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COME FUNZIONA: ogni giorno dal 2 al 24 dicembre proporremo un pensiero, un richiamo di una foto, un dipinto, qualunque cosa che tocchi gli argomenti di InKantata e giocheremo con i nostri lettori con sondaggi o domande. 

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24 dicembre 2024
Secondo la classifica di Taste Atlas pubblicata nel 2024, il piatto più famoso al mondo è la pizza, in particolare la pizza napoletana. Questo riconoscimento non si basa solo sul gusto, ma anche sulla popolarità e riconoscibilità globale del piatto. La pizza, originaria dell’Italia, è amata in tutto il mondo per la sua versatilità e i suoi ingredienti freschi, come pomodori, mozzarella e basilico. 
La classifica di Taste Atlas ha analizzato oltre 10.000 piatti e ha ricevuto valutazioni da più di 395.000 utenti a livello mondiale. Al secondo posto troviamo il **sushi** giapponese, mentre il **ramen**, sempre dal Giappone, occupa la terza posizione. La presenza della pizza al primo posto evidenzia non solo la sua popolarità, ma anche l’influenza della cucina italiana a livello globale.
In sintesi, la pizza non è solo un piatto; è un simbolo della cultura gastronomica italiana che ha conquistato i palati di milioni di persone in tutto il mondo.
23 dicembre 2024
Il cinema natalizio ha una lunga e affascinante storia che si è evoluta nel corso degli anni, a partire dai primi film dedicati a questa festività fino alle produzioni contemporanee. Il primo film di Natale riconosciuto è “Santa Claus” del 1898, che ha aperto la strada a una tradizione cinematografica che oggi conta centinaia di titoli.
Negli anni ’40, il cinema italiano ha dato vita a opere come “Natale al campo 119” (1947), un film neorealista che racconta la vita di soldati prigionieri durante il Natale. Questo film ha segnato l’inizio di una serie di pellicole natalizie italiane, culminando in titoli iconici come “Vacanze di Natale” (1983), che ha introdotto il genere del cinepanettone, un mix di commedia e critica sociale.
Negli anni ’90, film come “Mamma ho perso l’aereo” (1990) hanno rivoluzionato il panorama natalizio, diventando cult per le famiglie e consolidando la figura di Babbo Natale come protagonista comico. Al contempo, pellicole come “Una poltrona per due” (1983) hanno offerto una visione più ironica e satirica delle festività. Con l’avvento del nuovo millennio, i film di Natale hanno continuato a prosperare, con titoli come “Miracolo a Natale” (2011), che ha portato una nuova narrativa sul tema della speranza e della solidarietà. 
Oggi, i film natalizi non sono più solo una celebrazione delle tradizioni, ma anche un riflesso delle sfide moderne, affrontando temi come l’egoismo e la disoccupazione.
22 dicembre 2024

Ma quanti diamine sono 200mila metri quadrati? Tanti, tanti tanti. Tantissimi! Il teatro di Pechino (in Cina), il China National Arts Center. Costruito tra il 2001 e il 2007, questo teatro misura oltre 210 metri di lunghezza, 145 metri di larghezza e 46 metri di altezza, con una superficie totale di oltre 200.000 metri quadrati.

La sua capacità è di oltre 2.200 posti, rendendolo il più grande teatro del mondo in termini di dimensioni e capienza. Il teatro è stato progettato per ospitare spettacoli di opera, balletto, musica classica e altre forme di intrattenimento.

Tuttavia, è importante notare che la Metropolitan Opera House di New York, con una capacità di oltre 4.000 posti, è spesso considerata il teatro più grande del mondo in termini di capienza.

21 dicembre 2024  

Carosello è stato un programma televisivo italiano che ha rivoluzionato la pubblicità, trasmesso dalla RAI dal 1957 al 1977, per 20 anni. Questo innovativo format ha rappresentato un momento di aggregazione per le famiglie italiane, offrendo brevi sketch pubblicitari che intrattenevano il pubblico prima delle notizie serali. Ogni episodio durava circa dieci minuti e si componeva di tre parti: l’apertura con una sigla musicale, uno sketch divertente e una conclusione con il messaggio pubblicitario.

