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Dopo quattro mesi di viaggio, una sosta era più che necessaria prima di proseguire. L’occasione si è presentata grazie alla mia amica Erika, originaria del posto e, in quel periodo, in vacanza nella sua casa a Vallada Agordina, dove mi ha accolta. Così ho posato lo zaino, respirato a fondo l’aria fresca di montagna e lasciato che il ritmo lento della valle mi entrasse dentro. La prima settimana mi sono proprio “adagiata”: passeggiate rigorosamente in macchina, preparazioni culinarie e lunghe chiacchierate in un clima ancora non del tutto estivo, che invitava a restare in casa a leggere e dormire. Poi l’estate è esplosa anche su queste valli, portando con sé il desiderio di tornare a camminare, zaino in spalla. Con l’aiuto esperto di Erika e di sua sorella Tatiana, ogni giorno ho seguito percorsi di trekking lungo i sentieri che collegano i piccoli borghi della Valle Agordina, tra prati verdi, ruscelli, boschi di abeti e il profilo delle Dolomiti sullo sfondo.

In ogni paese, oltre alle case con balconi colmi di fiori, mi sorprendevano i murales dipinti direttamente sulle facciate. I temi spaziavano da soggetti religiosi a scene di vita di un tempo: feste popolari, leggende delle montagne, antichi mestieri locali. Alcuni sembravano affreschi antichi, altri invece erano opere recenti, realizzate da artisti locali o internazionali. E per visitare questo museo a cielo aperto non serve biglietto… basta girare con il naso all’insù.

Per concludere questa sosta meravigliosa, mi sono regalata il lusso dei silenzi: quelli che ti permettono di ascoltare il fruscio del vento, il mormorio dell’acqua nei ruscelli, il gracchiare dei corvi, il ronzio degli insetti, il suono dei tuoi passi sui ciottoli, il battito del cuore un po’ affaticato da qualche salita in più.
Grazie, Erika e Tatiana, per avermi accolta tra queste montagne meravigliose, delle quali mi sono profondamente innamorata!
Anna Maria Piccardo, detta Pic
