Il Golfo dei poeti/Le golfe des poètes

Getting your Trinity Audio player ready...

(en français après les photos) Durante il rientro annuale a Roma da Parigi in auto, mi fermo a Sarzana per rivedere le persone care e ricevere un primo impatto con la bellezza del nostro Paese. Anche quest’anno, mi immergo nel paesaggio, nuoto nel Mediterraneo, assaporo le specialità del luogo, trascorro ore felici in compagnia anche della cara amica Simona all’isola Palmaria, perla del Mediterraneo. Di questo posto magico ne avevo già parlato nei seguenti articoli :

Una perla del Mar Ligure

Mare Nostrum: una ricchezza da preservare/ Mare nostrum: une richesse à préserver

Come ogni estate, aggiungo alla mia conoscenza una nuova scoperta del territorio che non smette di sorprendere per la varietà. Ha inoltre la particolarità di essere incastrato tra costa e montagne, tra borghi e località patrimonio dell’Unesco (lasciamo però le Cinque Terre ai tanti turisti di questa stagione estiva). Alessio, che per l’Armadillo club è alla fase finale dell’organizzazione del Festival  Cremona Musica, si concede una giornata di vacanza e ci accompagna a Lerici, chiamata ‘la perla del golfo’ dei poeti. Sul lungomare, lungo la passeggiata pedonale, sono state installate delle placche in onore a poeti e letterati che ogni anno ricevono il Premio Lerici Pea. Un modo di mettere in dialogo la tradizione dei poeti del passato che hanno scelto di soggiornare in questi luoghi con gli artisti del presente, in un contrappunto letterario e di storie di vita.

Dopo una nuotata al molo, mangiamo la focaccia più buona mai gustata sostando dal caro amico Nunzio, padrone indiscusso di uno degli angoli più belli d’Italia con la sua finestra sul mare accanto alla Torretta dove accoglie ospiti dal mondo.

Riscendiamo sul lungomare e prendiamo la macchina per salire a Montemarcello, tra i borghi più belli d’Italia. Il percorso, fresco e boscoso, offre scorci magnifici tra la vegetazione e la costa. Ci fermiamo nella piazza XIII Dicembre che ricorda il fatidico 13 dicembre del 1944 dove 35 abitanti del paese morirono sotto il crollo degli edifici in seguito ai bombardamenti. Sulle macerie è sorta la piazza, oggi luogo di incontro ed eventi; ci colpisce una scritta che è stata aggiunta su un muro “Everyday is the 13th of December in Gaza” con una bandiera palestinese.

Giriamo per il borgo che offre un bel panorama su un versante verdeggiante a picco su un mare blu dove si scorgono le isole Palmaria, Tino e Tinetto e, in lontananza, Porto Venere.
Proseguiamo il giro per scoprire una meraviglia dell’arte e della storia: il Cristo ligneo nel Monastero di Santa Croce. Il luogo si trova in una posizione dominante sulla collina con vista sulla foce del fiume Magra e la Versilia. Sullo sfondo si stagliano le Alpi Apuane e, in una giornata soleggiata, scintilla il biancore del marmo della cava di Carrara. Oggi c’è foschia e libeccio quindi lo sguardo si concentra su uno spazio più ristretto ma questo nulla toglie all’impressione di trovarsi in un posto davvero speciale.
Il Monastero dei Padri Carmelitani Scalzi, fondato nel 1176 da Pipino, il vescovo di Luni, contiene il Crocifisso ligneo tunicato dell’XI-XII secolo, un’opera davvero originale e di grande valore. Intagliato in tronchi di olmo, è alto 263 cm e largo 264, il volto è lungo 49 cm. L’originalità sono i tratti orientaleggianti con zigomi accentuati, i baffi che scendono, la barba divisa a metà sul mento a onde raccolte lungo il collo e i lunghi capelli alle spalle nello stile nazareno. La leggenda narra che il crocifisso sarebbe arrivato miracolosamente al porto di Luni su una nave senza equipaggio nel 742 d.C. Gli studiosi pensano che possa provenire da colonie in Spagna, in Corsica o Sardegna con le quali Luni aveva rapporti marittimi in epoca carolingia. Dal punto di vista artistico fu lo studioso Hug Honour che lo definì uno degli esempi più belli delle sculture romaniche in Italia portando al suo restauro nel 1961.
Il monastero fu abbandonato dal 1300 all’inizio del 1600 quando fu ampliato per ospitare gli eremiti che per due secoli mantengono la devozione al Cristo ligneo. Nel 1800 il Monastero passò al Demanio per poi venire acquistato dal magnate del marmo Carlo Andrea Fabbricotti che ci costruì un castello in stile neogotico nel 1898. Dal 1954, dopo che il Cardinale Anastasio Ballestrero lo acquistò, è diventato un luogo di residenza per esercizi e ritiri spirituali. Il monastero accoglie anche incontri e congressi e case per ferie per famiglie e ospiti alla ricerca di un’oasi di pace nel parco circostante, in una posizione strategica tra mare e monti, all’interno del Parco Naturale di Montemarcello-Magra. Scendiamo dalla collina per dirigerci a Bocca di Magra, paese interessante anche per la posizione tra la foce del fiume e il mare che, verso sud, lambisce Fiumaretta e le spiagge della Versilia.

