Viaggio intorno…alla mia cucina!

Qualche mese fa, su indicazione del mio gruppo di lettura, ho letto il libro “Viaggio intorno alla mia camera “ di Xavier de Maistre. Si tratta di un classico, scritto nel 1794 durante un periodo in cui lo scrittore subì un arresto domiciliare per punizione. In ben 42 capitoli, quanti sono i giorni del suo confinamento, l’autore percorre in lungo e in largo la sua stanza commentando gli oggetti che vi si trovano e i ricordi che questi evocano.

Oggi, in questa ennesima e uggiosa giornata di confinamento voglio fare anch’io un viaggio intorno…alla mia cucina !

Sono seduta al grande tavolo da pranzo, ho di fronte la vetrata che dà sul giardino, spoglio e grigio di pioggia. Alzo gli occhi dalla tastiera e, ruotando il capo a sinistra, vedo il portacandele di vetro appeso in una nicchia della parete. Un viaggio a Creta di non so quanti anni fa…infatti non mi ricordo quando fu ma ricordo dove lo comprai: Aghios Nikolaos, un paesino sul mare nelle cui strade del centro vi erano numerosi negozietti di souvenir. Avevo visitato la chiesa ortodossa e lì avevo visto quei portacandele che scendevano dal soffitto. Attraverso il vetro colorato le fiammelle delle candele creavano una atmosfera di raccoglimento e di pace.

Dall’altra parte ecco poi i piatti decorativi di un viaggio in Turchia, anche questo di molti anni fa. Quella volta partimmo in tre famiglie con i figli ancora piccoli. Arrivati ad Ankara noleggiammo un furgone, eravamo ben 10 persone: 4 bambini e 6 adulti! I nostri figli lo ricordano ancora come uno dei viaggi più divertenti! Questi piatti vengono dal mercato di Bursa e ne entrai in possesso dopo lunghe contrattazioni, durate ben 3 giorni, il tempo in cui ci fermammo in quella località. La durata della contrattazione era un pretesto per continuare a conversare con il negoziante, a raccontarci delle nostre realtà, delle nostre famiglie, dei figli…Credo che questa sia una bella modalità per conoscere il paese che si sta visitando, anche perchè la quotidianità della gente non viene mai raccontata nelle guide di viaggio.

Alle mie spalle, sopra una credenza di ciliegio, un centrotavola ricamato con grappoli d’uva e melograno, simboli di prosperità e fortuna nell’Armenia. E’ da quel viaggio che viene infatti, preso nel mercatino dell’antiquariato di Yerevan. Quel tessuto era già vecchio allora, poi ristrutturato grazie alla pazienza e passione di mia madre. In quel mercatino c’era tutta l’Armenia ai tempi della Russia. Ricordo bene i colbacchi, gli scialli neri stampati a grandi fiori rossi con lunghe frange, le innumerevoli spillette con Lenin o falce e martello, vecchie macchine fotografiche Zenith, per non parlare dei cristalli, colli di pelliccia, lenzuola ricamate …

Sempre sopra la credenza due ciotole di legno, vengono dal Marocco, precisamente dal mercato dell’oasi di Tata, nel sud del Marocco. E’ qui che incontrai quello che si potrebbe definire il “sindaco” del villaggio. Un uomo molto vecchio, alto e magro, con una lunga barba bianca. Lo ricordo ancora benissimo: indossava il classico kaftano lungo, bianco, in testa un turbante anch’esso bianco, quasi una cornice per quel volto segnato dal tempo, ma con occhi vivaci che sembravano quelli di un bambino. Camminava con un bastone decorato, ai piedi le classiche ciabatte di plastica. Aveva vissuto ai tempi in cui il Marocco era colonia francese e, grazie al suo francese, abbiamo potuto comunicare. Dopo averci mostrato il complicato ma efficiente sistema di irrigazione dell’oasi, che permetteva a tutti gli abitanti di disporre della sufficiente quantità d’acqua per le coltivazioni, abbiamo trascorso una intera serata a chiacchierare seduti in una pietra sotto una palma…ricordo che faceva molto caldo e lui era un gran chiacchierone!

Continuo il viaggio intorno alla mia cucina, sopra una mensola tre candele artigianali, fatte dalla coinquilina di mia figlia all’epoca in cui lavorava in Ruanda, a Kigal . Abbiamo visitato qualche anno fa, grazie a lei, quel paese teatro del terribile genocidio del 1994. Quelle candele erano il lavoro di Genny, da una passione ne aveva fatto un lavoro: le sue candele erano in vendita in tutti i negozi di artigianato della città e perfino in aeroporto. Un piccolo contributo ad un notevole spirito di iniziativa!

Ritorno al mio posto di fronte alla vetrata e vedo il portavaso di corda intrecciato con perle di vetro, souvenir della Siria, quando ancora si poteva andare, direi circa 25 anni fa. E’ ancora lì, appeso alla trave con la solita piantina che rinnovo ad ogni anno e penso a quanti posti ora non si possono più visitare a causa di guerre o catastrofi ambientali, quante opere d’arte distrutte, di quanta bellezza ci siamo privati, noi uomini, incapaci di risolvere civilmente i nostri conflitti e di salvaguardare questa nostra terra!

Mi capita spesso di rievocare luoghi e persone in questo periodo e questi oggetti sono per me un legame con esperienze passate ed uno stimolo per progetti futuri…sì, voglio pensare positivo, torneremo a viaggiare!

Teonilla

Una opinione su "Viaggio intorno…alla mia cucina!"

  1. Bell’idea: ciascuno di noi può fare un viaggio simile nella propria casa; a me piacerebbe farne uno intorno ai miei anelli o orecchini, ricordando luoghi e persone; ma in fondo lo faccio ogni volta che scelgo per indossarli.

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