Una voce da angelo

Gabriella, Santiago del Cile, Ostia

La prima volta l’ho vista, altissima e sottile, nella sala insegnanti della scuola Montiglio di Santiago del Cile: era appena arrivata dall’Italia ed i ragazzi la guardavano ammirati chiedendosi se tutte le italiane fossero così alte e belle.
Le assegnarono una prima elementare e lei incantava i bambini con filastrocche e canzoni che accompagnava con la chitarra che portava sempre con sé. Un giorno, nel teatro della scuola, ci fu una gara di canto, di quelle che solevano organizzarsi in occasione delle feste patrie, lei intonò “Vacanze romane” e tutti pensarono che sì, Gabriella aveva una voce da angelo.
Cantava Gabriella nella scuola ed in casa, alle feste e per strada, poi, la sua voce si incrinò.
Non c’è un termine per spiegare chi un figlio non ce l’ha più, si chiama orfano chi perde una mamma ma una mamma senza un figlio è spezzata, annientata, distrutta, non ci sono parole perché niente riesce a descrivere il buio che distrugge la vita di una madre che perde il suo respiro.
Gabriella ha resistito, la sua voce si è levata ancora, come si è rialzata lei, e lei canta di nuovo, la sua è una voce da angelo, ed è anche la voce per il suo angelo che vive attraverso le melodie che compone.

R.

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