Sami e i ragazzi

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La nostra amica Silvia da Riva Trigoso ci invia spesso articoli che parlano di lettura, politica ed impegno sociale. Oggi, in occasione della giornata della Memoria, ospitiamo il ricordo di un incontro speciale, quello con Sami Modiano, invitato lo scorso anno nella sua scuola. Ecco il suo resoconto:

In questi giorni ho vissuto un’emozione grande.
Probabilmente la più potente all’interno dell’esperienza scolastica di ormai 17 anni di insegnamento.
E cioè incontrare Sami Modiano.
Parlare con lui un paio di volte al telefono nei giorni scorsi, per poter fare in modo che oggi lui venisse ascoltato da ragazze e ragazzi delle quarte e quinte del classico.
Per un’ora e mezza il tempo si è fermato.
La sua voce inconfondibile, la verità della sua voce è arrivata ad ognuno di noi.
Ci ha portato a Rodi prima, quando a causa delle leggi razziali fasciste fu espulso da scuola, a otto anni e mezzo, e poi ad Auschwitz dopo, il campo di sterminio dove a tredici anni ha perso la sorella e il padre (era già orfano di madre), dove ha perso circa altri quaranta appartenenti alla sua famiglia e dove ha vissuto quotidianamente l’orrore.
La storia di Sami Modiano spero sia nota a tutti.
Ha voluto ripercorrerla con noi, in modo composto ma rotto da un’emozione continua e indescrivibile.
Ha parlato con studentesse e studenti chiamandoli sempre per nome e chiedendo loro se andassero d’accordo con la madre e il padre, se fossero figli unici, cosa avessero intenzione di studiare poi.
Una gentilezza incredibile, l’affetto di un nonno che non dimentica il bambino che è stato, che avrebbe voluto studiare e non ha potuto, a cui è stato strappato tutto, che ha lottato continuamente con incubi e paure.
Ci ha ricordato con garbo il privilegio delle vite che conduciamo, delle famiglie che abbiamo, delle scuole che frequentiamo, delle case confortevoli in cui viviamo. Con semplicità e senza paternalismo ma con la verità e l’immenso valore che solo chi è passato per certi orrori della storia può permettersi di ricordare.
Ci ha chiesto, ci ha supplicato di non dimenticare ciò che è stato, ciò che i suoi occhi hanno visto e che lo hanno fatto dubitare dell’esistenza di Dio.
Ci ha consegnato, facendoci un dono inaudito, un testimone: non escludere nessuno, non considerare nessuno diverso o inferiore, non nutrire sentimenti di odio, lavorare sempre per la pace e il dialogo, non consentire a nessuno di ripetere ciò che è stato, cio’ che è successo a lui.
Troveremo il modo di esprimere la nostra gratitudine a Sami Modiano. Non ho mai avvertito in classe e anche in Dad un’atmosfera del genere. Un’attenzione totale, un affetto che voleva colmare la disperazione vissuta e la ricerca di senso all’essere sopravvissuti.
Sono troppe le frasi e le sensazioni che porterò nel cuore per sempre. Non riesco neanche a ripeterle.
Sono scossa a distanza di 10 ore, e anche affaticata dalla tensione che il collegamento potesse non riuscire o interrompersi o risultare troppo faticoso per un signore di novant’anni.
Per fortuna la squadra di docenti, tecnici, bidelli della mia scuola lavora davvero con grande impegno, sempre e oggi c’eravamo tutti all’incontro, insieme ai ragazzi e ci siamo emozionati tutti insieme, non trattenendo le lacrime e sapendo che era implicita e forte la promessa che gli abbiamo fatto e ci siamo fatti.
Quando Davide è tornato a casa dall’asilo gli ho detto che al mattino avevo conosciuto un uomo speciale. Gli ho detto che ci salutava tutti e che ci ha dato la sua benedizione.
Ovviamente Davide ha colto la mia emozione e forse null’altro.
Ma i prossimi anni, fin quando sarà in grado di cogliere ogni minimo dettaglio, gli racconterò di questa giornata indimenticabile.

SHALOM.
(Così Sami Modiano ci ha salutato)

Silvia Suriano

In allegato ci sono le lettere che professori e alunni hanno indirizzato a Sami dopo il toccante incontro e l’audio che Sami ha registrato per tutti loro.

Sami Modiano

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