Donne e Dante

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Giuliana Poli, Ascoli Piceno, Chioggia e Venezia, Crema e Milano, Sirolo, Antro della Sibilla….

Un’amica mi segnala un evento dedicato a Dante a Palazzo Firenze: la presentazione di un libro edito dalla Società Dante Alighieri; nella mia mente si forma un retro pensiero che mi porta a prefigurare l’ennesimo incontro organizzato più per rispettare gli obblighi delle celebrazioni per il VII centenario dantesco che per il piacere di condividere qualche nuova osservazione o interpretazione dei versi del Sommo Poeta. Ricevo poi la locandina ed immediatamente mi sento attirata dal titolo, dal sottotitolo, dalla curatrice e dall’operazione intellettuale al femminile che ha condotto. “Dante secondo Lei”, recita il titolo, “Il rapporto tra Dante e il mondo femminile” è l’accattivante argomento corredato dalla spiegazione del progetto: Giuliana Poli, la curatrice ed autrice del libro che verrà presentato, ha intervistato cento donne sulla condizione femminile all’interno della Divina Commedia, e non solo. A partire dallo sguardo di Dante su Beatrice e le altre figure femminili che si raccontano nella Commedia, è questione infatti di capire il ruolo della donna nel XXI secolo, dell’equilibrio tra la cura della famiglia, delle passioni personali e la realizzazione professionale, della marginalizzazione della donna nei ruoli di potere, di femminicidio. La serata si svolge al meglio con gli interventi in remoto di molte intervistate in collegamento dall’America Latina o altri Paesi, ed in presenza con una sorta di tavola rotonda alternata in cui intervengono specialiste di vari settori: imprenditrici e amanuensi, linguiste e artiste, scrittrici ed insegnanti, grafologhe e politiche, musiciste e storiche, scienziate ed attrici, come in un coro polifonico in cui ciascuna rappresenta un tassello di un caleidoscopio al femminile. L’effetto è davvero originale ed interessante; penso che Giuliana abbia ben coniugato l’opera del padre della lingua italiana con le tematiche sensibili del ruolo delle donne rappresentate nell’arte e con la voglia di far sì che a parlarne siano, appunto, le donne stesse. L’evento volge al termine con l’ultimo interessante intervento di Enrica Bonaccorti e con la splendida performance di Monica Guerritore; mi complimento con Giuliana e prendo un appuntamento perché narri, questa volta nel ruolo dell’intervistata, il suo progetto ed il suo percorso di vita:

Volevo che fossero le donne stesse ad analizzare la considerazione di Dante nei confronti del mondo femminile per far emergere “attraverso i versi del Poeta fiorentino, un pensiero nuovo”. Oltre alle settantasette donne, italiane e straniere, dei comitati danteschi nel mondo (c’è anche l’intervento di Edith Bruck, vicepresidente della Società Dante Alighieri), ho voluto includere ventitré professioniste di settori diversi proprio per allargare lo spettro dei possibili sguardi al femminile. Sono emersi modi di pensare diversi che rispecchiano la ricchezza del pensiero femminile, libero ed originale.

Il libro che ne è risultato da questo lavoro, è una rivisitazione delle figure femminili più amate, da Beatrice a Francesca da Rimini passando per Matelda, Piccarda Donati e Pia dé Tolomei che “rappresentano quel percorso animico fatto di passione che non rinnega mai le proprie scelte e che ha al centro di ogni pensiero e azione il cuore”-scrive Giuliana nel suo libro.

In questo sforzo di analisi e trasposizione, Giuliana e le donne intervistate si interrogano sugli elementi di attualità, su cosa ci insegna e ci fa vibrare in queste storie di donne e quanto invece resti specifico di una mentalità medievale che condanna, ad esempio, all’attesa del Purgatorio, la vittima di omicidio coniugale. Sui temi della violenza e degli stereotipi di genere, Giuliana ha intervistato anche Cecilia Piccioni (Direzione Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, MAECI), la quale sottolinea che, se Dante ha dato voce ad interrogativi sull’ingiustizia subita da parte di alcune figure femminili, noi, oggi, attraverso una prospettiva di genere, dobbiamo ridare loro dignità, trovare concretamente il modo per superare le diseguaglianze che ancora esistono in Italia, nel mondo: Perché le donne chiedono giustizia oggi, lottano per vivere la loro vita ed affermarsi con determinazione per poter decidere di se stesse senza dover subire un destino e un ruolo che altri scelgono e pretendono per lei -commenta Giuliana che si riferisce poi alla figura di una nuova Beatrice, vedendo in lei “quell’energia pronta ad apportare quel cambiamento sia nella società che nella famiglia, che solo chi ha dentro il vero motore della vita è capace di fare.” Giuliana insiste su questa ‘forza gentile’ di Beatrice che ha chi presenta “quell’equilibrio naturale dell’amor cortese di cui parla Dante, che non tutti possiedono. Questa mancanza può essere sanata attraverso la cultura che permette di superare le barriere interpersonali e questo significa arricchirsi reciprocamente. La diversità, è noto, porta nuove idee e comprensione”.

