscar Bestsellers, cercando saggi di scrittori noti al grande pubblico per utilizzarli sapientemente come introduzione alle ristampe. In seguito si è occupata, come freelance, della descrizione di manoscritti e testi a stampa del 500 e del 600 presso una libreria antiquaria di Londra. Infine ha lavorato per 23 anni per la biblioteca Bodleiana dell’Università di Oxford.

Adesso, si occupa finalmente solo di scrittura, una vera e propria passione cresciuta nel tempo.

Valentina:

Ho sempre avuto una grande attrazione per le lingue, ho scritto libri e saggi in inglese e in italiano.

Nel 2009 ho pubblicato con Mondadori Prohibita Imago” uscito nel 2010 come Oscar Bestsellers. Il libro è un art mystery ambientato in Toscana, basato su un fatto realmente accaduto e incentrato sui 16 Modi, i sedici disegni erotici creati a metà del 1500 da Giulio Romano, incisi da Marcantonio Raimondi e sui quali Aretino scrisse altrettanti sonetti con un lessico estremamente forte anche per i giorni nostri.

Anche il mio secondo romanzo, La donna del labirinto (Miraviglia Editore 2013 & Bòveda 2015 – Spagna) è un art mystery ma, mentre il primo si svolge a Bardiano, in Toscana, il secondo lho ambientato a Parigi, presso un’immaginaria fondazione d’arte, la Duval. Il romanzo è incentrato sul mondo dei dipinti rubati dai nazisti agli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Ora che finalmente posso occuparmi della scrittura a tempo pieno, sto scrivendo un libro, dal titolo Il palombaro lungo”, ambientato in Toscana. Il romanzo è in parte il seguito dell’“Album di famiglia”, anche se si tratta di storie che stanno in piedi da sole, indipendenti le une dalle altre.

Il filo che lega tutti i miei libri è una scrittura al femminile dove sono le donne a essere le vere protagoniste: Helena Fenton in Prohibita Imago”, Ruri de Chevigné ne La donna del labirinto”, Edith Philippa Everard de Winton Strange, più semplicemente nota come Edi, ne Lalbum di famiglia” dove appare anche Fosca, una donna che, pur avendo viaggiato poco, dimostra una grande saggezza e riesce a trovare la sua felicità stando ferma. Tuttavia anche i personaggi maschili hanno un ruolo importante: ad esempio il falsario Gabriel Palmer in “Prohibita Imago”, Luca nell’“Album di famiglia” e James/ Giacomo, di padre inglese e madre italiana, una figura di spicco nel “Palombaro lungo”

Nonostante abbia vissuto per un periodo in America, abbia viaggiato in varie parti del mondo, nel mio animo c’è sempre una piccola Fosca: più passa il tempo più mi rendo conto che gli anni fondamentali per me sono stati quelli delladolescenza. Allora ero ferma, andavo al mare in vacanza, ma poi, anche se ciò che volevo maggiormente era viaggiare, ero sempre stanziale a Cortona.

Se dovessi scegliere oggi cosa portare con me nel mio zaino, metterei proprio quegli anni: lì ritorno sempre; sono uno scrigno a cui ricorro per riuscire a capire quello che mi accade. Torno ad aprirlo anche quando scrivo: pur essendo immobile, in quellaffaccio di Cortona ritorno a guardare un altrove, quello di quando non vedevo lora di partire.

Nel mio zaino porterei inoltre alcuni libri da isola deserta: sceglierei La storia della mia vita” di Giacomo Casanova, viaggiatore instancabile, dalla Spagna alla Russia allOlanda allAustria, alla Cecoslovacchia. Lui mi porta dovunque e credo di avere capito lEuropa del 700 proprio leggendo quel libro straordinario.

Amo moltissimo anche alcune scrittrici, in particolare Anna Banti e Fausta Garavini, autrice del Diario delle solitudini”. Il protagonista del libro è un uomo, fotografo di guerra, che viene ferito durante un conflitto e, ritrovandosi sfigurato dopo un incidente, va a vivere in una villa. Lì ricostruisce le vite dei proprietari scomparsi attraverso le tracce rimaste nelle stanze disabitate e così facendo capisce parte della sua vita e del suo passato.

Nella mia esistenza ho cambiato rotta più volte: il primo viaggio ai tempi del liceo classico in Grecia, poi la Germania, lAmerica… mi sono trasferita oltre la Manica, prima a Londra perché mi ero innamorata di Stephen, un fotografo inglese, poi a Oxford dove insegna mio marito Diego.

Nel mio zaino porterei tutto ciò, ma soprattutto la mia terra, Cortona. Condivido il pensiero di Renato Guttuso il quale sosteneva che, anche quando disegnava una mela, in quella mela vi fosse la Sicilia. Scrivere mi riporta alla mia città, alle mie radici e mentre lavoravo all’“Album di famiglia” molte memorie sono riemerse fra le righe.

Alla fine della nostra chiacchierata osservo la libreria alle sue spalle. Accanto a opere di narrativa, volumi di storia e dizionari c’è un disegno pieno di cuori e di colori dalle scelte cromatiche strepitose. Valentina mi parla dell’autrice, Maria Elena, la sua figlioccia, una bambina veramente speciale di sei anni alla cui mamma, Francesca, l’autrice ha dedicato “Prohibita Imago” e “L’album di famiglia”. L’espressione di Valentina si addolcisce mentre avvicina allo schermo il disegno a lei dedicato: ha i colori della sua terra, quella dell’animo diviso tra un’alta scogliera e una collina.

R.

3 pensieri riguardo “Valentina, in cerca del suo altrove

  1. Ciao Valentina! Hai il talento e il coraggio di seguire i tuoi sogni. I wish I were like you! Do you remember me? S.Carresi from Cortona, now living and teaching English in Florence.

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    1. Ciao Serena, certamente mi ricordo di te! Grazie del tuo commento. Insegnare inglese e vivere a Firenze è una bellissima cosa che vorrebbero fare in tantissimi! Per ora ti faccio tanti, tanti auguri e buon proseguimento!

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