L’idea alla base di Carosello era di aggirare le restrizioni legislative sulla pubblicità in TV, creando un contenitore di intrattenimento che presentasse i prodotti in modo creativo e coinvolgente. I registi e i creativi italiani, come Luciano Emmer e Armando Testa, hanno contribuito a rendere questi spot memorabili, utilizzando slogan accattivanti e musiche orecchiabili.

Carosello ha segnato un’epoca di grande trasformazione in Italia, coincidente con il boom economico degli anni ’60. Ha abituato gli italiani a una nuova cultura del consumo, rendendo la pubblicità un elemento centrale della vita quotidiana. Molti dei tormentoni nati durante il programma sono ancora oggi riconoscibili e rappresentano una parte importante della memoria collettiva italiana.

In sintesi, Carosello non è stato solo un semplice spazio pubblicitario, ma un fenomeno culturale che ha influenzato profondamente la televisione e la società italiana, lasciando un’eredità duratura nel panorama mediatico del Paese.

20 dicembre 2024  

Kodak, una delle aziende simbolo della fotografia, fu fondata nel 1892 da **George Eastman** a Rochester, New York. La sua innovazione principale risiedette nella creazione di una fotocamera portatile e accessibile a tutti, che rivoluzionò il modo di fare fotografie. Prima della Kodak, la fotografia era un’attività riservata a professionisti e appassionati con competenze tecniche specifiche. Eastman coniò lo slogan “Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto”, sottolineando la semplicità d’uso dei suoi prodotti.

Nel 1888, Eastman introdusse la prima pellicola trasparente e la prima fotocamera per il mercato di massa, rendendo la fotografia un’attività alla portata di tutti. Questo cambiamento non solo democratizzò l’arte della fotografia, ma portò anche alla nascita di un nuovo modo di concepire i ricordi e le esperienze quotidiane[2][3]. Il nome “Kodak” fu scelto per la sua brevità e facilità di pronuncia, senza un significato specifico, ma divenne rapidamente sinonimo di qualità e innovazione nel settore.

Negli anni successivi, Kodak continuò a espandere la sua gamma di prodotti, introducendo fotocamere come la **Kodak Brownie**, che rese la fotografia ancora più accessibile grazie al suo prezzo contenuto. Questa mossa segnò l’inizio di una vera e propria “massificazione” della fotografia.

Tuttavia, nonostante i suoi successi iniziali, Kodak affrontò sfide significative con l’avvento della tecnologia digitale. Sebbene l’azienda avesse sviluppato alcune delle prime fotocamere digitali negli anni ’70, scelse di non commercializzarle per paura di danneggiare il mercato delle pellicole[2][6]. Questa decisione si rivelò fatale: nel 2012 Kodak entrò in amministrazione controllata dopo aver accumulato enormi debiti e aver perso la sua posizione di leader nel settore fotografico.

Oggi Kodak ha intrapreso un nuovo percorso, cercando opportunità nel settore farmaceutico e nella produzione di materiali avanzati. Nonostante il declino della sua attività principale, l’azienda continua a cercare modi per reinventarsi e rimanere rilevante in un mondo in continua evoluzione.


19 dicembre 2024

Irresistibile gossip delle fiere, se non fosse che dietro a questo ciarlare ci sono a rischio la filiera editoriale indipendente con relativi posti di lavoro, competenze artistiche e danni alla cultura. Ma facciamo un passo indietro e torniamo alle fondamenta: “Più libri Più Liberi (PLPL)” è la fiera del libro che si svolge a Roma nel mese di Dicembre. Agli albori è nata come “fiere della piccola e media editoria” quindi orientata alle piccole realtà editoriali, magari anche di nicchia, che non trovano spazio (e risorse economiche) per partecipare alle più blasonate fiere nazionali (SalTo, BookPride, Bologna, etc…). Nella realtà e con il passare degli anni questa cosa è rimasta lettera morta e ha visto un lievitare di costi mostruoso che ha di fatto impedito ai piccoli di poter partecipare alla fiera raggiungendo, non dico un profitto, ma almeno un recupero dei costi. Le piccole realtà editoriali quindi hanno disertato ( ecco il comunicato di alcune, ma ce ne sono anche altri in giro) per motivazioni molto pratiche: costi, concezione assurda della “piccola editoria” con fatturati fino a 10milioni (sì milioni…) di euro. Le librerie contestano la fiera fatta a dicembre che è il mese dove si crea il fatturato dell’anno. Insomma in generale si critica un mercato editoriale fatto dai grandi per i grandi che standardizza i libri e la cultura spegnendo le voci piccole. Di questa critica non si è letto da nessuna parte, anzi tutti i giornali hanno celebrato i grandissimi successi (???) della fiera. 

