Segni…di violenza e ricostruzione

Si stanno avvicinando le celebrazioni sulla Giornata della Donna. Noi saremo l’8 marzo alla Biblioteca Europea a Roma per presentare il libro “Donne con lo zaino. Storie di donne sempre in cammino“, a Solarolo in Romagna il 5 marzo, a Sestri Levante il 9 e all’Istituto italiano di cultura a Stoccarda l’11; molte altre iniziative fioriscono in altre città italiane e nel mondo.

Nel Museo di Roma, a Palazzo Braschi, da qualche settimana, c’è una mostra che ha molto a che vedere con argomenti legati alla celebrazione di questa giornata che serve a catalizzare in un giorno i temi dell’ingiustizia e della subordinazione di cui tante donne ancora oggi sono le principali vittime. Una giornata che, lo diciamo sempre, dovrebbe durare tutto l’anno perché la lotta per i diritti delle donne deve essere prioritaria e quotidiana.

In questa esposizione fotografica intitolata SEGNI ed aperta fino al 13 marzo, il tema è quello appunto della violenza e la scelta è stata di dare voce ai racconti delle donne vittime di soprusi attraverso estratti di interviste e fotografie a questi ispirati. L’immagine che accompagna la parola lascia infatti un duplice segno nel pubblico: la mostra ha lo scopo di comunicare, prevenire e sensibilizzare i visitatori (soprattutto i giovani) sulle violenze fisiche e psicologiche che colpiscono tante donne giovani o meno, italiane o straniere, povere o no. Perché la violenza sulle donne non ha confini geografici o di classe.

Ma i segni sono soprattutto ciò che resta nel corpo e nell’anima delle protagoniste di queste storie che da vittime diventano testimoni per mostrare anche la forza delle donne nel resistere e uscire da spirali di solitudine e di incomunicabilità.

C’è anche chi accoglie e sostiene le donne che riescono a prendere coscienza, a fuggire, a denunciare, a lavorare sui segni che restano delle violenze subite, cicatrici e ferite fisiche e psicologiche per ricostruire la loro vita. E a raccontare…

Di seguito pubblico qualche foto che ho scattato per le lettrici e i lettori del nostro blog ed invito tutte e tutti, abitanti o turisti di passaggio a Roma, a fermarsi e visitarla; di sicuro ne resterete colpite/i.

A me ha lasciato il segno

P.

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