Credere nell’aurora

Ricordo le trepidanti attese della notte di Natale di quando i miei figli erano piccoli. Babbo Natale arrivava puntuale a casa dei miei genitori, aveva strane somiglianze con gli uomini di casa che a turno si assentavano dalla stanza ma nessuno dei piccoli pareva farci caso. Tutti erano presi dall’ansia di sapere cosa ci fosse nel sacco che aveva con sé. Recitavano per lui la poesia ma avevano fretta che andasse via, erano intimoriti dai suoi occhiali scuri e dalla barba bianca così fitta da nascondere completamente guance, mento e collo. Il travestimento era sommario ma tutti i bambini erano incantati e giuravano ai loro papà, che riapparivano proprio quando babbo Natale era andato via, che era proprio lui, in carne ed ossa ad avere lasciato i regali. 

Mia figlia Giulia lo scorso dicembre ha deciso di continuare a credere nella magia di quel signore dagli abiti rossi, di non aspettare che arrivasse a casa sua ma di portare sua figlia Sofia, che quest’anno compirà otto anni, a trovarlo a Rovaniemi, la capitale della Lapponia finlandese dove si trova la sua residenza ufficiale. Giulia mi ha mandato un reportage fotografico dei suoi giorni in Finlandia, l’esperienza unica dei safari con le renne e i cani, i viaggi con la motoslitta. Così mi racconta:

Il  viaggio è iniziato con la preparazione dei bagagli: io volevo assolutamente mettere qualcosa di pesante nel bagaglio a mano, mio marito diceva: “Ma ti pare che perdiamo proprio il nostro bagaglio? Mai successo!”

Di buon mattino ci siamo recati all’aeroporto di Fiumicino per imbarcarci per Helsinki. Lì dopo due ore abbiamo preso un volo per Rovianemi. Al ritiro dei bagagli – sorpresa! Mancava la nostra valigia! Preoccupati, prima di sistemarci nelle stanze a noi assegnate, siamo partiti alla ricerca di vestiti pesanti. È stato difficile organizzare un’alternativa. Mentre è facile improvvisare tenute estive, dove trovare cappotti termici e calzettoni pesanti? Aurora, la nostra simpatica guida ci ha soccorsi prestando a me e a mia figlia i suoi vestiti, mio marito ha dovuto accontentarsi dei suoi jeans. Per fortuna il bagaglio è arrivato  dopo 24 ore ma il primo giorno è stata dura; i negozi dove ci siamo recati a fare shopping avevano ben poco, a parte bizzarri calzettoni con le renne.

 Il secondo giorno, dopo la prima coIazione, abbiamo ritirato l’abbigliamento termico e siamo partiti per il villaggio di Babbo Natale nel Circolo Polare Artico. Sofia si è stupita che lui non sapesse l’italiano ma al suo ritorno ha descritto minuziosamente il suo bizzarro modo di salutarla in una strana lingua. Abbiamo spedito alcune cartoline dall’Ufficio Postale del villaggio con il timbro ufficiale di Babbo Natale. 

La giornata è continuata con un’escursione in slitta trainata da husky. Ci siamo sistemati a bordo mentre una guida esperta ci guidava attraverso la natura artica. Dopo l’escursione ci siamo scaldati intorno al fuoco e abbiamo fatto conoscenza con gli husky della fattoria. 

La sera un bus ci ha condotto lontano dalle luci della città. Ci hanno raccontato della cultura e delle tradizioni dei popoli locali.  Ci hanno  servito bevande calda e marshmallow da scaldare sul fuoco. Abbiamo provato le ciaspole da neve aspettando di vedere l’Aurora Boreale, purtroppo coperta dalle nuvole.

Il giorno dopo c’è stato un vero safari con le renne!  Ci siamo accomodati comodamente su una slitta e ci siamo goduti il panorama. 

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Il giorno successivo abbiamo preso parte ad un’escursione in motoslitta cominciando a coppie il percorso. All’inizio guidava mio marito, poi anche io ho voluto provare l’ebbrezza di girare sulla neve.

Il viaggio è stato strano e bello nonostante all’inizio nessuno della famiglia fosse entusiasta del freddo e delle tute termiche.

Sappiamo che la bimba porterà nel cuore il ricordo della magia del Natale e dell’attesa dell’aurora boreale che in quei giorni non si è fatta scorgere per il tempo sfavorevole ma che lei sapeva che era lì, nascosta dietro le nuvole, le è bastato crederci. D’altronde lo ha detto anche la sua guida, e se lo dice lei che si chiama Aurora… 

Author: ragaraffa

Blogger per passione e per impegno, ama conoscere e diffondere le voci delle donne che cambiano.  

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