Bocca di Magra, con Lerici, Ameglia, San Terenzio, Solaro e Pugliola , Tellaro e La Serra fanno parte di un percorso che segue i tracciati dei Liguri di 8000 anni fa. E’ il ‘Sentiero delle Parole’ che con i suoi 16,4 km, vuole far conoscere un itinerario camminando e ascoltando tracce sonore che evocano le parole di tanti autori tra i quali Mary e Percy Shelley, Pasolini, Ottieri, Montale, Duras, Eco, Soldati, Marinetti, ecc. Basta munirsi di buone scarpe, auricolari e scaricare l’app LOQUIS e ricordare così i tanti artisti che sono rimasti affascinati dal golfo come Lord Byron, D. H. Lawrence, Virginia Wolf e altri, tutti ispirati dal luogo, hanno composto versi, scritto romanzi, immaginato film.

Torniamo appagati da queste bellezze naturali e artistiche e concludiamo la giornata con una passeggiata nel centro storico di Sarzana dove aleggia una sorta di ‘dolce vita’ ligure tra storia, arte e cultura, gastronomia e eventi come il ‘Festival della mente’.
Il giorno dopo il viaggio continua ma già penso a quando tornare ancora in questo territorio così ricco di sorprese anche per chi come me, ci passa e lo visita regolarmente da anni.

 

Lors de mon retour annuel en voiture de Paris à Rome, je m’arrête à Sarzana pour revoir mes proches et profiter d’un premier aperçu de la beauté de l’Italie. Cette année encore, je m’immerge dans le paysage, je nage dans la Méditerranée, je déguste les spécialités locales et je passe des heures heureuses en compagnie sur l’île Palmaria, perle de la Méditerranée. J’ai déjà parlé de cet endroit magique dans ces articles:

Una perla del Mar Ligure

Mare Nostrum: una ricchezza da preservare/ Mare nostrum: une richesse à préserver

Comme chaque été, j’ajoute à ma connaissance une nouvelle découverte du territoire qui ne cesse de surprendre par sa variété et sa particularité d’être coincé entre la côte et les montagnes, entre les villages et les sites classés au patrimoine mondial de l’Unesco (laissons les Cinque Terre aux nombreux touristes de cette saison estivale). Alessio, qui a presque terminé l’organisation du Festival de Crémone https://acousticguitarvillage.net/ pour le club Armadillo, s’accorde une journée de vacances et nous accompagne à Lerici, surnommée « la perle du golfe » par les poètes. Sur le front de mer, le long de la promenade piétonne, des plaques ont été installées en l’honneur des poètes et des écrivains qui reçoivent chaque année le prix Lerici Pea. Une façon de mettre en dialogue la tradition des poètes du passé qui ont choisi de séjourner dans ces lieux avec les artistes du présent, dans un contrepoint littéraire et des histoires de vie.

Après une baignade, nous dégustons la meilleure focaccia jamais mangée chez notre cher ami Nunzio, maître incontesté de l’un des plus beaux coins d’Italie avec sa fenêtre sur la mer à côté de la Torretta où il accueille des hôtes du monde entier. Nous redescendons sur le front de mer et prenons la voiture pour monter à Montemarcello, l’un des plus beaux villages d’Italie. Le parcours, frais et boisé, offre des vues magnifiques entre la végétation et la côte. Nous nous arrêtons sur la place XIII Dicembre qui commémore la tragedie du 13 décembre 1944, où 35 habitants du village ont péri sous les décombres des bâtiments détruits par les bombardements. La place a été construite sur les ruines et est aujourd’hui un lieu de rencontre et d’événements. Nous sommes frappés par une inscription ajoutée sur un mur : « Everyday is the 13th of December in Gaza » (Chaque jour est le 13 décembre à Gaza), accompagnée d’un drapeau palestinien.

Nous parcourons le village qui offre une belle vue panoramique sur un versant verdoyant surplombant une mer bleue où l’on aperçoit les îles Palmaria, Tino et Tinetto et, au loin, Porto Venere.
Nous poursuivons notre visite pour découvrir une merveille de l’art et de l’histoire : le Christ en bois du monastère de Santa Croce. Le lieu est situé dans une position dominante sur la colline, avec vue sur l’embouchure du fleuve Magra et la Versilia. En arrière-plan se dressent les Alpes Apuanes et, par une journée ensoleillée, la blancheur du marbre de la carrière de Carrare scintille. Aujourd’hui, il y a de la brume et un vent du sud-ouest, donc le regard se concentre sur un espace plus restreint, mais cela n’enlève rien à l’impression de se trouver dans un endroit vraiment spécial.
Le monastère des Pères Carmélites Déchaussés, fondé en 1176 par Pipino, évêque de Luni, abrite le Crucifix en bois tunique du XIe-XIIe siècle, une œuvre vraiment originale et de grande valeur. Sculpté dans des troncs d’orme, il mesure 263 cm de haut et 264 cm de large, le visage mesure 49 cm de long. Son originalité réside dans ses traits orientaux avec des pommettes saillantes, une moustache tombante, une barbe divisée en deux sur le menton avec des ondulations le long du cou et de longs cheveux tombant sur les épaules dans le style nazaréen. La légende raconte que le crucifix serait arrivé miraculeusement au port de Luni sur un navire sans équipage en 742 après J.-C. Les chercheurs pensent qu’il pourrait provenir des colonies d’Espagne, de Corse ou de Sardaigne avec lesquelles Luni entretenait des relations maritimes à l’époque carolingienne. D’un point de vue artistique, c’est le chercheur Hug Honour qui l’a défini comme l’un des plus beaux exemples de sculptures romanes en Italie, ce qui a conduit à sa restauration en 1961.
Le monastère fut abandonné entre 1300 et le début des années 1600, date à laquelle il fut agrandi pour accueillir les ermites qui, pendant deux siècles, conservèrent leur dévotion au Christ en bois. En 1800, le monastère passa au domaine public, puis fut racheté par le magnat du marbre Carlo Andrea Fabbricotti, qui y construisit un château de style néogothique en 1898. Depuis 1954, après son acquisition par le cardinal Anastasio Ballestrero, il est devenu un lieu de résidence pour des exercices et des retraites spirituelles. Le monastère accueille également des réunions et des congrès, ainsi que des maisons de vacances pour les familles et les hôtes à la recherche d’une oasis de paix dans le parc environnant, dans une position stratégique entre mer et montagne, au sein du parc naturel de Montemarcello-Magra. Nous descendons de la colline pour nous diriger vers Bocca di Magra, un village intéressant également pour sa position entre l’embouchure du fleuve et la mer qui, vers le sud, baigne Fiumaretta et les plages de la Versilia.

Bocca di Magra, avec Lerici, Ameglia, San Terenzio, Solaro et Pugliola, Tellaro et La Serra font partie d’un parcours qui suit les traces des Ligures d’il y a 8000 ans. Il s’agit du « Sentiero delle Parole » (Sentier des mots) qui, avec ses 16,4 km, vise à faire découvrir un itinéraire en marchant et en écoutant des enregistrements audio qui évoquent les mots de nombreux auteurs, dont Mary et Percy Shelley, Pasolini, Ottieri, Montale, Duras, Eco, Soldati, Marinetti, etc. Il suffit de se munir de bonnes chaussures, d’écouteurs et de télécharger l’application LOQUIS pour se souvenir des nombreux artistes qui ont été fascinés par le golfe, tels que Lord Byron, D. H. Lawrence, Virginia Wolf et d’autres, tous inspirés par le lieu, qui ont composé des vers, écrit des romans, imaginé des films.

Nous rentrons comblés par ces beautés naturelles et artistiques et terminons la journée par une promenade dans le centre historique de Sarzana où règne une sorte de « dolce vita » ligure entre histoire, art et culture, gastronomie et événements tels que le ‘Festival della mente’.
Le lendemain, le voyage continue, mais je pense déjà à quand je reviendrai dans cette région si riche en surprises, même pour ceux qui, comme moi, la traversent et la visitent régulièrement depuis des années.

Patrizia D'Antonio

Grazie all’incontro con Alberto Manzi, a cui ha dedicato la propria tesi di dottorato e di cui è stata collega, ha intrapreso la carriera di insegnante, occupandosi di sperimentazione didattica delle lingue in Italia e all’estero, prima di trasferirsi definitivamente a Parigi. Ha pubblicato, di recente, Donne con lo zaino. Vite in cammino (Elliot, 2023), basato sul blog omonimo.

Articolo precedente

Tra rianimazione e rinascita

Next Story

Contro ogni violenza