Il casus belli però, quello riportato da tutti i giornali, è stato quello di Zerocalcare che si è rifiutato di partecipare all’incontro moderato da Chiara Valerio, insieme al filosofo Caffo. L’obiezione di Zerocalcare era che la fiera fosse intitolata ad una vittima simbolo del femminicidio e lui dovesse sedersi al tavolo con una persona sotto processo per maltrattamenti alla sua ex-compagna. La gestione di Chiara Valerio è stata disastrosa, sia della risposta e sia con un ripensamento, dicendo che Caffo era innocente fino a condanna, alla fine Caffo si è fatto da parte (o lo hanno convinto?) gridando la sua innocenza. Molti altri autori hanno seguito l’esempio di Zerocalcare e dopo una settimana dalla fiera, Caffo è stato condannato a 4 anni. Ma questi, dicevamo, sono solo gossip da fiera. 


18 dicembre 2024

Michelangelo Buonarroti, uno dei più grandi scultori del Rinascimento, realizzò tre opere intitolate “Pietà”, ciascuna caratterizzata da un profondo senso di pietà e umanità. La prima, la Pietà Vaticana, fu commissionata nel 1497 dal cardinale Jean Bilhères de Lagraulas per la cappella di Santa Petronilla, in prossimità del giubileo del 1500. Michelangelo, allora venticinquenne, impiegò nove mesi per selezionare il blocco di marmo perfetto e scolpirlo. Questa scultura, alta 1,74 metri, rappresenta la Vergine Maria che tiene in braccio Cristo morto e si distingue per la sua bellezza e il drammatico realismo, tanto che è l’unica opera firmata dall’artista, a seguito di un malinteso riguardo alla sua paternità.

La seconda Pietà, nota come Pietà Bandini, fu iniziata nel 1547 ma rimase incompiuta a causa della morte di Michelangelo nel 1564. Questa scultura riflette una meditazione profonda sulla morte e la redenzione, con un forte simbolismo legato alla figura di Nicodemo. La Pietà Bandini fu successivamente completata da Tiberio Calcagni e destinata a Santa Maria Maggiore a Roma.

Infine, l’ultima Pietà, conosciuta come Pietà Rondanini, risale agli anni 1552-1553. Michelangelo vi lavorò fino alla fine della sua vita; l’opera fu trovata incompleta nel suo studio dopo la sua morte. Questa scultura mostra un’interessante alternanza di parti finite e non finite, evidenziando i ripensamenti dell’artista. Oggi la Pietà Rondanini è conservata al Castello Sforzesco di Milano e continua a suscitare ammirazione per la sua espressione intensa e il suo significato spirituale profondo.


17 dicembre 2024

Il “Bosco Verticale” di Milano, progettato dallo Studio Boeri e inaugurato nel 2014, rappresenta un’innovativa fusione tra architettura e natura. Composto da due torri residenziali alte rispettivamente 80 e 112 metri, l’edificio è rivestito da oltre 20.000 piante, tra cui alberi, arbusti e fiori perenni, creando un ecosistema verticale unico nel suo genere. Questa “foresta urbana” non solo abbellisce il paesaggio metropolitano, ma svolge anche funzioni ecologiche fondamentali, come l’assorbimento di CO₂ e la produzione di ossigeno, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria.

Il concetto alla base del Bosco Verticale è quello di “densificazione verticale”, che permette di integrare aree verdi senza occupare ulteriore suolo urbano. Le piante, disposte in modo irregolare sui balconi delle torri, favoriscono un microclima favorevole e offrono habitat a diverse specie animali, rendendo l’edificio un simbolo della biodiversità urbana. Inoltre, il progetto ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per la sua innovatività e sostenibilità, posizionando Milano come un punto di riferimento nell’architettura verde.

