Paris plages

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Quando abitavo a Parigi aspettavo l’estate con impazienza. Sotto casa, lungo il canale dell’Ourcq, comparivano attività che trasformavano le rive in una grande palestra a cielo aperto: lezioni di swing, esercitazioni di canoa per bambini, sdraio e lettini a disposizione dei passanti. Era uno sport diverso da quello a cui siamo abituati a pensare. Non servivano necessariamente una palestra, un abbonamento o una particolare preparazione. Bastava uscire di casa e lasciarsi coinvolgere.

Ieri la mia amica Dahbia mi ha invitata sul canale e ho ritrovato quella sensazione, ma in una versione ancora più ricca. L’estate nel diciannovesimo arrondissement sembra aver fatto un ulteriore passo avanti: accanto alle attività sulle rive, sono comparsi pedalò e canoe, con navigazioni assistite che permettono a persone diverse, anche a chi non ha mai praticato questi sport, di avvicinarsi all’acqua. E così mi sono ritrovata a scivolare sul canale, con quella strana emozione che si prova quando una città conosciuta torna a sorprenderti. Questa è forse una delle cose che amo di più dell’estate parigina: lo sport diventa uno spazio pubblico, quotidiano e condiviso.

Paris Plages, l’iniziativa estiva della Municipalità di Parigi, nata nel 2002,  è tornata quest’anno dal 4 luglio al 30 agosto coinvolgendo diversi luoghi della città, tra cui il bacino della Villette. Qui la formula ha messo insieme relax, attività sportive, giochi e soprattutto acqua: si può nuotare nelle aree dedicate e partecipare alle attività nautiche. Ma il senso di questa iniziativa non è soltanto quello di creare una “spiaggia” artificiale nel cuore della città. È trasformare gli spazi urbani in luoghi dove tutti possano fare qualcosa: muoversi, giocare, imparare, stare insieme.

Sul bacino della Villette, i pedalò e le altre attività nautiche permettono di vivere l’acqua non soltanto come spettatori, ma come protagonisti. Sport e tempo libero si incontrano, senza quella distanza che spesso separa chi pratica attività fisica da chi invece non si considera uno sportivo. È proprio questa idea dello sport per tutti che mi ha colpita tornando sul canale. Ci sono bambini che provano la canoa, adulti che salgono su un pedalò, persone che si fermano sulle rive, qualcuno che balla, qualcuno che passeggia. Non c’è necessariamente la ricerca della prestazione: c’è il piacere di partecipare. E questo rende Parigi particolarmente interessante d’estate. Le sue rive diventano luoghi democratici, dove il movimento entra nella vita quotidiana e dove anche chi non si definirebbe mai “sportivo” può provare un’attività nuova.

Nel nord-est parigino, inoltre, l’estate è animata anche dal programma Été du Canal, che nel 2026 è arrivato alla sua diciannovesima edizione con attività nautiche, spettacoli, crociere e animazioni lungo i canali. Il progetto punta proprio a rendere questi spazi accessibili e vivi durante l’estate. Forse è questo che mi ha emozionata ieri. Non soltanto tornare a navigare sul canale dell’Ourcq, ma ritrovare l’idea di una città che, durante l’estate, mette lo sport a disposizione di tutti. Uno sport leggero, divertente, inclusivo che non chiede chi sei, quanti anni hai o quanto sei allenato. Ti invita semplicemente a salire su una canoa, prendere un pedalò, ballare, muoverti. E lasciarti trasportare.

Ho dimenticato un dettaglio importante: tutto ciò è gratuito!

Raffaella Gambardella

Raffaella, appassionata narratrice, è una blogger che ha saputo rasformare le sue più grandi passioni – il cinema, i viaggi e la lettura – in una piattaforma vibrante e ispiratrice. Sin da piccola, è stata affascinata dalle storie: quelle raccontate sul grande schermo, lette nelle pagine di un libro o incontrate lungo il cammino nei suoi viaggi. Continua a intrecciare parole di donne in un cammino che non smette mai di arricchirla.

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