L’ombra del vento

“Cada libro, cada tomo que ves, tiene alma. El alma de quien lo escribió, y el alma de quienes lo leyeron y vivieron y soñaron con él.” (Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi l’ha scritto e di coloro che l’hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso)

Così scrive Carlos Ruiz Zafón nel suo libro “L’ombra del vento” dove appare nello stesso modo  il suo amore per Barcellona ed i libri, quelli da cui traspare l’anima di chi scrive e di chi legge.

 Oggi, sul giornale, un’altra notizia  di quelle che si vorrebbe non aver letto, ancora un grande che ci lascia orfani, privi della sua voce, della sua intelligenza.

Abbiamo noi, suoi lettori appassionati, amato la città, descritta dall’autore impoverita e devastata dalla guerra civile, cupa e misteriosa, ci siamo immedesimati in  Daniel, un bambino di undici anni. La storia  lo descrive  mentre, accompagnato dal padre, scopre  un luogo magico dove tantissimi  libri condannati all’oblio vengono conservati. In questo Cimitero dei Libri Dimenticati,  Daniel sceglierà, “L’ombra del vento”   scritto da un misterioso   Julián Carax  che lo accompagnerà e lo travolgerà  in un vortice di scoperte e pericoli.

Piango davvero la sua morte, ma oggi voglio ricordarlo parlando della sua città, quella dove ha ambientato le sue storie, accostando però alle sue immagini gotiche quelle di una ridente festa estiva.

Barcellona l’ho conosciuta a venti anni, ancora oscurata dall’ombra di Franco, poi, ogni volta che la visitavo trovavo un motivo diverso per tornarci e poi ancora e ancora, una volta Barceloneta, l’altra la scoperta della meravigliosa spiaggia di Marbella, la gente, i quartieri. E poi le feste, qui ricordo quelle di Gracia, il quartiere dove, durante La Fiesta Mayor, le strade si trasformano in una gigantesca mostra d’arte. Dal 12 al 21 agosto, le vie di Gracia si riempiono di carri, costruzioni, luci, colori, spettacoli di acrobati, canzoni.

Ricordo anche il dolore all’indomani dell’attentato sulle Ramblas, le sfilate pacifiche dei tassisti, l’omaggio sul selciato con i nomi delle vittime scritte col gesso e le manifestazioni spontanee della popolazione.

“Quando un libro si perde nel dimenticatoio, i guardiani di questo cimitero hanno il compito e il dovere di portarlo a salvo qui in attesa che qualche visitante non decida adottarlo. Solo in questo modo non scomparirà.”

I tuoi libri non scompariranno Carlos, passeranno di mano in mano e ci condurranno nelle tue storie, nella tua Barcellona, quella oscura del 1945 , quella addolorata del 2017, quella ridente di Gracia e quella di oggi che lotta per uscire dal tunnel della malattia, della crisi, delle innumerevoli morti.

R.

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