Una salentina d’adozione

Da quando l’ho ricevuto non mi stanco di guardarlo, il corto “La vacinada” di Checco Zalone. Anzi, di Oscar Francisco Zalon.

Pare che ormai sia diventato un tormentone, ma credo che il successo sia meritatissimo, per più di un motivo. Innanzitutto, è molto vivace e divertente. Il merito dev’essere attribuito in modo equo a Zalone e alla sua partner Helen Mirren, eccellente attrice e donna intelligente con un gran senso dell’umorismo. Come potrebbe altrimenti una signora di quasi 76 anni (portati con eleganza e grazia, e senza troppe concessioni ai “maghi” della chirurgia estetica) consentire a un apparente pandolone di citarne “la zinna un poquito calada”, “la caviglia un pelito gonfiada”, darle della “vecia muchacha”, confessare “e non mi importa se trovo al mattino il tuo sorriso sul mio comodino”, alludendo a una dentiera di cui sicuramente Helen non ha bisogno. Vero è che si riscatta attribuendole un “cuerpo da cineteca”!

In sovrimpressione: Saliento, Abril 2021. Il protagonista, foulard rosso al collo, bocciolo di rosa rossa nel taschino, sta guidando il suo duettino bianco, ovviamente scoperto, sul volante una cartina che mostra la penisola salentina. Si ferma per informazioni in itagnolo “Buenos días, Señorita, me podía indicar la estrada per la Zinzulusa?”. La contadina, fazzoletto nero a pois bianchi annodato alla greca, un golfone nero che lascia però scoperta una spalla, comincia a rispondere con marcato accento inglese. Ma Oscar Francisco si blocca, le guarda la spalla, e chiede “Vacinada?” “Sì, certo”, risponde lei seria, quasi imperiosa, alzando un po’ la spalla. Oscar Francisco è in estasi, sul volto l’espressione di chi ha appena sentito un profumo paradisiaco, o quella che a volte si fa davanti a un piatto particolarmente invitante, al quale non si può dir di no. E comincia l’idillio, con lui che celebra cantando questa vecia muchacha “vacinada”, “imunizada”, e poi anche “richiamada”, mentre compaiono immagini in cui i due passeggiano sotto un pergolato di glicini violetti e bianchi, ballano in un agrumeto o nel campo da bocce (tango e non solo, lei con camicetta e ampia gonna bianca lunga, i capelli bianchi alle spalle, liberi), o si dondolano su di un’amaca; oppure mentre giocano a bocce (e lei elegante nella semplicità della larga gonna longuette nera a pois bianchi come il fazzoletto da testa, il lungo golf nero e gli scarponcini e calzetti neri, con un movimento elastico e leggero, fa un lancio preciso, per cui si guadagna “il femore è original”), fanno colazione sotto il portico di quella che è evidentemente una bella masseria in pietra, probabilmente la famosa “ pietra liccisa” dai toni dorati. Lei si muove sempre lieve come una ragazzina, e come una bimba batte le mani quando vince alle carte.

Il video termina con lei che gli chiede il nome: è un idillio nato da affinità che non hanno bisogno di altro se non questa condivisione del vaccino, che ha permesso loro di ballare “faccia a faccia”, alitandosi in viso per gioco. Ma ora lei vuole sapere chi è questo compagno così particolare, che accetta persino di imparare a lavorare a maglia da lei. “Ma tu, come ti chiami?” “Tu Helen hai avuto un solo Oscar in tu vida, vero?” “Vero”, risponde lei, abbassando lo sguardo sul bocciolo di rosa che tiene tra le mani. “Oscar Francisco Zalon, el secondo” … sfumano le parole e il paesaggio della campagna salentina dello sfondo.

L’altro motivo di questo successo, e per me forse il più importante è che, in modo scherzoso, Zalone contribuisce alla campagna vaccinale: è molto popolare, il corto è, appunto, diventato un tormentone, ma forse gli scettici e gli indecisi tra i suoi fan possono essere convinti a farsi vaccinare (anche con l’AstraZeneca, più volte citata nel filmato) dal suo tono scanzonato e un po’ irriverente, più che da tanti discorsi pieni di dettagli tecnici.

Ma chi è Helen Mirren? La sua popolarità in Italia è, credo, abbastanza recente. Attrice britannica di teatro e di cinema, ma mai in parti da diva; qualcuno in Italia l’ha notata nel film di Peter Greenaway Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989); o in Cortesie per gli ospiti, (tratto dal romanzo di McEwan) impegnata con Christopher Walken in un gioco di seduzione nei confronti dei più giovani Rupert Everett e Natasha Richardson.

Nonostante la carriera importante nel suo paese (grazie a una prima nomination all’Oscar come attrice non protagonista in La follia di Re Giorgio nel 1995 e anche a un ruolo da protagonista nella bella serie televisiva Prime Suspect), resta ancora quasi inosservata da noi fino alla parte in Gosford Park di Altman, per cui è candidata all’Oscar per la seconda volta (2001), e Calendar girls del 2003 (dove un gruppo di stagionate signore accettano di farsi fotografare nude per un calendario di beneficenza). L’Oscar le arriva infine con The Queen di Stephen Frears(2006) come attrice protagonista.

A questo punto, ormai è famosa anche in Italia, un paese che ama molto e dove ha comprato una masseria (a Tiggiano, nel Salento, che sospetto essere la location del corto di Zalone).

Marisa

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