In sintesi, il Bosco Verticale non è solo un esempio di edilizia residenziale, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti verso un futuro più sostenibile e integrato con la natura. La sua realizzazione segna un passo significativo verso la ricolonizzazione delle città da parte della vegetazione e rappresenta un modello replicabile in contesti urbani globali.

   16 dicembre 2024

Nell’intenzione di InKantata volevamo parlare delle “Maestre Giardiniere” come le maestre che andavano nei campi a insegnare ai figli dei contadini a leggere e scrivere e far di conto, forti dei racconti fatti dalle nostre nonne e dai nostri nonni. Però per poter scrivere questo articolo volevamo citare fonti precise, non solo ricordi e tradizioni, ma… abbiamo scoperto che le maestre giardiniere sono state millemila cose diverse, addirittura una setta segreta! 

Vorremmo raccontarvela per bene questa storia e lo faremo nei prossimi articoli, perché è troppo intrigante e interessante per non parlarne approfonditamente. 

   15 dicembre 2024

Il giornalista Birò donò al mondo l’invenzione della penna a sfera, dopo l’evoluzione da penna d’oca a stilografica.

Birò trovò il modo per risolvere il problema più annoso della scrittura: le macchie di inchiostro che cadevano dal calamaio al foglio e che con la stilografica già erano parzialmente risolte. La sua invenzione però, quella di aggiungere una piccola sfera sulla punta della penna,  portò al risultato straordinario di rendere la scrittura più morbida e fluida. Per lui fu una svolta necessaria anche perché per risparmiare utilizzava l’inchiostro di stampa che era difficile da distribuire con la sola stilografica. Da allora noi chiamiamo le penne a sfera “BIRO” in omaggio all’inventore.  

Tutti conosciamo poi il grande impatto che ebbe la creazione della prima penna biro economica e disponibile per tutti: l’evento della BIC Crystal, talmente tanto di successo che ormai BIRO e BIC sono nomi interscambiabili. Ma questa è un’altra storia…

14 dicembre 2024

Una celebre sumerologa, Muazzez Ilmiye Cig turca, ha identificato e tradotto quella che sembra essere la più antica canzone/poesia d’amore del mondo. 

Incisa su una tavoletta ritrovata intorno agli anni ’50 del secolo scorso, ma che ha richiesto diversi decenni per essere tradotta, alla fine ha rivelato tre strofe di poesia che probabilmente veniva cantata. Un canto d’amore di una moglie per il suo sposo in occasione del primo anno di matrimonio. La storia non ha lasciato il nome dell’autrice, ma si sa che regnò a fianco del consorte, che era il re sumero Susin,  nella città di Ur e che fu molto amata dal marito e dalla gente. Su alcune tavolette nello stesso ritrovamento si legge che la canzone fu eseguita durante un imponente banchetto con danzatrici e musicisti. Inoltre la struttura omogenea delle strofe farebbe supporre che fu cantata. Dopo il banchetto, poi, si diffuse fra il popolo. Questa donna quindi ha lasciato traccia di un amore passionale e carnale incidendolo sulla terracotta. Le strofe sono molto esplicite riguardo la dolcezza degli atti sessuali e soprattutto testimoniano il fatto che le donne (almeno quelle di un certo ceto sociale) potevano già leggere e scrivere ai tempi dei Sumeri. 

Una scoperta che in Turchia ha “sdoganato” la festa del 14 febbraio che NON celebra un santo cristiano, ma l’amore senza simboli religiosi e questa tavoletta, ospitata nel museo di Istanbul, ne è diventata uno dei simboli.

13 dicembre 2024

La tradizione del giorno di Santa Lucia in Svezia (e Norvegia) arriva da molto lontano. Seppure oggi la martire cristiana ha dato il nome alla festa, questo giorno era celebrato ben prima dell’avvento del cristianesimo per la festa del “JUL”, cioè del solstizio d’inverno. 

Per questo motivo questa festa è legata alla luce e per questo viene celebrata da processioni con candele, luci e corone di luci in testa alle ragazze che appunto rappresentano la luce e la martire al tempo stesso. 

