Doppio viaggio

(en français après les photos) Riceviamo e pubblichiamo un articolo della nostra amica donnaconlozaino Alessandra Damiotti su un’esperienza di un doppio viaggio davvero particolare:

Molti conoscono Stonehenge, in Inghilterra, ma pochi sanno che nell’arcipelago maltese esistono siti preistorici patrimonio dell’UNESCO di interesse altrettanto eccezionale, se non di più. Se la mia amica Rossana non mi avesse parlato del suo misterioso “doppio” viaggio, non mi sarei incuriosita e non sarei andata alla ricerca di informazioni. Sono rimasta impressionata da quello che ho trovato e ho deciso di condividerlo con voi prima di raccontarvi la storia di un’esperienza molto particolare.

Ho scoperto che a Malta e dintorni ci sono molti templi megalitici risalenti al Neolitico, strutture autoportanti tra le più antiche al mondo, perché databili anteriormente alle piramidi d’Egitto e ai megaliti di Stonehenge. Ecco qualche cenno su quelli più importanti e caratteristici.

A Gozo si trova il complesso di Ggantija (3600 – 3000 a. C.), probabilmente l’esempio più antico al mondo di architettura templare megalitica. Come indica il nome, si riteneva che questi due templi adiacenti fossero stati costruiti da giganti per via degli enormi blocchi di pietra utilizzati, che superano i cinque metri di lunghezza e pesano più di cinquanta tonnellate. L’ampia terrazza all’interno del sito s’immagina essere stata utilizzata per cerimonie propiziatorie con sacrifici di animali, essendo stati ritrovati resti d’ossa e tracce di fuochi.

A Malta troviamo i templi di Hagar Qim e di Mnajdra, distanti solo 450 metri l’uno dall’altro. A Mnajdra (3600-2500 a.C.) affascina la presenza di camere segrete occultate nello spessore dei muri e la sua funzione curativa, documentata dal ritrovamento di modelli in terracotta di parti anatomiche con segni di infermità. Ad Hagar Qim, oltre alle ancor oggi misteriose camere, si può ammirare un menhir alto più di tre metri. Qui sono stati ritrovati vari reperti interessanti tra i quali la Venere di Malta.

Singolare per le sue strutture absidali, il complesso dei templi di Tarxien (3.600-2500 a. C.) sfoggia particolari incisioni della pietra, tra cui animali, altari e steli con motivi a spirale, ma è noto anche per la scoperta di una colossale statua della Dea Madre, dell’altezza originaria di due metri e mezzo.

L’Ipogeo di Hal Saflieni (3600-2500 a. C.) è un eccezionale esempio di architettura “in negativo” perché costruito sotto terra, presentando sale, stanze e passaggi scavati nella roccia su tre livelli diversi, raggiungendo una profondità di 10,6 metri sotto il livello stradale. Qui è stata trovata la statuetta della “Dama dormiente” e motivi di spirali parietali in ocra rossa.

Tutti i templi presentano una forma simile: hanno sale circolari o semicircolari e, se visti dall’alto, la disposizione delle pietre ricorda la figura abbondante e sinuosa della Dea Madre che accoglie in sé i fedeli per riti di fertilità e rigenerazione.

Ed entriamo ora nella storia di Rossana, che si sentiva attratta dal significato dei disegni a spirale senza sapere perché. Un giorno legge un articolo interessante che parla di spirali incise nella pietra di numerosi templi di Malta dei quali, fino a quel momento, non aveva mai sentito parlare. Il caso, se così vogliamo chiamarlo, ci si mette di mezzo: la mamma di Franco, il suo compagno, era andata a lavorare proprio a Malta, così, anche per farsi una breve vacanza, decidono di andarla a trovare.

Rossana pensa che, già che c’era, avrebbe potuto dare uno sguardo ai siti archeologici di cui aveva letto. Sceglie a caso il tempio più vicino, perché ce ne sono tanti e, con Franco, va ad Hagar Qim e Mnajdra. All’ingresso, dov’è la biglietteria, gli viene detto che, se vogliono, c’è la possibilità di vedere un breve documentario. Decidono di vedere il film, prendono gli occhiali in 3D ed entrano nella sala della proiezione. Durante la visione a Rossana succede qualcosa di strano. Fin da subito rimane affascinata dalla ricostruzione del tempio e sente crescere il suo coinvolgimento mano a mano che il video procede. Finché arriva una scena in cui si vede una stanza a pianta circolare con un foro nella parete da cui, al momento dei solstizi, entra la luce solare che proietta una falce di luna sul muro opposto. A Rossana si accappona la pelle: quell’immagine del raggio di sole è un ricordo, è un “suo” ricordo! Lei era stata lì! Da quel momento perde la nozione del tempo, guarda il filmato, ma senza vederlo veramente perché nello stesso tempo riconosce tutto quello che vede. Sì, era proprio così, si diceva ad ogni scena. Ecco una statua posizionata all’entrata di una porta e infatti lo sapeva, la statua stava lì, era certa che fosse proprio così, la ricostruzione era esatta. In preda ad una profonda emozione comincia a piangere… Quando il film termina, si trova in uno stato confusionale. Con Franco visita il sito, ma si sente strana, il flash back vissuto l’aveva lasciata svuotata.

Rossana non poteva restare indifferente a quello che le era successo e una volta rientrata in Italia ha deciso di consultare una psicoterapeuta che si occupava di ipnosi regressiva. Abituata alle tecniche di meditazione è entrata senza difficoltà in uno stato di rilassamento profondo e, con l’aiuto della psicoterapeuta, si è trasportata con l’immaginario nel tempio di Hagar Qim, quello in cui aveva vissuto la sua singolare esperienza. All’inizio risponde in maniera cosciente alle domande che le pone la psicoterapeuta, ma ad un certo punto avviene un cambiamento, percepito istantaneamente e distintamente da entrambe. Rossana sente di avere abbandonato la sfera razionale e di parlare con un tono di voce diverso che risale da una dimensione profonda della sua coscienza. Inizia a raccontare:

C’erano tante sacerdotesse che si prendevano cura del tempio, io ero una di loro …  tante persone venivano da ogni dove per interrogarci e noi, entrando in trance, facevamo divinazione … Non potevamo avere una nostra vita sentimentale, ma io invece mi sono innamorata di un uomo, ho lasciato il tempio e con lui sono fuggita dall’isola…”. La psicoterapeuta le chiede se ricorda chi fosse l’uomo di cui si era innamorata e lei risponde: “La stessa persona che mi ha riportata a Malta”. Era Fabio, il suo compagno attuale…

Tornata a casa, per cercare riscontri a quello che aveva detto durante la regressione ipnotica, Rossana si mette a fare ricerche sui templi di Malta e trova che sull’isola c’erano, cosa che lei non sapeva, delle sacerdotesse che praticavano anche la divinazione, come è testimoniato nel tempio ipogeo di Hal Saflieni, dove la voce della profetessa poteva propagarsi da una sala sotterranea all’altra. Quello che lei apprende, le sacerdotesse, la divinazione, i pellegrini che venivano sull’isola da lontano, lo scopre “dopo” la sua regressione… rendendo plausibile e reale la sua vicenda.

Aggiungo un’altra informazione che va in questa direzione, a conferma della verità della retrospezione: la costruzione di alcuni templi denota una precisa conoscenza dell’astronomia, poiché in corrispondenza dei solstizi un raggio di sole entra da un buco nella parete e va ad illuminare una pietra ben precisa dell’altare sul lato opposto. E’ il caso di Hagar Qim, il tempio visitato da Rossana, ma anche questo lei non lo sapeva…

Sono molte le corrispondenze sorprendenti di questo doppio viaggio di Rossana: viaggio nello spazio (Malta) e nel tempo (regressione). A me il suo racconto ha dato i brividi e a voi?

