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Durante il mio soggiorno in Costa Azzurra, mi è successo di frequente di cambiare destinazione. Il treno della tratta Ventimiglia Grasse è suggestivo ma, ahimè, inaffidabile. Comunque c’è qualcosa di magico nell’andare dove non avevi programmato. Diretta a Nizza, il treno che da Golfe Juan avrebbe dovuto portarmi a destinazione, si è fermato a Antibes per un guasto. Invece di lamentarmi, ho colto l’occasione per prendere il treno in direzione opposta e dirigermi a Cannes, città che avevo già visitato ma che continua a incantarmi con le sue salite, le sue discese e quell’aria da set cinematografico. Dopo una crepe calda e un sidro frizzante, una bevanda che amo molto ma che in Italia si trova solo in pochi pub e punti vendita, il mio sguardo è stato catturato da un cartellone: L’Art de James Cameron.
Immaginate la mia emozione: entrare nel mondo di uno dei registi che ha amplificato la mia passione per il cinema.
Dal 10 luglio al 24 agosto 2025, il Palais des Festivals et des Congrès ospita la decima edizione del Musée Éphémère du Cinéma, con un’esposizione che prometteva di raccontare non solo i film, ma il cuore pulsante della loro creazione.
Il percorso si articola in sei sezioni tematiche, e ogni sala è un portale. Dalla fantascienza dei cyborg ai mari profondi di The Abyss, fino ai mondi sconfinati di Pandora, camminavo tra bozzetti, modelli 3D, costumi e fotografie come se stessi sfogliando il diario segreto di Cameron. Ogni dettaglio, un invito a sognare: i suoi schizzi d’infanzia, i pigmenti dei suoi dipinti, la lucentezza dei suoi mondi digitali. Ricordavo le emozioni davanti a Titanic, i brividi di fronte agli scontri dei robot, l’incanto dei paesaggi alieni, e lì, tra quelle sale, tutto ha preso vita davanti ai miei occhi.
Dietro questa magia c’è un lavoro di squadra incredibile: la Cinémathèque française con l’Avatar Alliance Foundation, la curatela di Kim Butts e Matthieu Orléan, e la scenografia dell’Agence Nathalie Crinière. Ogni angolo della mostra è pensato perimmergersi nell’immaginazione del regista, come se fossimo parte dei suoi set, dei suoi mondi e dei suoi sogni.

Ma la mostra non era solo da osservare. Laboratori di animazione in stop-motion, rotoscopia e creazione di locandine permettevano di sperimentare. Ho visto famiglie e cinefile come me gioire nel vedere le proprie mani dare vita a personaggi e mondi: un promemoria dolce e potente che dietro ogni effetto speciale c’è creatività, pazienza e amore per il cinema.
L’Art de James Cameron è stata una riflessione sulla potenza dei sogni. Camminare tra quei mondi mi ha fatto battere il cuore davanti a Titanic (splendidi i bozzetti di Rose), respirare l’aria aliena di Pandora e percepire l’adrenalina dei cyborg. Ho realizzato ancora una volta come ogni cinefila sa, che nel cinema, l’unico limite è la nostra immaginazione. Seguirò questa regola anche nella vita?
Dettagli pratici per le “donne con lo zaino”
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 14:00 alle 22:00, biglietti a partire da 5 €, con ingresso gratuito per minori di 18 anni, studenti, persone in cerca di lavoro e persone con disabilità (più un accompagnatore). La mostra è facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione o in un’ora circa dall’aeroporto di Nizza.
L’Art de James Cameron è stato più di una mostra: è stato un abbraccio alla potenza dei sogni. Camminare tra quei mondi significava sentire il cuore battere davanti a Titanic, respirare l’aria aliena di Pandora e percepire l’adrenalina dei cyborg. E ho capito di nuovo, come ogni cinefila sa, che nel cinema — come nella vita — l’unico limite è la nostra immaginazione.
