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Ishara, Dangallaa, Gampauth (Sri Lanka), Plymouth (Regno Unito), Lucca
Invitata a Lucca da un’amica che aveva organizzato uno scambio casa, ho visitato per la prima volta questa città incantevole. Donatella, la mia ospite, è una donna allegra e gentile, con cui si è creato subito un clima di simpatia spontanea. Mi ha accompagnato tra i colli, i filari di vite, abbiamo ammirato i tramonti spettacolari. Ovunque mi sembrava di sentire riecheggiare le note di Puccini, lei mi aveva raccomandato di visitare la sua casa natale. In quell’atmosfera sospesa tra echi pucciniani e la vivacità del ‘Lucca Comics’ alle porte, mi ha raccontato la storia delle donne della sua famiglia: viaggiatrici curiose, innamorate del nuovo e del bello. Qualche giorno dopo mi ha chiamato, entusiasta, era appena rientrata da un evento della sua città, raccontandomi di una scuola nata quasi dal nulla grazie al coraggio di una giovane donna.
-Devi assolutamente scrivere di lei- mi ha detto.
E così, dopo qualche scambio di messaggi, ho conosciuto una persona speciale.
Si chiama Ishara, e il viaggio che desidera condividere con le “Donne con lo zaino” è un intreccio di lingue, Paesi, ostacoli e sogni che per anni sono sembrati impossibili.
È nata nello Sri Lanka nel 1994 e, a soli tredici anni, è arrivata in Italia. Ricorda con nitidezza il suo primo giorno di scuola a Lucca: i compagni che parlavano, ridevano, vivevano in un mondo che lei non poteva ancora comprendere. Lei, incapace persino di dire ciao, si sentiva perduta dentro una vita troppo nuova e troppo grande. Ma due amiche, Piera e Stella, hanno visto in lei ciò che lei stessa non riusciva a scorgere. L’hanno presa per mano, con dolcezza e determinazione. Grazie anche a loro, Ishara supera l’esame di terza media con un sorprendente 8 e mezzo: tra libri, risate e incoraggiamenti, impara per la prima volta a credere in se stessa.
La sua storia, però, non è lineare: è fatta di partenze e ritorni. Sua madre desiderava che completasse gli studi anche in Sri Lanka, dove il sistema scolastico è completamente diverso. Così Ishara ripete la terza media nel suo Paese, poi torna in Italia, inizia il liceo… e riparte ancora. Alla fine si ritrova con due esami di terza media e due maturità, sostenuti in due lingue e in due mondi lontani. Era giovane, stanca. La sua vita sembrava fatta solo di valigie, libri, confini. Guardava le sue coetanee ridere e vivere, mentre lei correva da un programma scolastico all’altro. Finché un giorno qualcosa si spezza e insieme si ricompone, Ishara si ferma e dice a se stessa:
Basta! Voglio costruire qualcosa per me.
Inizia così a coltivare un sogno che custodisce con gelosia: diventare imprenditrice. Quando lo racconta a suo padre, lui le regala una frase che non dimenticherà mai:
–Se vuoi mangiare una torta, devi sapere come si prepara. Solo dopo potrai insegnarlo agli altri.
Riprende a studiare. Poi parte per l’Inghilterra, si laurea in Economia, affronta discussioni, difficoltà, notti interminabili. Ma ce la fa: ottiene la laurea in Accounting & Finance.
Nel 2019 concretizza il suo primo grande progetto: apre in Sri Lanka Brava Food Production, un’azienda che produce dolci naturali per bambini, profumati di mango e papaya. L’impresa cresce velocemente: 17 dipendenti, diversi premi e, nel 2020, il riconoscimento come “Young Female Entrepreneur”.
Poi arriva la pandemia. E tutto crolla.La chiusura dell’azienda è uno dei dolori più grandi della sua vita. Suo padre la incoraggia a completare la magistrale. Così, nel 2022, torna in Italia e si iscrive all’Università di Pisa. La lingua italiana, ormai arrugginita, rende tutto difficile. Ricominciare da zero fa paura. Finché una ragazzina di tredici anni le chiede timidamente:
–Acca… mi puoi insegnare l’italiano?
(Acca significa sorella.)
È un segno. Da quel momento Ishara inizia a insegnare: prima a lei, poi alla sua comunità, poi a tante altre persone. In quel periodo incontra Carmine, che diventerà suo marito: un ingegnere, ma soprattutto un uomo capace di credere nei suoi sogni tanto quanto lei. Nella cultura di Ishara non esistono fidanzati, solo matrimoni; ma lei desidera costruire prima il suo futuro. Carmine lo capisce, la sostiene e, con un rispetto raro, chiede alla famiglia di lei il permesso di frequentarla e si impegna a trovare un impiego migliore prima ancora di iniziare una relazione.
Un giorno, presa dalla fretta, Ishara sta per accettare un lavoro che non sente suo. Carmine la ferma e le dice:
–Non accontentarti. Usa il cuore e il cervello.
Sono parole che Ishara porta ancora con sé. Poi accade qualcosa di inatteso: sempre più persone iniziano a cercarla sui social, a chiederle lezioni, consigli, aiuto. Ishara si regolarizza, lei e Carmine trovano un piccolo ufficio… e nasce la Primec Academy. La sua scuola. La loro scuola.

Oggi insegna italiano, inglese e cingalese. Ma soprattutto insegna a credere nel proprio valore:
-Nei miei studenti vedo sempre delle gemme preziose: magari grezze, ma luminose.
Il suo sogno di oggi è semplice e immenso: costruire una grande realtà, diventare una buona madre e un giorno salire su un palco per dire:
-Se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu.
La Primec Academy ha appena aperto le porte. È solo l’inizio. Ishara vuole concludere con un messaggio, rivolto soprattutto alle donne:
-Noi abbiamo un potere enorme. Abbiamo la forza, la volontà e la capacità di tenere insieme mille mondi.
Oggi Ishara è ciò che è anche grazie all’uomo che ha creduto in lei. Ma soprattutto grazie a quella bambina che un tempo non sapeva dire nemmeno “ciao”. Quella bambina è lei. È Ishara.

