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Attirata dalla copertina, mi avvicino all’album di Grazia La Padula che in francese si intitola Garce. La brava e pluripremiata fumettista italiana pubblica molto in Francia come è il caso di questo libro. Il progetto infatti è il risultato del lavoro con Céline Tran, sceneggiatrice francese ed è pubblicato in Italia con il titolo Diario di una cagna dalle edizioni Oblomov nel 2023 con la traduzione di Valeria Marini.
È la storia di un’autrice per una rivista femminile, Elise, che attraversa una crisi nel periodo delicato della menopausa quando scopre che il marito la tradisce. Un classico, direte voi. E per certi versi così sembrerebbe perché Elisa non si trova più a suo agio con il suo corpo, la sua vita stagna tra il lavoro e la routine di famiglia, tutto procede in modo spento e opaco. Il tradimento del marito la immerge ancor più nella depressione; decide quindi di seguire di nascosto il marito per scoprire la verità sull’amante. Qui inizia la ricerca e l’esplorazione di se stessa
e la storia prende una piega decisamente originale fino alla conclusione che non sveliamo. Certo è che Elise riscoprirà il suo corpo e si riapproprierà della sua sessualità. Il messaggio anche politico sta nella rivendicazione della libertà di percorrere altre strade da quelle obbligate da educazione e ruoli sociali: Elisa sa trasformare la classica frustazione della donna un po’ ritirata, madre sorpassata, moglie ormai non più desiderabile trasformando il suo sguardo su se stessa e sulla vita e rivendicando la sua libertà. Una metamorfosi raccontata attraverso i disegni di La Padula che con grande delicatezza svela i corpi, la sessualità e la fragilità di una donna che si osserva e è capace di modificare il suo sguardo su se stessa e sugli altri. Il lettore, ma sospetto che siano forse più lettrici, vengono coinvolti nell’atmosfera a tratti onirica dei colori, delle forme e delle ambientazioni. Voluttuà e sensualità sprigionano poco a poco nei tratti e negli acquerelli che esprimono le emozioni e le esperienze della protagonista e del marito.
Grazia La Padula afferma che l’intenzione dell’autrice era quella di sollevare interrogativi più che dare risposte, a suscitare riflessioni sul corpo e sulla relazione che ciascuno intrattiene con il proprio. Il corpo, soggetto delicato per i disegnatori che cercano di renderne il dinamismo e la bellezza. In questo album sono rappresentati nella verità anche quando lo sguardo di Elsia su se stessa si fa impietoso: si trova grassa, sfatta, con la cicatrice del parto cesareo sul ventre che le ricorda il segno indelebile di una gioia diventato il marchio di un corpo sconfitto. Sarà per questo che suo marito, pur affezionato e gentile desidera altro? Potrà vivere senza le attenzioni e quel mondo quotidiano di piccole condivisioni pur se privo di passione e desiderio? Elise ha paura di perdere tutto il suo rassicurante mondo, così finisce per incolpare sé stessa. Tornare a essere attraente sembra essere una sfida impossibile ma in questo percorso di ricerca per capire e soddisfare i propri desideri e inclinazioni Elisa è portata a compiere via via anche scelte di vita quotidiana come praticare la boxe invece che lo yoga per sfogare meglio la rabbia fino a lasciarsi andare a incontri e scoperte inattese nella sfera della sessualità. Elisa è quella che si chiama una donna matura, moglie affidabile e madre prevedibile ma inizia a stare stretta e soffrire di questi ruoli immutabili e codificati: spesso si guarda allo specchio per ri/conoscersi e quello che vede all’inizio non le piace. Suo marito non la guarda più come oggetto del desiderio e il riflesso del suo sguardo rimanda a un corpo spento, opaco che trasmette al massimo tenerezza. Qualcosa scatta nella narrazione che spingerà Elise a osare passare al di là di questa opacità per andare alla scoperta di una metamorfosi possibile.
Diario di una cagna è una lettura tutta al femminile? Concerne solo le donne ‘in menopausa’? Certamente è una dedica a tutte le donne che, proprio come la protagonista Elise, si sono sentite, almeno una volta nella loro vita, rifiutate o comunque non a proprio agio con la loro femminilità, sessualità e nei ruoli e nell’immagine in cui gli altri -compreso le prersone vicine amate- le ingabbiano. Le questioni in ballo riguardano l’amore, la sessualità, il corpo e la continua ricerca di equilibrio fra il dover essere e voler essere rispetto all’educazione e alla cultura dominante. Non solo la sola a ritenere però che sia anche e soprattutto una lettura per gli uomini che sono curiosi di capire la meravigliosa complessità del mondo di ogni donna, dei suoi segreti. Il messaggio infine riguarda chiunque voglia capire il percorso di scoperta di relazioni non conformi alla norma e indagare la fragile linea di confine tra il segreto, il pudore, la vergogna, il coraggio della verità e della tolleranza.
Gli acquerelli morbidi e onirici di La Padula amplificano la sensualità della storia grazie alla loro materialità avvolgente e invitante, sottolineata ad ogni capitolo con una pagina senza margini. Alternando scene intime ed erotiche mai volgari, sogni, incubi, momenti di vita e tenerezza familiare e testi poetici presi dal diario personale di Elise, la fumettista accompagna dolcemente la nuova ricerca sentimentale della protagonista. Una ricerca sentimentale che dovrà fare i conti con un colpo di scena che stravolgerà tutto il senso del libro. Se infatti il titolo italiano, un po’ volgare (quello francese, che parla di ‘une garce’, è più ambiguo) mette l’accento sul tentativo femminile di vivere una sessualità fuori dagli schemi morali classici, questo graphic novel è in realtà un percorso di scoperta e di riscoperta di relazioni sentimentali non conformi alle norme.
Mercoledì 21 maggio 2025 alle ore 13.30 lall’interno della 34° puntata della nona serie “FUMETTI a sinistra” sarà trasmessa su Radiocittafujiko Bologna in collaborazione con il Comitato Ricerche Associazione Pionieri la clip di questo articolo:
Per saperne di più: LA VIDEOINTERVISTA