Mi ha sorpresa, la prima volta che ho assistito a una di queste celebrazioni, sentir cantare in svedese la canzone “Sul mare luccica”, ma ormai per loro fa parte del patrimonio culturale e credo che se chiedessimo alle giovani svedesi, nessuna di loro saprebbe che questa canzone non è “nativa” della Scandinavia. 

Quindi è così che nei paesi del grande nord si celebra il giorno della luce: le ragazze più giovani del villaggio, vestite di bianco, si ornano la testa con corone di luci e candele (lo trovo alquanto pericoloso…) e poi percorrono le strade del paese cantando appunto “Sul mare luccica” in svedese e, in alcuni casi, poi anche in italiano. 

Godetevi la processione e… felice 13 dicembre…

12 dicembre 2024

Lo chiamavamo “Tartaro Volante” per la sua ineguagliata capacità di ballare facendo acrobazie e per la sua velocità. Forse il ballerino più celebre e più grande di tutti i tempi, quasi tutti conoscono la sua fama, ma non tutti sanno che era chiamato anche “il bambino della transiberiana” perché sua madre Farida nel 1938 lo partorì nel vagone del treno mentre andava a trovare suo marito (Khamet, padre di Rudolf).  Appassionato di musica e del pianoforte, quando vide per la prima volta nel 1944 un balletto nel teatro del suo paese, si innamorò della danza e a quelle dedicò tutta la sua vita fin dalla tenera età.

11 dicembre 2024

Le “Signorine Buonasera” erano le annunciatrici televisive che, fino al 2018, si inserivano tra le varie fasi televisive (programmi dell amattina, del pomeriggio, prima serata, etc…).
Non lasciamoci confondere dal ruolo minore, le prime tra loro erano autentiche professioniste, una dizione perfetta, con presenza scenica e eleganza da dive, a differenza delle ultime negli anni più recenti che erano piuttosto maldestre, ma solo molto carine.
Le più celebri tra loro, come per esempio Nicoletta Orsomando, Maria Teresa Ruta o Marisa Borroni, oltre ad essere di straordinaria preparazione e professionalità, oltre ad essere belle ed eleganti, erano anche di un’altra generazione.
Era il tempo per cui nessuno saltava sulla sedia per i ruoli minori a cui le donne erano assegnate, anche nella TV. Vallette, presentatrici (ma mai di programmi importanti o di rilevanza nazionale) si riteneva fossero graziosi accessori da mostrare all’occorrenza, nessun uomo avrebbe mai accettato quel ruolo “da femmine”.
Dicevamo che questa usanza delle “bellezze” a presentare è terminata nel 2018 e ci piacerebbe dire perché si è presa coscienza dell’assurdità del relegarlo al genere, ma invece le nostre “Signorine Buonasera” hanno solo lasciato il posto alla digitalizzazione e alla presentazione dei programmi registrata.

Inkantata ama cinema e TV, leggi i nostri articoli: https://donneconlozaino.org/category/cinema-e-tv/

 

10 dicembre 2024

Attore inarrivabile, è stato il simbolo stesso del teatro italiano: Eduardo è nato nel 1900 e ci ha lasciato a 84 anni.
Dal concepimento sulle assi di un teatro tra una sarta teatrale ed Eduardo Scarpetta, Eduardo e i suoi fratelli calcarono le scene prima ancora di nascere. Presero il nome della mamma, Luisa De Filippo, visto la nascita fuori dal matrimonio non poteva essere riconosciuta altrimenti.
Forse per questo la “sua” Filomena Marturano ha quello spessore e quella furia nel difendere i suoi tre figli.
Eduardo è ricordato con un carattere terribile, ma sicuramente come un gigante nella recitazione, la scrittura di opere e come regista.
Seppure grande nella sua Napoli, ha avuto la capacità di rendere un teatro in lingua come un patrimonio nazionale.
Visto che non possiamo più vederlo dal vivo, il Natale ci porta sempre le sue opere in TV, ormai tra i pochi motivi per accenderla.

