7. Donne e fumetti Wonder Woman

Si parla molto della letteratura femminista e dell’apporto che questa può offrire nel concreto cambiamento della condizione delle donne. Ancor più in questa rubrica ci viene spontaneo affermare la forza del fumetto, quindi in questo nostro scandagliare il ruolo delle protagoniste donne, sia come autrici sia come eroine e protagoniste, ripercorriamo un poco la storia attraverso diverse figure e autrici.

Comincerei proprio dagli albori: Wonder Woman. Nasce in un’epoca in cui era necessario avere una figura, un idolo, un faro, un ideale di donna forte, libera e potente anche dal punto di vista muscolare pur nei suoi limiti e nelle sue contraddizioni. Sicuramente è stata di supporto a tante donne che l’hanno riconosciuta come l’eroina in cui avrebbero voluto rispecchiarsi.

Wonder Woman è la prima supereroina del fumetto mondiale, figlia della regina delle Amazzoni Ippolita. E’ una donna intrepida, determinata ma anche saggia e brillante, creata da William M. Marston, uno psicologo che propone questo personaggio pensando all’assenza di figure femminili nella produzione dell’allora NP (national Allied Publications), la stessa casa editrice di Superman e Batman. la NP sarebbe poi diventata la famosa DC Comics che pubblicò Wonder Woman per la prima volta nel 1942 con i disegni di Harry G. Peters. Un numero sempre crescente di lettrici apprezzano i fumetti di WW, portate ad indentificarsi con questa donna forte che è diventata uno dei primi simboli del riscatto femminista. Quando William si ammala, la produzione non si ferma: viene sostituito da una giovanissima autrice: l’allora diciannovenne Joe Hummel che lavora fino al 1947 per l’eroina senza grandi riconoscimenti. Wonder Woman si trova successivamente a superare le crisi editoriali e la  crociata del puritanesimo americano degli anni ’50. A causa delle varie spinte sociali poi, il personaggio evolve: WW acquisisce nuove poteri, diventa protagonista di adattamenti cinematografici e televisivi. La versione più famosa è la serie di Linda Carter (1975-79). Wonder Woman si lascia anche alle spalle la lotta contro i nazisti ma continuerà a difendere senza tregua la libertà, la vita, la pace, e supererà ogni difficoltà grazie ai suoi superpoteri e alla sua abilità di guerriera unita alla capacità anche tattica, strategica, cognitica. E’ un’erorina intelligente, non solo forte: le sue lotte hanno un motore anche politico e femminista.

Vogliamo riconoscere in questa figura il valore storico e una certa attualità per la testimonianza che offre nell’aver aperto la strada al fumetto cosiddetto femminista. Certo è che se questo non era un intento specifico e dichiarato, di fatto ha aperto la via ad altre eroine e protagoniste femimnilei di cui parleremo prossimamente.

P.

Si può ascoltare la clip apparsa il 14 febbraio scorso su Radiocittafujiko a questo link:

https://archive.org/details/05-roberto-sottile-fata-turchina-wonder-woman

Author: Patrizia D'Antonio

Blogger, writer, teacher, traveller...what more? I love to meet and share with people. In my spare time I like reading, swimmming, cycling, listening and playing music . I was born in Rome but I live in Paris  

Lascia un commento

Your email address will not be published.

This field is required.

You may use these <abbr title="HyperText Markup Language">html</abbr> tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*This field is required.