Alessandra Damiotti

 

DOUBLE VOYAGE

Beaucoup de gens connaissent Stonehenge en Angleterre, mais peu savent qu’il existe dans l’archipel maltais des sites préhistoriques classés au patrimoine mondial de l’UNESCO d’un intérêt tout aussi exceptionnel, sinon plus. Si mon amie Rossana ne m’avait pas parlé de son mystérieux « double » voyage, je n’aurais pas été curieuse et je ne serais pas partie à la recherche d’informations. J’ai été impressionnée par ce que j’ai trouvé et j’ai décidé de le partager avec vous avant de vous raconter l’histoire d’une expérience très spéciale.

J’ai découvert qu’à Malte et dans ses environs, il existe de nombreux temples mégalithiques datant de la période néolithique, des structures autoportantes qui comptent parmi les plus anciennes du monde, puisqu’elles sont antérieures aux pyramides d’Égypte et aux mégalithes de Stonehenge. Voici quelques exemples des plus importants et des plus caractéristiques.

Gozo abrite le complexe de Ggantija (3600 – 3000 av. J.-C.), probablement le plus ancien exemple d’architecture de temple mégalithique au monde. Comme leur nom l’indique, ces deux temples adjacents auraient été construits par des géants en raison des énormes blocs de pierre utilisés, qui dépassent cinq mètres de long et pèsent plus de cinquante tonnes. La grande terrasse du site aurait été utilisée pour des cérémonies propitiatoires avec des sacrifices d’animaux, car des restes d’os et des traces de feux ont été retrouvés.

À Malte se trouvent les temples de HagarQim et de Mnajdra, distants de seulement 450 mètres. À Mnajdra (3600-2500 av. J.-C.),la présence de chambres secrètes dissimulées dans l’épaisseur des murs et sa fonction curative, documentée par la découverte de modèles en terre cuite de parties anatomiques présentant des signes d’infirmité, sont fascinantes. À HagarQim, outre les chambres encore mystérieuses, on peut admirer un menhir de plus de trois mètres de haut. Divers objets intéressants y ont été découverts, dont la Vénus de Malte.

Le temple de Tarxien (3 600-2500 av. J.-C.), unique par ses structures absidales, présente des sculptures en pierre, notamment des animaux, des autels et des stèles avec des motifs en spirale. Il est également connu pour la découverte d’une statue colossale de la déesse mère, haute de deux mètres et demi à l’origine.

L’hypogée de Hal Saflieni (3600-2500 av. J.-C.) est un exemple exceptionnel d’architecture « en négatif », car il a été construit sous terre, avec des salles, des chambres et des passages creusés dans la roche sur trois niveaux différents, atteignant une profondeur de 10,6 mètres sous le niveau de la rue. C’est là qu’ont été découverts la statuette de la « Dame endormie » et des motifs de spirales murales en ocre rouge.

Tous les temples ont une forme similaire : ils ont des salles circulaires ou semi-circulaires et, vue d’en haut, la disposition des pierres rappelle la figure abondante et sinueuse de la Déesse Mère accueillant les fidèles en son sein pour les rites de fertilité et de régénération.

Nous en arrivons maintenant à l’histoire de Rossana, qui était attirée par la signification des dessins en spirale sans savoir pourquoi. Un jour, elle a lu un article intéressant sur les spirales gravées dans la pierre de nombreux temples à Malte, dont elle n’avait jusqu’alors jamais entendu parler. Le hasard, si l’on peut dire, s’en est mêlé : la mère de son compagnon Franco étant partie travailler à Malte, ils ont décidé de lui rendre visite pour de courtes vacances.