 

9 dicembre 2024

Ormai i social pullulano di meme in cui si annuncia l’arrivo del film di Natale per eccellenza: “Una poltrona per due”. Quest’anno (2024), in occasione dei 40 anni, sarà ritrasmesso al cinema per 3 giorni in Italia. E da quest’annuncio che è nata la discussione tra i pro e i contro…

Il film ha 40 anni appunto ed è stato realizzato secondo la cultura e i costumi di 40 anni fa. Meno attenzione a genere ed etnie, per esempio, tutte conquiste sulle quali oggi ancora dobbiamo tanto lavorare. Eppure quel film è portatore di un messaggio “positivo”, cioè che i cattivi possono essere sconfitti, anche se per portare questo messaggio oggettivizza le donne e gioca con lo stereotipo del nero afroamericano. 

Chi ha ragione? Chi vorrebbe eliminare questo film perché non più adatto ai nostri attuali costumi? Oppure chi lo vorrebbe tenere contestualizzandolo e tenendo il messaggio finale? 

A voi il commento.  

 

8 dicembre 2024

A volte vediamo una immagine tutti i giorni, tutti i momenti. Magari un poster sulla parete della stanza, o un tabellone sul percorso casa-lavoro, oppure un quadro nei corridoi della scuola o dell’università e non ci chiediamo i dettagli del luogo, chi ha scattato quella foto o chi ha dipinto quel quadro. 

Immaginate la frustrazione di Chrles O’Rear, che un giorno ha pensato di fare una foto artistica alla collina che lo aveva particolarmente colpito. Pensate all’ispirazione di quel giorno in questo fotografo professionista che probabilmente non stava pensando che la sua “Colline” sarebbe stata sulle scrivanie di tutti i cittadini del mondo che adoperavano Windows. 

Eppure questa foto così iconica per il sistema operativo, che probabilmente gli ha portato anche un sacco di soldi di diritti (lo spero per lui!) è la meno conosciuta dai più. 

Inkantata ama la fotografia, leggi i nostri articoli: https://donneconlozaino.org/category/fotografia/

 

7 dicembre 2024

A volte vediamo una immagine tutti i giorni, tutti i momenti. Magari un poster sulla parete della stanza, o un tabellone sul percorso casa-lavoro, oppure un quadro nei corridoi della scuola o dell’università e non ci chiediamo i dettagli del luogo, chi ha scattato quella foto o chi ha dipinto quel quadro. 

Immaginate la frustrazione di Chrles O’Rear, che un giorno ha pensato di fare una foto artistica alla collina che lo aveva particolarmente colpito. Pensate all’ispirazione di quel giorno in questo fotografo professionista che probabilmente non stava pensando che la sua “Colline” sarebbe stata sulle scrivanie di tutti i cittadini del mondo che adoperavano Windows. 

Eppure questa foto così iconica per il sistema operativo, che probabilmente gli ha portato anche un sacco di soldi di diritti (lo spero per lui!) è la meno conosciuta dai più. 

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6 dicembre 2024

A volte vediamo una immagine tutti i giorni, tutti i momenti. Magari un poster sulla parete della stanza, o un tabellone sul percorso casa-lavoro, oppure un quadro nei corridoi della scuola o dell’università e non ci chiediamo i dettagli del luogo, chi ha scattato quella foto o chi ha dipinto quel quadro. 

Immaginate la frustrazione di Chrles O’Rear, che un giorno ha pensato di fare una foto artistica alla collina che lo aveva particolarmente colpito. Pensate all’ispirazione di quel giorno in questo fotografo professionista che probabilmente non stava pensando che la sua “Colline” sarebbe stata sulle scrivanie di tutti i cittadini del mondo che adoperavano Windows. 

Eppure questa foto così iconica per il sistema operativo, che probabilmente gli ha portato anche un sacco di soldi di diritti (lo spero per lui!) è la meno conosciuta dai più. 

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5 dicembre 2024

A volte vediamo una immagine tutti i giorni, tutti i momenti. Magari un poster sulla parete della stanza, o un tabellone sul percorso casa-lavoro, oppure un quadro nei corridoi della scuola o dell’università e non ci chiediamo i dettagli del luogo, chi ha scattato quella foto o chi ha dipinto quel quadro. 

Immaginate la frustrazione di Chrles O’Rear, che un giorno ha pensato di fare una foto artistica alla collina che lo aveva particolarmente colpito. Pensate all’ispirazione di quel giorno in questo fotografo professionista che probabilmente non stava pensando che la sua “Colline” sarebbe stata sulle scrivanie di tutti i cittadini del mondo che adoperavano Windows. 

