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Da Siracusa proseguiamo per Agrigento fermandoci prima di tutto nel Parco archeologico della Valle dei Templi, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità dal 1997. Sognavo da sempre di visitare questo luogo incredibile, testimonianza della tanta storia e mitologia di questa terra. La stagione invernale ci permette di esplorare l’area con pochissimi turisti e godendo del tiepido sole di dicembre. Ci dirigiamo prima di tutto nel Giardino della Kolymbethra, un vero e proprio giardino dell’Eden dove l’archeologia e l’agricoltura si mischiano per ricordare l’antica Akragas. Agrumi, mandorli, pistacchi e olivi secolari crescono da sempre rigogliosi per la fertilità della terra tra gli ipogei ricavati nella roccia calcarenitica 2500 anni fa. Nel V secolo a.C., il tiranno Terone commissiona all’architetto Feace la realizzazione del sistema idrico della città i cui canali sboccano nella Kolymbethra. Tre secoli dopo viene chiamata “piscina sacra” o “peschiera” dallo storico Diodoro Siculo. Nel XII secolo il Giardino viene trasformato in un canneto per la coltivazione della canna da zucchero e nel XVI secolo diventa orto del convento Badia Bassa. Nei secoli successivi diventa un vero e proprio agrumeto e meta del Grand Tour fino a quando il FAI inizia i lavori di recupero per concessione della Regione e nel 2001 apre al pubblico. Come nel giardino dell’Eden, la tentazione di gustare il frutto proibito è forte: raccolgo e mangio qualche arancia e mandarino che si rivelano essere dolci e succosi.

Risalendo verso l’altura si ha l’impressione di fare un viaggio nel tempo con il susseguirsi di costruzioni antiche: il tempio di Ercole, Zeus/Giove, per arrivare al tempio della Concordia che si staglia sulla collina e che osserveremo illuminato, la sera, dal belvedere di Agrigento, a 230 m sul livello del mare.

Avremmo desiderio di restare fino al tramonto ma ci aspetta la visita alla città di Agrigento, dove arriviamo giusto al tramonto. Lasciamo l’auto al parcheggio e ci dirigiamo verso la nostra sistemazione in uno dei vicoli del centro storico passando per la scala dei poeti. Monumenti e chiese sono chiuse ormai saliamo in cima verso la Biblioteca Lucchiniana e la cattedrale di San Gerlando, l’abbazia di Santo Spirito. Abbiamo apprezzato il fascino serale di Agrigento, fondata nel 582 a.C.: scoprire la città vecchia con i suoi vicoli e le sue scale, nella tranquillità della sera, per poi ritrovare la via Atenea, con i suoi locali e i punti di ritrovo degli agrigentini, è stata una piacevole scoperta. Passiamo davanti al Teatro Pirandello e omaggiamo la statua del grande scrittore e drammaturgo. Il suo volto è anche dipinto sulla serranda di un negozio nella città vecchia.

Dopo una gustosa cena di piatti tipici siciliani e l’immancabile birra dello Stretto, riattraversiamo le strade del centro per rientrare appagati per la giornata intensa e piena di bellezza, storia, gastronomia.
L’indomani mattina è ancora una giornata soleggiata, tempo ideale per visitare la famosa Scala dei Turchi. Lasciamo Agrigento per la strada costiera e dopo una ventina di minuti raggiungiamo Realmonte. Prima di scendere verso la scogliera sul mare noto una barca con una scritta: “Sognamo un Mediterraneo di fratenità”; è la barca che simboleggia la fraternità e dell’accoglienza. Un relitto trovato nel marzo del 2023 arenato a Lido Rossello con dentro ancora qualche oggetto di migranti che avevano intrapreso il viaggio per le nostre coste. Recuperato e decorato per rappresentare vari paesi africani e europei in un abbraccio di accoglienza, è stato sistemato in questo luogo in ricordo del valore dell’ospitalità.
La giornata di sole fa brillare il bianco delle rocce che contrasta con il turchese del mare mi incanta. Sono contenta di essere venuta fuori stagione, mi dicono che in estate è ormai impossibile accedere alle scogliere per i numerosi turisti e bagnanti. D’altra parte il cielo azzurro, il tiepido sole e il paesaggio magnifico sono lì a ricordarci che ci troviamo in una terra generosa.

Vorrei fermarmi di più ma già riprendiamo la strada: direzione Catania.
