Vacances… pas vacances

(in italiano sotto le foto) PCR négatif, vaccin récu, immunisation certifiée, je me sens plus sereine dans ma décision de rentrer à Paris pour les quelques jours de congé: j’ai un chez moi, mon fils cadet, ma chatte Bagheera et des amis chers que je n’ai pas revus depuis l’été dernier. Avec les précautions nécessaires, je prends l’avion et, ayant surmonté le moment de consternation devant l’atmosphère sombre et dystopique de l’aéroport, je reprends l’habitude perdue de voler et j’arrive enfin avec joie chez moi. Puisque je n’habite plus stablement à Paris, y retourner, même le temps d’un week-end, a le goût des vacances. Il ne s’agit certainement pas pour moi de tourisme: j’ai le ménage du printemps à faire, le courrier à trier, les impôts à payer, etc. Pourtant, d’une certaine manière, je me sens touriste quand je m’arrête pour photographier la Dame de Fer et la Statue de la Liberté, les nouveaux graffitis de la rue de l’Ourcq et les peniches sur la Seine. Malgré le confinément qui impose un couvre-feu à 19h et qui limite les déplacements à 10 km de la maison, je me baigne du lendemain matin, un dimanche de printemps ensoleillé, dans l’ambiance Parisienne et je rencontre des visages et des lieux familiers. Les restrictions permettent uniquement une activité qui est quand même extraordinaire à Paris: se promener. Flâner pour découvrir (ou redécouvrir) ce que le chemin peut réserver: des rencontres inattendues, des ruelles pour apprécier des vues surprenantes sur la ville. Je marche 10/15 km par jour à la fois pour éviter, quand cela est possible, les transports en commun (même le scooter réparé joue bien son rôle ) soit pour atteindre mes objectifs en profitant des promenades agréables offertes par cette ville conçue de plus et plus pour les piétons, les marcheurs et les cyclistes.

Comme cela arrive souvent en avril sous ces latitudes, en une semaine j’ai traversé les 4 saisons: du climat estival qui m’a permis de redécouvrir ma chaise longue préférée du parc Citroën au tiède soleil printanier pour le pique-nique de Pâques au bord de la Seine, dans la fraîcheur de l’automne du lundi de Pâques jusqu’à la tempête de neige et le froid glacial du lendemain.

Je me rends compte à la fin de la semaine que ces “vacances-pas vacances” ont nourri mes yeux et mon cœur de beauté, d’amitié, de bien-être, d’amour: dons si précieux en ce moment…

P.

Tampone e vaccino fatto, mi sento più tranquilla nella mia decisione di tornare a Parigi nei pochi giorni di vacanza dal lavoro: ho una casa, un figlio, una gatta e alcuni cari amici che non vedo dall’estate scorsa. Con le dovute precauzioni prendo l’aereo e, superato il momento di sgomento di fronte all’atmosfera areoportuale cupa e distopica, riprendo le abitudini ormai perse di volare e arrivo infine con gioia a casa. Da quando non abito più stabilmente a Parigi, tornarci, anche per un fine settimana, ha il sapore di una vacanza anche se non si tratta certo per me di “fare la turista”: ho la casa da sistemare, la posta da controllare, le tasse da pagare, ecc. Eppure, in un certo senso, mi sento una turista quando mi fermo a fotografare la Dame de Fer e la Statua della Libertà, i nuovi murales della rue de l’Ourcq e le boathouse sulla Senna. Nonostante il confinamento parigino che impone il coprifuoco alle 19 e limita gli spostamenti a 10 km dall’abitazione, mi impregno infatti fin dalla mattina successiva, una soleggiata domenica primaverile, nell’atmosfera della città e ritrovo volti e luoghi familiari. Le restrizioni permettono un’unica ma straordinaria attività a Parigi: passeggiare. Flâner è il verbo francese per significare l’attività del gironzolare, senza una meta specifica, alla scoperta (o riscoperta) di quello che il cammino può riservare: incontri inaspettati, vicoli dai quali apprezzare scorci inattesi e panorami sulla città. Non perdo occasione per marciare 10/15 km per giorno sia per evitare, quando possibile, i mezzi pubblici (anche lo scooter appena riparato assolve bene alla sua funzione) sia per raggiungere le mie mete approfittando del cammino così piacevole che offre questa città pensata sempre più per pedoni, marciatori e ciclisti.

Come spesso succede in questo mese in queste latitudini, in una settimana ho attraversato le 4 stagioni: dal clima estivo nel quale riscoprire la mia chaise longue preferita del Parc Citroën al tiepido sole autunnale per il pic nic pasquale sul bordo della Senna, al fresco autunnale del lunedì di Pasqua fino alla tempesta di neve ed al freddo pungente del giorno successivo.

Realizzo alla fine della settimana di queste “vacanze non vacanze” che i miei occhi e il mio cuore si sono nutriti di bellezza, amicizia, benessere, amore; doni preziosi di questi tempi…

P.

2 pensieri riguardo “Vacances… pas vacances

  1. Riprendere i viaggi fa un po’ paura ma è anche un gran desiderio! E farlo anche per rivedere un figlio e una micia di nome Bageera, indispensabile!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: