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Riceviamo dalla nostra amica Anna Maria detta Pic, la cronaca del suo ultimo viaggio in Argentina, questa volta alla volta di Salta:
Tra montagne colorate, valli verdi, paesini altiplanici e strade straordinarie

Giorno 1
Partendo da Santiago, atterriamo a Salta nel tardo pomeriggio dopo uno scalo nella città di Mendoza. Con me c’è Patty.
Nonostante siano già passate le nove di sera, l’aria è ancora calda e Plaza 9 de Julio, centralissima e proprio di fronte al nostro hotel, sembra un salotto a cielo aperto: gente che chiacchiera, balla, ascolta musica. Il tutto è circondato da bei portici ed eleganti costruzioni che visiteremo il giorno dopo.
Stanche, decidiamo di sederci sulla terrazza dell’hotel e assaggiare le prime empanadas salteñas, piccole e succose, accompagnate da un buon bicchiere di Malbec. Poi a nanna!
Questo viaggio è chiaramente iniziato nel migliore dei modi!
Giorni 2 e 3
Le giornate sono dedicate a un city tour molto interessante, accompagnate da una buona guida: Cattedrale, Cabildo Storico, centro artigianale, Cerro San Bernardo con vista sulla città, Quebrada de San Lorenzo (appena fuori Salta).
Il tutto alternando soste caffè, pranzo e lettura a bordo piscina.
Alla sera, peña folcloristica e passeggiata nella sempre animatissima Plaza 9 de Julio.
Giorno 4
Oggi inizia il vero viaggio on the road. Affittiamo la macchina e, percorrendo la statale 68, partiamo verso sud con destinazione Cafayate.
Nei giorni scorsi, a causa di piogge violente e inusuali, ci sono state grandi inondazioni e pericolose frane, ma sembra che la situazione sia rientrata più o meno nella normalità.
La strada attraversa pianure e poi si infila nel mondo magico della Quebrada de las Conchas: anfiteatri naturali, rocce rosse, canyon, tunnel erosi dal vento.
La Garganta del Diablo, l’Anfiteatro, Los Castillos… ogni sosta è un quadro naturale mozzafiato. Il tutto mi è familiare e mi ricorda la rotta verso alcuni parchi nazionali americani.
Dopo molte soste arriviamo finalmente a Cafayate, città del vino. Degustazione al tramonto e relax al suono di una piacevole musica altiplanica.
Giorno 5
Oggi imbocchiamo la rotta in direzione Cachi.
Dicono sia uno dei tratti più belli d’Argentina e, in effetti, non delude: tornanti, precipizi, fiumi, verde ovunque.
La strada sale tra paesaggi lunari e poi, improvvisamente, diventa un tappeto di cactus colossali: è il Parque Nacional Los Cardones.
In tarda mattinata arriviamo a Cachi: stradine acciottolate, belle case bianche, mercatini artigianali.
Nel primo pomeriggio, data la difficoltà del percorso e alcune allerte ambientali, rientriamo a Salta, stanche ma felici.
Giorno 6
Oggi si va a nord, verso i colori.
La Ruta 9, nel suo tratto iniziale, è sorprendentemente verde: niente a che vedere con il paesaggio desertico del versante cileno. Poi il panorama cambia, diventando sempre più vario, fino ad arrivare alla Quebrada de Humahuaca, patrimonio UNESCO.
Nel pomeriggio arriviamo a Tilcara, che sarà il nostro punto di partenza per i giorni successivi.
Giorno 7
La giornata è dedicata ai pueblitos della Quebrada, salendo e scendendo dal treno Solar:
-Volcán (inizio)
– Tumbaya
– Purmamarca
-Maimará
-Tilcara
Posti semplici e rurali, dall’atmosfera tranquilla, con viste sulle montagne dai sette colori, piazze vivacissime per i costumi della gente e le bancarelle artigianali.

Giorno 8
Oggi si prosegue ancora verso nord, fino a Hornocal dove, a 4.300 metri, si può osservare la montagna dei 14 colori. Paesaggi incredibili, anche se un po’ faticosi a causa dell’altitudine.
Nel primo pomeriggio visitiamo altri due paesini: Humahuaca e Iruya.
Giorno 9
L’ultimo giorno del nostro viaggio nel nord parte prestissimo, per evitare il caldo e riuscire a rientrare a Salta nel pomeriggio.
La salita lungo la Cuesta de Lipán è spettacolare: vicuñas, vento, silenzi assoluti. A 4.200 metri facciamo una sosta in prossimità di un punto panoramico, poi il cammino prosegue aprendosi ben presto su un deserto bianco e infinito: siamo arrivate alle Salinas Grandes.
Sono già stata in altre saline, in Cile e in Bolivia, ma anche questa volta ne rimango affascinata: la luce è fortissima e immancabili sono alcuni divertenti scatti fotografici, già sperimentati in passato.
Il ritorno a Salta è lungo e stancante, ma arriviamo in città giusto in tempo per una cena frugale e un bel bicchiere di vino rosso.
Il viaggio è ormai finito e domani torneremo a Santiago con il ricordo di un nord argentino — un mix di Ande e foreste — che consiglierò sicuramente a chi, come me, ama l’avventura e i paesaggi estremi.

Pic
