QUARANTENA A GIACARTA

La parola “quarantena” o “ lockdown” o come la si voglia scrivere o chiamare, è dal 2020 la parola più usata e temuta al mondo . Io non la sentivo , da quando, piccola di 3 anni, tornando con la mia famiglia dal Cile a vivere definitivamente in Italia, ho passato TUTTO il viaggio in nave, quindi più di 20 giorni, rinchiusa in infermeria con la varicella. Di quella quarantena non ricordo nulla, devo averla rimossa.

Presentissima è invece quella del 2020 per il Covid , in Cile , da marzo a settembre. Ho sofferto un po’ ma poi ho dovuto, come tutti, adattarmi e reinventarmi. E così mi sono dedicata ad un altro dei miei hobby dopo i viaggi , lo sport e il teatro : la cucina. Ho creato un profilo Instagram , “HOYCOCINALANONNA” ( seguitemi!) e lì ho pubblicato e poi venduto alcune delle mie specialità. A settembre 2020, riaperte le frontiere, sono volata in California e adesso continuo a cucinare come ho sempre fatto ma solo per l’allegria di parenti e amici e per piacere personale perché amo mangiare , ma mangiar bene e sano. Il “junk food” non fa per me! Abituata alla splendida cucina di mia madre, fin da piccola ho sviluppato un raffinato gusto per i cibi semplici ma ben preparati. Poca quantità ma tanta qualità.
Questo preambolo, per arrivare al lockdown di Giacarta, era necessario per capire e soprattutto CAPIRMI. Inquieta, sportiva, gironzolona ma anche pigra e pacata , se fossi provvista di libri, tablet e tv, essere rinchiusa per 5 giorni in una camera d’ albergo non sarebbe stato poi così terribile. Invece le mie apprensioni riguardavano proprio il tema alimentare. Infatti così è stato: sono in quarantena in un albergo da alcuni giorni e non dico che il tempo sia proprio trascorso in fretta ma tra letture, telefonate e film sono arrivata senza difficoltà al quinto giorno. Invece con il cibo un pochino ho sofferto, lo ammetto! Con molta efficienza e con tutte le misure di sicurezza e igiene necessarie , tre volte al giorno mi veniva annunciato l’arrivo delle, da me definite

“scatoline infelici” : vassoietti con cibo vario ma regolarmente freddo e, per il mio difficile palato, sempre o troppo grasso , o troppo speziato, o troppo insipido, o..o…o.
Morale della favola: un po’ di digiuno non fa mai male quindi: molta acqua, té e le solite barrette di frutta secca o di proteine che non mancano mai nei miei viaggi.
Deperita? Assolutamente no! Divertita : ma sì. Per me ogni cosa è un’esperienza ed una sfida da superare. Tutto passa ed io, in più, sono riuscita a perdere 2 kg di troppo in 5 giorni! Ottimo no?
Per rifarmi e provare il buon cibo indonesiano, lo farò quando verrò finalmente liberata con una serie di certificazioni da presentare in aeroporto, ora mi attende Bali.
Una cosa però fatemela dire: IGNACIA …. PER FAVORE…BUTTA LA PASTA CHE ARRIVO ED HO UNA FAME DA LUPI!!!
Selamat tinggal ( arrivederci) Jakarta !

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