17 aprile al Quadraro

È una dolce giornata primaverile oggi a Roma ed è piacevole camminare esplorando il quartiere che, in questo stesso giorno, ha vissuto uno degli episodi più tragici della seconda guerra mondiale: l’operazione Balena ovvero il rastrellamento del Quadraro. Per un progetto formativo che ci porta di sabato fuori dalle aule scolastiche alla scoperta del patrimonio urbano della capitale, accompagniamo 13 giovani studenti stranieri musulmani in questa esplorazione con la guida della bravissima Marianna, presidente del Quadracoro e molto attiva nel quartiere. È certo difficile spiegare ai ragazzi i dettagli ed il senso della follia di quella operazione disumana: dall’ordine di Kappler di bloccare ogni via di accesso alla zona del Quadraro alle 4 del mattino per poi cominciare le perquisizioni alle 5, casa per casa, alla ricerca di partigiani e collaboratori della Resistenza. 744 persone tra i 16 e i 55 anni vengono catturate e deportate, moltissime altre finiscono in carcere. Un accanimento dovuto al fatto che la borgata offriva nascondigli e aiuto a ebrei e partigiani perché: “ce stavano cuniculi, anfratti. De fatto si te volevi nasconne dai tedeschi, a Roma, ce stavano solamente du’ posti: er Vaticano e er Quadraro. I tedeschi lo chiamavano 𝙚𝙧 𝙣𝙞𝙙𝙤 𝙙𝙚 𝙫𝙚𝙨𝙥𝙚 […] Qui s’era antifascisti pe’ natura, pe’ fame, pe’ solidarietà coi poveracci. S’era antifascisti pe’ politica, pe’ religione. S’era antifascisti pe’ coraggio, pe’ dileggio, pe’ senso de giustizia. Qui Roma resisteva» (dallo spettacolo teatrale 𝙉𝙞𝙙𝙤 𝙙𝙞 𝙑𝙚𝙨𝙥𝙚 di Simona Orlando e Daniele Miglio).

Marianna ci porta in una di queste case “nido di vespe” con cortile, vicoli, uscite secondarie, ballatoi; ammiriamo poi i murales che rappresentano questi grandi insetti sotto la scritta YOU ARE ENTERING FREE QUADRARO.

I nostri studenti, in pieno ramadan, sono affaticati ma incuriositi; proponiamo loro di scoprire una pietra d’inciampo collocata lungo il nostro cammino. Leggono la scritta e c’è un momento di grande commozione: la pietra, collocata davanti alla sua casa, è dedicata a un ragazzo che fu deportato a Buchenwald il 17 aprile. Aveva solo 17 anni Eldio, il ragazzo della pietra; la stessa età dei nostri giovani studenti, giovani che sanno cos’è il dolore, la paura, l’incertezza, che hanno percorso migliaia di chilometri in cerca di un futuro migliore, di pace e serenità. E che, anche se non parlano ancora bene italiano, hanno capito cosa vuol dire quella pietra, quella vita rubata.

P.

Per approfondire:

𝙇𝙖 𝙗𝙤𝙧𝙜𝙖𝙩𝙖 𝙧𝙞𝙗𝙚𝙡𝙡𝙚 https://bit.ly/3sp34a6

𝙊𝙥𝙚𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝘽𝙖𝙡𝙚𝙣𝙖https://bit.ly/3tk0qUk

7 pensieri riguardo “17 aprile al Quadraro

    1. Pensa che mentre insegnavamo bella ciao ai ragazzi è passata una giovane donna che ci ha apostrofato dicendo che se non smettevamo lei avrebbe cantato FACCETTA NERA!!!

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  1. Ho letto in ritardo e mi è sembrata una bella iniziativa la visita con quei ragazzi. Chissà se potrò anch’io fare la visita la prossima volta che vengo a Roma?

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