Rossana se dit que, pendant son séjour, elle pourrait jeter un coup d’œil aux sites archéologiques dont elle a entendu parler. Elle choisit ai hasard le temple le plus proche, car il y en a beaucoup à Malte, et se rend avec Franco à HagarQim et Mnajdra. À l’entrée, où se trouve la billetterie, on leur dit que, s’ils le souhaitent, il est possible de voir un court documentaire. Ils décident de voir le film, prennent leurs lunettes 3D et entrent dans la salle de projection. Pendant le visionnage, il se passe quelque chose d’étrange pour Rossana. Elle est immédiatement fascinée par la reconstruction du temple et se sent de plus en plus impliquée au fur et à mesure que la vidéo progresse. Jusqu’à ce qu’arrive une scène où l’on voit une pièce circulaire avec un trou dans le mur par lequel, au moment des solstices, la lumière du soleil entre, projetant un croissant de lune sur le mur opposé. La peau de Rossana se hérisse : cette image du rayon de soleil est un souvenir, c’est « son » souvenir ! Elle avait étè là-bas!Dès lors, elle perd la notion du temps, elle regarde le film, mais sans le voir vraiment car elle reconnaît en même temps tout ce qu’elle voit. Oui, c’est exactement comme ça, se dit-elle à chaque scène. Voici une statue placée à l’entrée d’une porte et, en effet, elle le sait, la statue est bien là, elle en est sûre, la reconstitution est exacte. Sous l’emprise d’une profonde émotion, elle se mit à pleurer… Lorsque le film se termine, elle était dans un état de confusion. Avec Franco, elle visite le site, mais elle se sentait étrange, le flash-back qu’elle avait vécu l’avait vidée.

Rossana ne pouvait rester indifférente à ce qui lui était arrivé et, de retour en Italie, elle décida de consulter un psychothérapeute qui s’occupait d’hypnose régressive. Habituée aux techniques de méditation, elle entre sans difficulté dans un état de relaxation profonde et, avec l’aide du psychothérapeute, elle se transporte en imagination dans le temple de HagarQim, celui où elle a vécu son expérience singulière. Au début, elle répond consciemment aux questions que lui pose le psychothérapeute, mais à un certain moment, un changement se produit, instantanément et distinctement perçu par toutes les deux. Rossana sent qu’elle a abandonné la sphère rationnelle et qu’elle parle sur un ton différent qui vient d’une dimension profonde de sa conscience. Elle commence à raconter :

« Il y avait tant de prêtresses qui s’occupaient du temple, j’étais l’une d’entre elles … tant de gens venaient de partout pour nous interroger et nous, en entrant en transe, faisions de la divination … Nous ne pouvions pas avoir notre propre vie amoureuse, mais au lieu de cela, je suis tombée amoureuse d’un homme, j’ai quitté le temple et avec lui j’ai fui l’île … ». La psychothérapeute lui demande si elle se souvient de l’identité de l’homme dont elle est tombée amoureuse et elle répond : « C’est la même personne qui m’a ramenée à Malte ». Il s’agit de Fabio, son partenaire actuel… !

De retour chez elle, afin de chercher la confirmation de ce qu’elle avait dit lors de sa régression hypnotique, Rossana commence à faire des recherches sur les temples de Malte et découvre que sur l’île il y avait, ce qu’elle ne savait pas, des prêtresses qui pratiquaient aussi la divination, comme en témoigne le temple souterrain de Hal Saflieni, où la voix de la prophétesse pouvait se propager d’une chambre souterraine à l’autre. Ce qu’elle apprend, les prêtresses, la divination, les pèlerins venus de loin sur l’île, elle le découvre «après » sa régression… ! ce qui rend son histoire plausible et réelle.

Permettez-moi d’ajouter une autre information qui va dans cette direction, en confirmant la vérité du déjà-vu : la construction de certains temples dénote une connaissance précise de l’astronomie, puisqu’aux solstices, un rayon de soleil entre par un trou dans le mur et éclaire une pierre bien précise de l’autel du côté opposé. C’est le cas à HagarQim, le temple visité par Rossana, mais même cela, elle ne le savait pas !

Il y a beaucoup de correspondances surprenantes dans ce double voyage de Rossana : un voyage dans l’espace (Malte) et dans le temps (régression) … Son histoire m’a donné des frissons, et à vous ?

Alessandra Damiotti

 

 

Author: Patrizia D'Antonio

Blogger, writer, teacher, traveller...what more? I love to meet and share with people. In my spare time I like reading, swimmming, cycling, listening and playing music . I was born in Rome but I live in Paris  

Rispondi