Discuto con Giuliana anche dell’eroe greco Ulisse narrato da Dante, simbolo della ricerca della virtute e canoscenza sottolineando come questi valori sembrano corrispondere al mondo femminile, instancabile, resistente ed operoso. Le donne infatti, pur nelle limitazioni storiche e geografiche o nelle imposizioni culturali e religiose, sono portate a esplorare, curiosare, cercare di comprendere ed oltrepassare i limiti per trasmettere una sorta di controcultura, ‘al femminile’ da tramandare e condividere. Penso all’interpretazione del mito di Circe nel libro omonimo di Madeline Miller. Circe, viaggiatrice confinata sola per l’eternità dal potere maschile su un’isola, sublima, nella ricerca e nella sapienza conquistata sulla botanica, il suo isolamento e si ribella alle violenze dei marinai che approdano ai suoi lidi. Giuliana ricorda che in Ulisse c’è “un’attenzione su una forma di libertà diversa e contrastante, come sono appunto le donne, che si mettono spesso in discussione, con lo scopo di creare un’armonia perfetta.”

Fin dalla scelta di Eva e la conseguente punizione per l’umanità intera, l’ambizione alla conoscenza che trascende i limiti imposti dal divino è una trasgressione che Dante condanna, anche se è evidente la sua ammirazione per l’ardimento di Ulisse, espressa in uno dei più bei canti della Commedia. Giuliana sottolinea che la trasgressione nell’opera dantesca “…deve essere propedeutica all’evoluzione, ed è proprio questo l’insegnamento di Dante e il vero senso del suo viaggio”.

Nella parte degli approfondimenti inseriti tra le interviste, Giuliana dedica molto spazio alle ricerche sulle figure femminili storiche di donne sapienti, da Santa Chiara e sua madre Ortolana degli Offreduccio a Cunizza da Romano che fugge con un trovatore e viene collocata da Dante in Paradiso a Margherita Porete, “sorelle” per affinità. Erano donne sapienti che emergevano nel Medioevo con i mezzi a loro disposizione: studi monastici, ritiri spirituali, cercando di realizzarsi al di fuori di matrimoni e maternità forzati. In particolare Dante deve aver osservato da vicino l’opera “Lo specchio delle anime semplici” della beghina e filosofa Porete, le cui tesi furono considerate eretiche e tanto da venire portata al rogo nel 1310, a Parigi. Le donne che trovano spazio e forza per affermarsi in comunità femminili o ordini monastici come le Clarisse fondate da Chiara, sono sostenute da uomini illuminati, dai Catari che si consideravano in sintonia con San Giovanni Battista, protettore della madre di Cristo, o da mistici come San Francesco. I Catari furono eliminati e sequestrati loro i beni; Bonifacio VIII impose poi il controllo del vescovo agli ordini religiosi femminili limitandone la libertà.

Peraltro Giuliana, esperta di decriptazione delle opere d’arte attraverso lo studio iconografico e iconologico, ha dedicato un interessante approfondimento speciale sulla parte di affresco dipinto da Giotto presso la Basilica Inferiore di Assisi Madonna Povertà mettendolo in relazione con la figura di Beatrice. Scrive: “Quel che Dante scrive, Giotto dipinge, entrambi per amor di San Francesco…Anche nell’analisi del quadro ho usato lo stesso schema dell’analisi dell’opera di Dante o di ogni altra opera d’arte, ovvero, analizzare l’apparenza, ma anche il piano sapienziale dove si annida la memoria dell’artista che si esprime in dettagli simbolici; ne ho trovati molti in Giotto: lupi e agnelli celati nei gesti dei personaggi, nei drappeggi delle vesti e molti altri simboli legati a dei concetti legati alla dottrina segreta di Dante ed evidentemente anche in quella di Giotto, ma anche l’immagine di un serpente nascosto, che sigla l’unione tra Francesco, il Cristo e Madonna Povertà. È un lavoro sulla semantica della parola e dell’immagine.

