Mercato dei fiori a Nizza

Mirella, fine agosto 2008

Ero stata la sera prima nel cuore della città vecchia di Nizza, in una piazza con un’unica distesa di tavoli e tavolini, poltrone, sedie, sgabelli, panche e poi gente e turisti e stranieri di ogni tipo, russi, tanti americani, tantissimi italiani, tutti lì a mangiare quantità incredibili di pesci, molluschi, crostacei, granchi, zuppe e spiedini. Aggirandomi tra i tavoli mi chiedevo come mai la piazza fosse indicata come quella del mercato dei fiori. Ci sono ritornata verso le cinque del pomeriggio del giorno seguente e sono arrivata proprio quando la piazza stava cambiando pelle: gli ultimi fioristi caricavano le piante rimaste sui loro furgoni, qualcuno si spostava con dei carretti a mano, le foglie in terra venivano spazzate, raccolte, buttate; uno spruzzo d’acqua finiva di ripulire il suolo e nello spazio lasciato libero avanzavano i tavoli: dai ristoranti alloggiati negli edifici tutto intorno alla piazza, ecco che uscivano stuoli di camerieri, ciascuno riempiva il suo spazio con i tavoli, le sedie, le apparecchiature del proprio locale, diverse per colore e per foggia da quelle dei vicini. Mi interessavano i fiori, in una città di mare dal clima così compiacente, con fantastici giardini fioriti, volevo vedere cosa c’era in vendita al mercato. E infatti c’era di che perdere la testa tra buganvillee dai colori mai visti, fichi in vaso con i fichi sui rami, enormi fiori di ibisco, e poi lei, una elegante plumbago dai fiori a palla di un azzurro intenso, un azzurro–Nizza, ho pensato. Molto rapidamente ho considerato anche che me la sarei dovuta portare a Milano in treno, ma, malgrado la scomodità, non era più possibile separarsi, Mademoiselle Plumbagò mi aveva incantato. Il venditore mi ha raccomandato di farle avere un inverno lieve, di coccolarla con un muro assolato e amore. L’ho presa in braccio e me ne sono andata passando tra i tavoli che quasi mi circondavano. Qualche turista col fuso orario in anticipo era già seduto e stava ordinando cozze a volontà. 

MiriPink 

Questo racconto è inserito nel libro on line Italians , sottotitolo Una giornata nel mondo, divisa per ore, il mio racconto si inserisce nello spazio delle 18. Il libro è stato curato da Beppe Severgnini alcuni anni fa.

Al mercato di Nizza ho comperato

una pianta fiorita azzurro intenso.

une plumbagò” m’ha detto il venditore.

Portarla a casa mia è un po’ rischioso

mademoiselle potrebbe non piacere.

Dovrò riuscire a far l’inverno lieve

per il suo primo anno.

Un muro al sole poi ci vorrebbe

e terra buona, e un vaso grande,

… e amore.

Mirella delle Mirelle

MiriPink e Mirella delle Mirelle sono la stessa persona, la prima metà scrive in prosa, la seconda in poesia.

One thought on “Mercato dei fiori a Nizza

  1. Adoro la plumbago, capisco come si possa innamorarsene; purtroppo i miei balconi sono troppo stretti e poco soleggiati, e non posso averne una, ma ne ho regalate molte.
    Mademoiselle Plumbagò, certo, non sopporto chi, poco attento o insensibile, insiste a dire IL plumbago.
    Deve essere assolutamente celeste, bianca non vale!

    "Mi piace"

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