Donne dell’anima mia

Ho sempre amato i romanzi di Isabel Allende, comprati e divorati dal primo all’ultimo.

 Nel suo ultimo libro,“Donne dell’anima mia” ella ci racconta  del perché è femminista, come si è ribellata al maschilismo imperante nel paese dove è cresciuta, attraverso varie tappe, la prima delle quali è stata il raggiungimento  dell’indipendenza economica.  “Il femminismo è fluido, potente, profondo come un oceano e racchiude l’infinita complessità della vita, si muove a onde, correnti, maree e talvolta con tempeste furiose : come l’oceano, il femminismo non rimane in silenzio”

Dopo aver  parlato della sua vita, delle donne che ha amato, in primis sua madre Panchita, poi Paula,la figlia morta di porfiria in giovane età, in onore della quale ha fondato un’associazione a  favore delle donne più svantaggiate.

 I suoi libri parlano di donne valorose e combattenti , mai dome.

Non ho bisogno di inventare le protagoniste dei miei libri, donne forti e decise, perché ne sono circondata . Alcune sono sfuggite alla morte e hanno subito traumi terribili, hanno perso tutto, compreso i loro figli, e nonostante questo ce la fanno. Non solo sopravvivono, ma crescono e alcune diventano delle guide all’interno delle loro comunità; sono orgogliose delle cicatrici del corpo e delle ferite dell’anima, perché testimoniano la loro resilienza.

Ella si ribella infine al pregiudizio verso la terza età, pregiudizio analogo a quello sessista e razzista.  D’altronde la Allende ha iniziato a scrivere in età avanzata”, a 40 anni, e i suoi libri, subito tacciati come effimeri bestseller sono usciti, uno all’anno, senza mai deludere lettrici e lettori. Isabel non si è arresa e da oltre trent’anni,  produce libri di di grandissimo successo, è una settantacinquenne che non rinuncia ai piaceri della vita attiva in tutti i sensi e ci sprona a fare altrettanto, non sprecando un solo minuto delle nostre esistenze.

Non so se l’ultimo libro avrà il successo degli altri, non è un romanzo, non ci sono buoni né cattivi, vincitori e vinti ma di sicuro noi donne saremo un po’ più consapevoli del potere di una vita senza padroni e oppressori, senza i limiti imposti dal sesso, dalla razza e dall’età.

R.

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