DOVE STIAMO ANDANDO? Clima e persone

In viaggio verso Padova per presentare il libro tratto dal nostro blog, sono stata invitata a proseguire il mio tour verso Venezia, dove mi aspettava Antonia, una cara amica dei tempi in cui lavoravo a Santiago del Cile. Nell’isola della Giudecca vive il suo compagno Sergio e lei fa la spola tra Venezia, la sua casa di Vicenza e quella di Verona, dove si è stabilita sua figlia. Alla Giudecca ho conosciuto una Venezia lontana dai rumori dei trolley e dalle grida dei turisti, si udiva solo lo sciacquettio del mare e le voci delle persone che si salutavano festose. Nei bar si gioca a carte e si legge il giornale, si percepisce armonia e solidarietà tra gli abitanti dell’isola. Antonia e Sergio mi hanno fatto da ciceroni portandomi anche a visitare l’ostello dove ero approdata, appena ventenne, la prima volta che sono stata a Venezia, innumerevoli anni fa. Ora è un albergo di lusso, ma qualcosa resta di quello che è stato un rifugio meraviglioso per i giovani che giungevano all’ostello della gioventù da tutto il mondo.

Il pomeriggio ci siamo recati presso la sede di Emergency Venezia a visitare la mostra “DOVE STIAMO ANDANDO? Clima e persone”, un evento organizzato in collaborazione con EucliPA.it e DVRI – Distretto Veneziano Ricerca e Innovazione e il C.T.R. di Venezia. L’esposizione contiene pannelli, fotografie di Getty Images, dell’archivio Coldiretti Veneto, mappe, informazioni, brani, citazioni letterarie frutto di una ricerca di studentesse e studenti del corso di laurea magistrale in Environmental Humanities dell’Università Ca’ Foscari.

(credits per le foto: studio +fortuna)

I pannelli illustrano i cambiamenti climatici e i suoi effetti sugli spostamenti delle persone di quindici Paesi, tra cui l’Italia. L’esposizione ci parla della desertificazione, della siccità e delle conseguenti carestie, delle inondazioni provocate dall’innalzamento del livello del mare e dall‘aumento delle temperature, Tutto ciò rende la vita impossibile per migliaia di persone che si ritrovano senza casa e in condizioni di povertà assoluta, costrette ad abbandonare la propria terra.

Il pubblico ha partecipato dapprima girando tra i pannelli, poi, silenzioso ed immobile mentre gli attori del C.R.T. (Centro Ricerca Teatrale di Venezia)  leggevano varie testimonianze delle persone che avevano abbandonato i loro Paesi per inseguire una vita migliore.

Alla fine dell’ascolto un attore ci ha esortato a non applaudire: il silenzio avrebbe fatto sì che le parole non si disperdessero ma rimanessero dentro ognuno di noi.

R.

 

Author: ragaraffa

Blogger per passione e per impegno, ama conoscere e diffondere le voci delle donne che cambiano.  

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