Pietre che suonano

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Non avevo programmato di finire il mio viaggio in Sardegna così. Pensavo a un ultimo tramonto sul mare, qualcosa di semplice, familiare. E invece, i miei amici sardi mi hanno accompagnato a San Sperate, a pochi chilometri da Cagliari, davanti a un luogo che non assomiglia a niente di ciò che avevo visto fino a quel momento: il Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola. Il museo non è tale in senso classico. Non ci sono sale silenziose né opere da osservare a distanza. Qui si entra piano tra alberi e pietre imponenti che sembrano respirare. Non tutte le pietre potevano essere toccate, ma quando la guida mi ha invitato a sfiorare una, ho esitato, poi ho appoggiato le dita su una di quelle superfici incise.  La pietra ha vibrato sotto la mia mano, restituendo un suono profondo, antico, in una ho quasi intuito una perfetta scala musicale.

La guida ha  raccontato di Pinuccio Sciola e della sua idea che il suono fosse già dentro la materia, e che bastasse liberarlo. Camminando tra quelle sculture, ho iniziato a crederci anche io. Ogni pietra aveva una voce diversa. Il calcare era più leggero, quasi liquido. Il basalto, invece, sembrava custodire un suono più profondo. E io passavo da una all’altra assaporando quel suono, e il vento leggero tra gli alberi.

Dalla Sardegna  mi porterò via tante cose ma soprattutto la sensazione di aver toccato qualcosa di essenziale, di invisibile: un suono antico.

Perciò vorrei dare qualche indicazione alle donnecon lo zaino che vorranno Visitare il Giardino Sonoro:

Il Giardino Sonoro si trova a San Sperate, a circa 20 km da Cagliari, all’interno dell’ex agrumeto di famiglia di Pinuccio Sciola.

Non aspettatevi  un museo tradizionale: qui le opere si toccano, si ascoltano, si vivono. Le oltre 700 sculture  sono grandi monoliti in basalto, calcare e granito, incisi in modo da poter vibrare e produrre suoni.
Le guide accompagnano alla scoperta dei diversi suoni: più fluidi e leggeri nel calcare, più profondi e intensi nel basalto. È un’esperienza accessibile a tutti, anche a non vedenti e non udenti, perché coinvolge più sensi contemporaneamente.

Il museo è  uno di quei luoghi che non si limitano a essere visti, ma si sentono. E forse, proprio per questo, si ricordano più a lungo.

Se avete tempo, fermatevi anche a esplorare il paese: San Sperate è conosciuto come “paese museo”, un luogo dove l’arte continua a vivere tra le strade, i murales e le storie di chi lo abita.

Un’ultima riflessione all’uscita del museo l’ho portata con me, quella della X come punto di incontro.

Raffaella Gambardella

Raffaella, appassionata narratrice, è una blogger che ha saputo rasformare le sue più grandi passioni – il cinema, i viaggi e la lettura – in una piattaforma vibrante e ispiratrice. Sin da piccola, è stata affascinata dalle storie: quelle raccontate sul grande schermo, lette nelle pagine di un libro o incontrate lungo il cammino nei suoi viaggi. Continua a intrecciare parole di donne in un cammino che non smette mai di arricchirla.

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