10 km

Difficile resistere alla tentazione di inforcare la bici in queste tiepide giornate di primavera. Oggi mi sono liberata presto dalle mie incombenze e farò un breve giro percorrendo sentieri di campagna e godendomi quest’aria frizzantina che il sole del primo pomeriggio sta piacevolmente scaldando, quando non si nasconde dietro le nuvole…

Raggiungo quasi subito, a pochi km da casa mia, il borgo medioevale di Cordovado col suo castello eretto sulle vestigia di un castrum romano intorno all’XI secolo per difendere il territorio dalle scorrerie degli Ungari.

Scendo dalla bici per percorrere a piedi un tratto di questo luogo incantevole, annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”. Ancor oggi le sue mura appaiono in tutta la sua maestosità e racchiudono al loro interno edifici risalenti al XIII e XIV secolo.

Appena fuori del paese di Cordovado mi inoltro in un sentiero di campagna e raggiungo la Fontana di Venchiaredo celebrata da Ippolito Nievo ne “Le confessioni di un Italiano”. Riporto poche righe che descrivono molto bene il luogo : “…sentieruoli nascosti e serpeggianti , sussurrio di rigagnoli, chine dolci e muscose, nulla le manca tutto intorno ….Son luoghi che fan pensare agli abitatori dell’Eden prima del peccato ; ed anche ci fanno pensare senza ribrezzo al peccato ora che non siamo più abitatori dell’Eden.”

E anche Pasolini, frequentatore di questi luoghi vivendo poco distante, ci ha dedicato una poesia

“Limpida fontana di Venchiaredo,

acque modeste, tenerissimi legni,

oggi a vent’anni, io vi vedo ed ascolto

col vecchio murmure indifferente…”

Lascio la bici per un attimo, giusto il tempo per scendere alla vera da pozzo ed accarezzare l’acqua corrente che sgorga dal sottosuolo, fredda e limpida, un omaggio al poeta immaginando di vederlo qui, seduto sullo scalino di pietra a riflettere sulla vita!

Riprendo la mia pedalata tra i campi arati da poco e pronti per la semina del mais, che regna sovrano in questa zona. Il sentiero mi porta ai molini di Stallis. Questo è un complesso molitorio di origine medioevale e deve il nome alla presenza in zona di alcune stalle. Si tratta di due mulini sul fiume Lemene di cui sono ancora ben conservate le ruote, citati per la prima volta in documenti del 1400. Il complesso è rimasto in funzione fino agli anni ’70, ora è meta per le scolaresche che vengono qui per vedere il processo di macinazione del grano e del mais grazie ad un laboratorio didattico appositamente allestito.

Continuo il mio tragitto nella campagna ai confini tra Veneto e Friuli e qui faccio una sosta alla chiesetta di San Pietro. Si tratta di una chiesetta campestre, ce ne sono diverse in questa zona, le prime testimonianze di questa risalgono al XIV secolo a cui appartengono anche gli affreschi all’interno dell’edificio, ridotti ormai a qualche lacerto.

Il mio percorso prevede ora l’attraversamento di un guado, che adesso si fa facilmente grazie ad un ponticello di legno ma fino a pochi anni fa bisognava prendere la bici in spalla, togliersi le scarpe ed attraversare a piedi, poi via di nuovo tra la campagna fino all’abbazia “S.Maria in Silvis” di Sesto al Reghena. Questa è la più antica istituzione monastica benedettina del Friuli, fondata nell’ VIII secolo. Al complesso abbaziale si accede attraverso una torre che apre una bella vista sulla corte, circondata dagli edifici principali: il campanile, la cancelleria, la residenza abbaziale, un arco rinascimentale, la loggetta e il portico d’ingresso alla chiesa.

Non fa meraviglia se questa piazzetta medioevale dall’acustica perfetta, si trasformi, soprattutto nella stagione estiva, in teatro per concerti e rappresentazioni di alto livello e di risonanza anche internazionale.

All’interno dell’abbazia ci sono molte cose da vedere: un ciclo di affreschi di scuola giottesca e riminese, tra cui spicca un bellissimo “Albero della vita”. Nella cripta è possibile ammirare l’urna di S.Anastasia, uno splendido monumento di età longobarda, e una Pietà in pietra arenaria del quattrocento.

Metto in sosta la bici per fare una passeggiata in quello che resta del bosco in cui in origine sorgeva l’abbazia e in cui è stato realizzato negli ultimi tempi un percorso pedonale, e rifletto sul fatto che non ho percorso più di 10 km. E in questo breve tragitto ho incontrato ben 5 luoghi di interesse storico e culturale ….mi sento proprio fortunata e orgogliosa di vivere in Italia!

Allora vorrei invitare tutte le donneconlozaino che vivono in paesini come il mio, fuori dalle grandi mete turistiche, a tracciare una ipotetica linea di 10 km dalla loro abitazione verso un qualsiasi punto cardinale e scoprire quali e quanti luoghi storici o naturalistici vi si possono trovare. Sono sicura che tutte troveranno almeno un posto che valga la pena di visitare !

Teonilla

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