|
Getting your Trinity Audio player ready...
|
In una grigia mattina di maggio, un gruppo multicolore di alunni provenienti da Paesi diversi e riuniti nei corsi del CPIA di Corso Vittorio Emanuele ha varcato il portale del Museo degli Strumenti Musicali, custodito negli spazi suggestivi adiacenti alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme. L’uscita rientrava nel progetto “Note in Movimento”, un ponte di suoni e storie pensato dalla Maestra Federica Posta per trasformare la diversità linguistica in un’unica, grande partitura.
La pioggia, quel giorno, non è stata l’unica sorpresa. Tra di noi si è unita inaspettatamente la piccola Sofia, di nove anni, con gli occhi brillanti di entusiasmo. Nella sua scuola era in corso uno sciopero del personale ATA; niente lezioni, nessun compagno, ma una splendida occasione per chiedere alla nonna, novella alunna del corso di pianoforte, di portarla con sé. Con entusiasmo contagioso, Sofia si è avvicinata a Federica, la docente che guidava la visita, e non si è mai staccata da lei, ascoltando ogni parola con attenzione e curiosità.

Il Museo degli Strumenti Musicali di Roma, ospitato nell’ex Caserma “Principe di Piemonte” accanto alla basilica, custodisce una delle collezioni più ricche e affascinanti d’Europa: oltre tremila strumenti che coprono cinque secoli di storia della liuteria e dell’ingegneria del suono. Tra i capolavori esposti spiccano:
- il Violino “Tuscan” di Antonio Stradivari (1690),
- la celebre Arpa Barberini, costruita per la corte papale nel Seicento,
- il Clavicembalo Ruckers (1632), uno degli strumenti a tastiera meglio conservati al mondo,
- il Pianoforte verticale di Bartolomeo Cristofori, il padre del pianoforte moderno.

Il museo ospita anche una preziosa sezione etnomusicologica, che raccoglie strumenti provenienti da Africa, Asia, Oceania e Americhe, offrendo un viaggio musicale attraverso le culture del mondo.
Il percorso museale è arricchito da sale d’ascolto, pannelli interattivi e un laboratorio di liuteria dove è possibile osservare da vicino la manutenzione di viole, liuti e strumenti a fiato. Alcune opere, purtroppo, non erano visibili durante la nostra visita perché sottoposte a delicati interventi di restauro.
Per tutte le “Donne con lo Zaino” che volessero visitare il museo, ecco qualche informazione utile: è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:30). Il biglietto intero costa 6 €, ridotto 3 €, mentre l’ingresso è gratuito la prima domenica del mese. La fermata metro più vicina è San Giovanni (Linea A).
Al ritorno dalla visita, Sofia ha tirato fuori il telefono che, in via eccezionale, la nonna le aveva affidato per prendere appunti. Con entusiasmo, ha chiesto di inviarli a Federica, per poi trasformarli in un post per il nostro blog.
Non era la sua prima “firma”: già durante la pandemia ci aveva regalato riflessioni fresche e poetiche sulle sue piccole esplorazioni quotidiane durante il lockdown. Il suo contributo ha chiuso la prima edizione del libro “Donne con lo Zaino”, diventando un ideale passaggio di testimone tra generazioni, da chi cammina da tempo a chi si affaccia ora al mondo con curiosità e meraviglia.
Ecco la sua suggestiva cronaca della giornata:
Strumenti musicali
Oggi siamo andati al museo di strumenti musicali con il gruppo di pianoforte. C’erano tanti alunni e anche una bimba di quattro anni, di nome Gaia.
Abbiamo visto tanti strumenti musicali. All’inizio la maestra ci ha dato dei fogli con informazioni utili su ciò che dovevamo visitare. Abbiamo osservato strumenti archeologici e tanti pianoforti.
Poi siamo passati a vedere “Lollo”, l’evoluzione del pianoforte, e abbiamo potuto ascoltare i suoni che produce. Abbiamo ammirato organi (strumenti), che si usavano in processioni e sfilate.
Poi abbiamo visto l’oboe, uno strumento molto bello.
C’erano anche violini, chitarre, il basso che è molto grande, e anche il liuto. La maestra Federica ci ha spiegato tante cose.
Abbiamo visto anche un violino rarissimo, una chitarra elettrica troppo “fica”, e anche violini “ula ula”.
C’erano modellini vari di strumenti da rock star!

E poi, il piano verticale – davvero magnifico – tamburelli, fagotto, bassotto, corno, trombe, tamburi, fisarmoniche, arpe, flauti, carillon, dischi…
Alla fine abbiamo fatto una foto e poi abbiamo visto dei carretti.
All’uscita sono stata l’unica a vedere una finestra colorata, in alto, sulle scale.
Sofia

Il progetto “Note in Movimento” nasce con l’intento di intrecciare culture attraverso la musica. Ma oggi ci ha dimostrato, ancora una volta, che l’educazione condivisa non conosce età né confini. Basta un ritmo comune – anche sotto la pioggia di maggio – perché l’incontro si trasformi in un piccolo, indimenticabile applauso collettivo.

