Donne che amano il basso

Gloria, Roma

Si dice che una grande percentuale di donne che si dedicano ad uno strumento scelgano di suonare il basso.

Mi sono chiesta il perché … può essere una ragione socio-antropologica? Il basso sorregge tutto e sta in disparte, se non sei allenato a sentirne il suono spesso lo confondi con altro, se c’è non te ne accorgi ma se non c’è crolla tutto … Poche donne suonano la chitarra solista, con la sua vanità e prepotenza (caratteristiche maschili?). Un po’ come nella vita: la donna sorregge la casa e la famiglia, è il cuore pulsante della società, il perno della stessa esistenza, da lei tutto nasce e a lei si torna, accoglie, cementa e amalgama … il basso in un gruppo è questo.

La mia storia però non è solo questa. Per me c’entra molto il tempo, il ritmo e l’organizzazione. La mia storia con la musica inizia tanto tempo fa: ci sono nata. Mia mamma cantava, suo zio suonava il mandolino e la batteria, suo padre la chitarra e il violino, mio fratello “grande”che alternava canto, batteria e chitarra … Insomma una famiglia di allegri scanzonati, nonostante, per genitori e affini, la guerra e la fame. Questo grande amore ce lo hanno trasmesso loro (a mio fratello e a me), è nel sangue, nel DNA. A 18 anni i primi gruppi, i primi spettacoli di piazza, le cantine … allora tentavo di cantare, grande sentimento ma, ahimè, modeste doti naturali. Le prime lezioni di chitarra classica, anche quelle con scarsi successi. Però la musica mi ha sempre fatto compagnia, ha scandito ogni momento e passaggio della mia esistenza. La musica, specialmente la parte ritmica, è organizzazione, è precisione, è metodo. La mia indole si è rivelata poi anche nella mia formazione e professione: archivista-storica e ricercatrice, poca fantasia molta prassi.

Ho sempre pensato che il basso fosse il mio strumento ma mi sembrava “irraggiungibile”: gli anni passavano e non avevo tempo, testa, spinta e coraggio per cimentarmi in un’avventura che sembrava irrealizzabile … ho iniziato però a suonare il repenique in una “bateria de samba” che mi ha regalato enormi soddisfazioni e grande divertimento … sfilate, manifestazioni, colori e ritmo, tanto ritmo … si dice anche che l’intonazione si può imparare ma il tempo no: o ce l’hai o no, è la sincronia fra il battito del cuore e i movimenti del creato, non tutti hanno questo dono ma io, modestamente, “lo nacqui” … Poi, la folgorazione sulla via di Damasco. In una età dove ormai il mio sogno invece che nel cassetto era chiuso in camera blindata, è stato il mio sopito aspetto creativo e passionale a farmi iniziare ad approcciare finalmente lo strumento che avevo da sempre desiderato imparare. E’ stato l’amore per la musica di John Mayer… una rivelazione, un satori, una sintonia provata poche volte prima … Insomma tanto mi ha colpito che, anche e soprattutto per merito del mio compagno, musicista “vero” che mi ha regalato un basso credendo nelle mie intenzioni e mi ha insegnato all’inizio dove mettere le mani, piano piano ho capito che ce la potevo fare, che, anche se inesperta, ormai “anziana” specialmente per iniziare questo nuovo episodio, riuscivo a suonare con altri, a mettere su dei brani “ascoltabili” anche se a livello amatoriale. E sono circa 12 anni che nella mia vita è entrato questo strumento, anche se a livello sentimentale, mi sembra ci sia sempre stato. Insomma, ragazzi, non è mai troppo tardi, questa avventura mi ha regalato molto piacere e benessere e continua ad essere una parte integrante del mio tempo, scandito anche dalle prove in sala, dai discorsi sui prossimi brani da affrontare, come e perché, dalla preparazione degli sporadici ma divertenti “concertini” fra amici in qualche centro sociale o localino di periferia. Dal canto passando per le percussioni al basso, finalmente lo strumento “Deus ex Machina” che ha coniugato insieme le mie tre anime” metodo, ritmo e melodia … Grazie John Mayer, grazie Claudio che mi hai dato l’abbrivio di cui avevo bisogno, grazie mamma che mi hai trasmesso questo DNA … W la musica, compagna fedele di vita!!!

Gloria Ludovisi

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