Eppure questa foto così iconica per il sistema operativo, che probabilmente gli ha portato anche un sacco di soldi di diritti (lo spero per lui!) è la meno conosciuta dai più. 

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4 dicembre 2024

A volte vediamo una immagine tutti i giorni, tutti i momenti. Magari un poster sulla parete della stanza, o un tabellone sul percorso casa-lavoro, oppure un quadro nei corridoi della scuola o dell’università e non ci chiediamo i dettagli del luogo, chi ha scattato quella foto o chi ha dipinto quel quadro. 

Immaginate la frustrazione di Chrles O’Rear, che un giorno ha pensato di fare una foto artistica alla collina che lo aveva particolarmente colpito. Pensate all’ispirazione di quel giorno in questo fotografo professionista che probabilmente non stava pensando che la sua “Colline” sarebbe stata sulle scrivanie di tutti i cittadini del mondo che adoperavano Windows. 

Eppure questa foto così iconica per il sistema operativo, che probabilmente gli ha portato anche un sacco di soldi di diritti (lo spero per lui!) è la meno conosciuta dai più. 

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3 dicembre 2024

Cos’è il “CICOTTO“? Una versione umbra della porchetta: carne di maiale preparato al forno durante la cottura del suino, è un capolavoro che nasce da recupero degli scarti. Una preparazione tipica di Grutti (frazione di Gualdo Cattaneo, provincia di Perugia).

Perché il cibo è cultura? Il primo pensiero corre alle tradizioni e quindi al proprio retaggio culturale. Sicuramente a fianco della propria storia e della propria tradizione, bisogna considerare lo scambio e la contaminazione culturale dell’incontro tra i popoli.

Ma quello che noi preferiamo tra le motivazioni riguarda l’associazione del cibo alla “memoria collettiva” o alla “storia condivisa”. Ogni piatto porta con sé un bagaglio che può rispecchiare eventi storici, migrazioni e trasformazioni sociali. La preparazione di un piatto tradizionale non è solo “mangiare”, ma anche un modo per mantenere viva la memoria di una comunità. Attraverso la tradizione culinaria, le diverse generazioni si trasmettono conoscenze e valori.

Inkantata ama il buon cibo, il cibo sano, ma soprattutto il cibo giusto. Leggi i nostri articoli: https://donneconlozaino.org/category/cibo/

2 dicembre 2024

Alice: “Che tipo di gente abita da queste parti?”
Stregatto: “In quella direzione,” dice il gatto, agitando la sua zampa destra, “vive un Cappellaio: e in quella direzione,” agitando l’altra zampa, “vive una Lepre Marzolina. Visita quello che preferisci: tanto sono entrambi matti.”
A: “Ma io non voglio andare in mezzo ai matti”.
S: “Oh, non hai altra scelta: qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.”
A: “Come lo sai che sono matta?”
S: “Devi esserlo, altrimenti non saresti venuta qua.
A: “E come sai di essere matto?”
S“Per iniziare, un cane non è matto. Concordi?”
A:“Immagino sia così.”
S“Bene, allora vedi, un cane ringhia quando è arrabbiato, e scodinzola quando è felice. Io ringhio quando sono felice, e agito la coda quando sono arrabbiato. Quindi sono matto.”

La fortunata penna di Carroll, in “Alice nel paese delle meraviglie” fa svolgere questo meraviglioso dialogo tra Alice stessa e Stregatto. La pazzia, oggetto trasversale a tante opere geniali, in questo contesto assume tanti diversi significati. “Qui siamo tutti matti”, cioè la follia è parte integrante dell’umanità stessa e la vera assurdità è nel cercare una normalità in un mondo di individui tutti diversi tra loro. E poi Stregatto dice ad Alice che è matta anche lei, ma lei chiede perché e qui la grande rivelazione: “Devi esserlo o non saresti venuta qua”. Se tu non fossi matta, mia cara Alice, non ti metteresti in discussione fino al punto da disconoscere ciò che è reale e ciò che non lo è, quello che è normale e quello che è stra-ordinario. 

La bellezza profonda e il messaggio intricato di Alice, va riletta! 

Grazie Lewis Carroll!

PHOTO CREDITS: Repertorio di CANVA

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