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Dieci aerei presi in paesi diversi, due traghetti, un battello fluviale, una nave da crociera, innumerevoli autobus e treni, e tanti chilometri percorsi al volante di un’auto. Un viaggio fatto di confini attraversati, incontri inattesi e una collezione di ricordi che porterò con me per sempre.
C’è stato un momento, all’inizio, in cui tutto era ancora da scoprire. Con lo zainetto sempre in spalla e gli occhi pieni di attese, sono partita dall’Atlantico. Il Portogallo mi ha accolta con il rumore dell’oceano, le salite di Lisbona, le scogliere dell’Algarve, i castelli di Sintra, gli azulejos che raccontano storie antiche. Lì ho imparato a rallentare un po’ e a lasciarmi trasportare.
Poi è arrivata la Spagna: il Camino de Santiago de Compostela, la bella e frenetica Barcellona, le piazze e i viali di Madrid e, infine, il vento sulla costa basca. Un paese di sapori forti e di gente ancora più forte.
In Italia ho ritrovato tutti i miei ricordi, i sapori, gli amici, gli affetti… qualcosa di mio. Il mare e i vicoli della mia bella Genova, la “caput mundi”, insuperabile nella sua storica bellezza, le colline e le montagne del nord, i borghi sospesi nel tempo, le cittadine storiche, i cibi sognati di ogni regione. Un ritorno che sapeva di casa, anche se ero ancora in viaggio.
Navigando, la Grecia mi ha sorpresa come in un sogno: i templi bianchi contro il cielo azzurro, le strade di Atene, le casette bianche e blu delle isole.
Poi è stata la volta della Turchia, la frontiera dell’Europa. I colori dei bazar, la voce del muezzin al tramonto. Ho amato la splendida Istanbul, dove Oriente e Occidente si tengono per mano.
Salendo verso Nord, sono arrivata in Croazia. A Spalato ho camminato tra le mura romane del Palazzo di Diocleziano. A Dubrovnik, la “perla dell’Adriatico”, ho percorso le sue mura affacciate su un orizzonte infinito. E poi le spiagge… che mare!
La Germania mi ha riportata al Nord, tra città ordinate e storie profonde. Berlino, con la sua memoria viva, mi ha fatto riflettere.
In Austria ho ritrovato un po’ di calore e la raffinata eleganza di Vienna.
In Slovacchia, a Bratislava, ho fatto una sosta breve. Ho ripreso fiato passeggiando lungo il Danubio.
Poi, di nuovo l’Italia: Venezia, la Serenissima, la romantica, l’incomparabile. Lasciata la laguna, mi sono arrampicata verso le Dolomiti: cime maestose, gente orgogliosa, valli silenziose punteggiate di paesi in pietra e balconi fioriti.
Ora che sono arrivata alla fine di questo periplo, porto con me qualcosa che non si vede: una nuova mappa interiore, fatta di odori, sapori, persone, parole in lingue diverse.
Non sono più la stessa persona che era partita: sono più vecchia di sei mesi ma di sei mesi più ricca. E forse, proprio per questo, non smetterò mai davvero di viaggiare. In sei mesi ho attraversato l’anima dell’Europa, da ovest a est.
A voi, amici vecchi e nuovi, che lungo questa strada mi avete aperto le vostre case e i vostri cuori, che mi avete fatto spazio a tavola, nel tempo e nella vita: grazie. Grazie per ogni abbraccio, ogni risata, ogni tazza di caffè condivisa. Per aver reso questo viaggio non solo più facile, ma più vero. Senza di voi, non sarebbe stata la stessa avventura. Senza di voi, sicuramente, non sarebbe stata possibile.
Un abbraccio a tutti!
Anna Maria, detta Pic

