Propositi per il nuovo anno: spiccioli di “Ikigai

Tempo fa su un gruppo social dedicato agli amanti della lettura mi sono imbattuta in una domanda posta da una lettrice in profonda crisi esistenziale. Chiedeva consigli su libri che potessero farle ritrovare il piacere di vivere. Sono sempre stata un po’ diffidente verso i manuali di auto aiuto in cui credo si banalizzino i problemi vissuti offrendo pillole di soluzioni ma, incuriosita dalle tante recensioni entusiastiche, ho letto il volume di un autore che raccontava in poco più di cento pagine il modo in cui è riuscito ad uscire dalla sua depressione. Ho letto il termine “Ikigai” che mi ha intrigato e spinto a fare delle ricerche: la parola è un concetto giapponese che unisce le due parole “iki”, che significa vita, e “gai”, che significa valore o merito. Rappresenta l’idea di trovare gioia, scopo e realizzazione nella vita.

Il concetto di ikigai viene spesso considerato come la naturale evoluzione dei principi basilari della medicina tradizionale giapponese connessi alla salute e al benessere. Secondo tali principi, il benessere fisico è connesso al benessere mentale ed emotivo, che a loro volta consistono nel possedere uno scopo nella vita. È uno stato di benessere e appagamento che deriva dalle attività che si ama praticare e dalla dedizione con la quale ci si impegna, in parole povere, “il motivo per alzarsi la mattina”.

L’Ikigai è una delle filosofie nipponiche più diffuse nel mondo occidentale, al pari dell’ikebana, l’arte della composizione floreale, il giardino zen e il konmari, il celebre metodo di Marie Kondo per liberarsi delle cose superflue e del kintsugi,  l’arte della riparazione della ceramica come metafora per il prendersi cura di sé stessi, di cui avevo scritto lo scorso anno.

Ho proseguito le mie ricerche, pensando che uno scopo per cui vivere è ciò che cercano tutti:

 Il concetto è rappresentato come l’intersezione di quattro concetti, l’Ikigai è spesso rappresentato come un diagramma di Venn con questi quattro elementi che si sovrappongono al centro, dove si trova il vero senso di scopo:

 La tua passione, cioè ciò che ami;

 la tua vocazione, cioè ciò in cui sei bravo;

 la tua missione, cioè ciò di cui il mondo ha bisogno;

il tuo lavoro, cioè trovare un modo per guadagnarti da vivere attraverso le tue passioni e abilità.

Quando passione, vocazione, missione e lavoro si incontrano, si crea un senso di equilibrio e armonia nella vita. Allineando questi aspetti, le persone possano scoprire il loro “ikigai” e sperimentare un profondo senso di soddisfazione e scopo.

 In italiano tutto ciò si può tradurre con l’espressione “ragione per la quale vivere”

Credo che acquisire consapevolezza circa il proprio scopo migliora la vita sotto moltissimi aspetti, perciò ho riflettuto per trovare il mio ikigai, rintracciando l’esatto punto dove si incrociano le seguenti 4 aree:

le cose per le quali provo passione;

ciò di cui il mondo ha bisogno;

ciò in cui sono brava

ciò per cui potrei essere pagata

Nel primo cerchio ho inserito tutto ciò in cui mi ritengo brava.

Nel secondo cerchio ho annotato ciò che amo, che mi fa sentire appagata e realizzata.

Nel terzo cerchio ho scritto ciò di cui secondo me il mondo e il genere umano o la comunità hanno bisogno.

Nel quarto cerchio ho inserto ogni attività per la quale potrei essere remunerata.

Dalle intersezioni di questi fattori deriva che:

l’incrocio tra ciò che amo e ciò in cui sono brava dà come risultato la mia passione;

l’intersezione tra ciò che amo e ciò di cui il mondo ha bisogno determina la mia missione;

l’incrocio tra ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò per cui posso essere pagata produce la mia vocazione;

l’incrocio tra ciò in cui sono brava e ciò per cui potrei essere pagata determina la mia professione;

l’intersezione centrale perciò determina il mio scopo della vita.

Dunque l’ikigai è qualcosa che nello stesso tempo appassiona, qualcosa in cui si è bravi, qualcosa di cui il mondo ha bisogno e qualcosa per il quale si può essere pagati.

 Invito le donne con lo zaino che volessero cominciare a riflettere sul proprio scopo  ad approcciarsi alla  Filosofia dell’ikigai. Scoprire il proprio ikigai non è un’impresa semplice né tantomeno immediata. Per riuscirci può essere di aiuto fare ogni giorno dei piccoli esercizi per allenare la felicità, come ad esempio:

ritagliarsi dei momenti in cui pensare ai propri sogni;

prendersi cura della propria mente ma anche del proprio corpo, mangiando sano, curando il proprio aspetto, dormendo adeguatamente, facendo esercizio fisico e così via;

alla fine di ogni giorno, scrivere su un diario almeno tre cose positive avvenute durante la giornata e per le quali si è grati;

smettere di voler fare tutto e iniziare a interrogarsi su quali siano le reali priorità.

Cominciate perciò a rispondere a quattro domande fondamentali:

Cosa ami, qual è la tua passione? In cosa sei bravo?

 Cosa vuole il mondo da te?
 Qual è la tua professione?
 Le risposte alle domande elencate potrebbero essere le più disparate e incongruenti, ma per trovare il proprio ikigai la condizione ideale sarebbe quella di riuscire a trovare un equilibrio tra tutte le quattro sfere.

Cominciamo basandoci su semplici ma importanti regole:

iniziare in piccolo;

lasciarsi andare;

 essere attente all’armonia e alla sostenibilità del mondo in cui viviamo

provare gioia per le piccole cose;

vivere nel qui e ora.

Buon lavoro!

R.

Author: ragaraffa

Blogger per passione e per impegno, ama conoscere e diffondere le voci delle donne che cambiano.  

One Reply to “Propositi per il nuovo anno: spiccioli di “Ikigai”

  1. Allemandou says: 25/01/2024 at 1:26 pm

    Ciao,
    Sono sicura che questi concetti sono eccellenti e raccomandati per sentirsi bene ed essere nel giusto cammino di ciascuno.
    Da fare senza moderazione!
    MHA

Lascia un commento

Your email address will not be published.

This field is required.

You may use these <abbr title="HyperText Markup Language">html</abbr> tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*This field is required.