Parliamo anche di colori, così importanti anche nella simbologia dantesca, basti pensare a Matelda ed i fiori rosso e gialli che accompagnano il suo sorriso: Il mio colore è sempre stato il viola-racconta Giuliana- anche se ora includo il verde ed il rosso. Per Beatrice invece penso al tricolore: ci si nasconde tanto mistero come è in fondo il suo personaggio.

Alla mia domanda su cosa fosse emerso da questa inchiesta-ricerca dantesca che ha portato alla pubblicazione del volume Dante secondo Lei, Giuliana risponde di aver chiesto ad ogni intervistata di scegliere un verso ed una figura femminile che l’avesse particolarmente colpita nella Commedia, come punto di partenza di un’analisi che desiderava comprendesse anche il tempo presente. Ha quindi anche interrogato tutte le cento donne sulla loro visione della donna del futuro proprio partendo dall’analisi della figura femminile scelta ed analizzata. Lei stessa crede che la donna del futuro sia la Donna-Sapienza che trova la consapevolezza interiore, come Beatrice ma che si esprime nella libertà anche se diversamente nel mondo di oggi: “La libertà è la forza capace di far girare l’universo, solo quando è supportata dalla necessità e questo differenzia una donna consapevole da un’altra che non lo è…Quando si avrà la facoltà di scegliere il punto di equilibrio tra la propria necessità e libertà, quindi conoscere davvero se stessi, potremo affermare di vivere in una società davvero evolutaAlla fine dei lavori, quel che è emerso è una nuova commedia, con personaggi femminili diversi, che hanno in comune la voglia di affermazione e dell’essere complete, capacità di espandersi, senza nessuna limitazione esterna, con la determinazione di affrontare tutte le avversità senza scoraggiarsi…”.

Domando a Giuliana di svelarsi e raccontare un po’ di sé e della sua vita, di come è arrivata ad essere la donna che è oggi, curiosa di analizzare altre figure femminili nella storia e nell’arte. Trovo in lei la dualità che si trova tanto nella Commedia ma in forme diverse: per Giuliana l’equilibrio è tra scienza e magia, tra chiarezza e mistero, tra socialità ed interiorità, il racconto su di sé si apre con una metafora:

Mi piace cambiare pelle, non mi piace mai seguire la stessa strada, annoiarmi. Da piccola la mamma mi insegnava a preparare il letto; io però ogni giorno cambiavo modo di farlo perché mi stancavo di ripetere gli stessi gesti; l’importante per me è il risultato al quale si può arrivare per diverse strade. Mi sembra di aver vissuto diverse vite. Sono nata ad Ascoli Piceno ma il mio genus loci sono i Monti Sibillini. Mi sono laureata in Giurisprudenza ma il mio interesse si è rivolto poi al giornalismo e all’antropologia culturale dopo un incontro significativo con un antropologo di fama internazionale con il quale collaborai alla stesura di un volume, per il Commune di Ascoli, sulla cultura ascolana e dei Monti Sibillini. Ho trovato molto materiale della cultura pagana locale tra cui una preghiera nell’anno Mille. Ho anche intervistato molti anziani per conoscere usi e costumi che stavano sparendo e vedevo che entravo in risonanza con loro facilmente; mi hanno rivelato molte conoscenze.

Tutto il materiale che raccolsi sulla Sibilla Appenninica lo tenni e ne feci un libro, il mio primo libro che fu un grande successo: “L’Antro della Sibilla e le sue sette sorelle” dove rivoluzionai l’immagine della Sibilla Appenninica non più relegata negli antri più nascosti, vista come una strega, una donna scabrosa dalle interpretazioni maschili; io le ho dato una collocazione celeste, in collegamento tra cielo e terra, la mia terra.

Con uno spirito da ‘apripista’, e quindi con diverse difficoltà, ho pubblicato dopo tre anni “Le Figlie del Sole”. Sulla base di elementi logici riscontrati nelle mie ricerche ma, con un certo timore e titubanza, scrivevo che la figura della Maddalena ha tante attinenze con la mia regione: è un libro dalla duplice scrittura, una logica legata alla fonte e saggistica e l’altra analogica, poetica ed evocativa, i due aspetti del nostro essere. Ho pubblicato inoltre un libro denso di informazioni e interpretazioni: “Dio è femmina?” che si poneva in anticipo con i tempi e con un punto interrogativo forse inopportuno. Con questi studi sulla Sibilla e sul femminile sacro, in un certo senso, mi sono anche riconnessa alla mia infanzia che ho vissuto con i miei nonni, in sintonia con la natura e la cultura popolare. I miei nonni avevano una saggezza arcaica che mi ha permesso di istruirmi su storie e pratiche legate al passato del nostro territorio. La nonna parlava per immagini, metafore, ed io mi impregnavo di questa cultura; il nonno era un uomo di sapienza e che mi insegnava a mettermi in armonia con la natura. Fu lui a raccontarmi della Sibilla. Mi fidavo di mio nonno e mia nonna e delle loro indicazioni di vita. Mi affascinavano ed erano molto saggi.

Durante l’adolescenza però mi sono allontanata da questa vita campestre in armonia con la natura e la saggezza popolare della mia terra. Ho giocato a pallavolo in A2 per cui ero sempre in palestra ed in giro per l’Italia. Un periodo della mia vita bello è il periodo in cui ho vissuto a Chioggia, ma andavo spesso a Venezia. La laguna la sento ancora mia. Provavo un senso di appartenenza, nei giorni di nebbia che adoravo, nel nautofono che aiutava le navi ad attraccare, nella sirena che avvisava dell’acqua alta e poi i giorni interi trascorsi all’Accademia di Venezia e nelle chiese. Sono da sempre appassionata di archeologia e di arte.

Poi sono ritornata per un periodo ad Ascoli per ripartire poi per Crema dove ho vissuto e lavorato in un’azienda: ho così ricominciato un’altra vita, molto legata agli aspetti pratici e questo fatto mi ha completato. Ora vivo a Sirolo, in mezzo alla natura da dove mi sposto, ma dove torno sempre.

Torniamo ancora sul progetto Dante secondo Lei, arrivato dopo il suo studio pubblicato in: Velame italico. La dottrina dell’origine nella Divina Commedia, pubblicato nel 2021, una raccolta di dodici articoli usciti per la Dante Alighieri sui versi più misteriosi della Divina Commedia, dove ha ricercato la semantica più profonda della parola di Dante, perché afferma di aver risposto alla profezia di Beatrice di far risorgere la figura della Donna Sapienza dopo settecento anni, in un periodo indefinito come quello del Medioevo ovvero nel periodo dell’Acquario.

Armonizzando i lavori di cento donne Giuliana ha stimolato l’unione della forza di tante donne in un progetto comune perché è felice quando può essere di raccordo ad una comunità femminile, andando oltre a competizioni e gelosie. È importante difendere e divulgare il nostro Sé più profondo, la nostra sapienza sostenendoci tra sorelle-ma nella Divina Commedia, come nei Fedeli d’Amore c’erano donne e uomini di sapienza estremamente colti e pieni di grazia e gentilezza che si chiamavano fratello e sorella perché figli dello stesso amor che muove il Sole e le altre stelle. Quegli uomini riconoscevano nella Donna quella saggezza, quell’intuizione, quell’energia erotica capace di dissolvere ogni montagna. E proprio quell’amore maschile permise alla donna di essere libera e consapevole e grazie a quella libertà e fluidità di pensiero l’elemento femminile riuscì a trovare quelle soluzioni che aprirono la strada al Rinascimento italiano. Grazie a Voi per questa piacevole intervista, grazie alle intervistate, grazie alle donne e agli uomini che stanno leggendo con passione “Donne secondo Lei” e grazie sempre a Dante, l’inevitabile ed eterno faro”- conclude Giuliana che saluta con i versi danteschi:

Libertà va cercando, ch’è sì cara,/come sa chi per lei vita rifiuta. (Purgatorio I, vv 71-72)

A questo link le lettrici ed i lettori potranno scaricare gratuitamente il libro “Dante secondo Lei”

https://www.dante.global/it/cultura/promozione-culturale/secondo-lei/dantesecondolei-presentazione-28giu22

P.

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