Due giorni a Firenze

Riceviamo e pubblichiamo queste brevi note di viaggio da Mirella, in viaggio da Rescaldina (Milano) a Firenze

ottobre 2021

Mi accomodo su Italo, che mi porterà in due ore a Firenze, pensando di scrivere qualcosa su questi due giorni di immersione nella bellezza. Ho portato con me il libro “Donne con lo zaino” . Scorro velocemente l’indice per vedere se altre viaggiatrici hanno già raccontato Firenze, ma dall’indice non si capisce, allora comincio a leggere. Sono rapita dalla varietà delle storie, dall’eccezionalità delle vite che incontro in queste pagine. Senza accorgermi arrivo a Firenze, accolta da una splendida giornata di sole e di vento inaspettato, piena di gente che come me, a piedi, si dirige verso il centro trainando un trolley. Tutto è vicino e raggiungibile in un quarto d’ora, e la voglia di bellezza fa scegliere di trasformare la ricerca del B&B in una piacevolissima camminata. Palazzi medievali, case-torri, negozi di extra-lusso e botteghe artigianali, tutto è da ammirare. Una miriade di posti anche piccoli che offrono cibo si allarga però sui marciapiedi e la città sembra pronta per una festa collettiva. Marciapiedi di 50 centimetri accolgono tavolini anche non più grandi di un vassoio, sgabelli di tutte le fogge, anche a tre gambe, botticelle con sopra un ripiano che conterrà a stento due bicchieri.

Ci sono anche i venditori di cibo da strada: il panino con il lampredotto, o la trippa, tipici di Firenze, o con la porchetta, già di casa anche in altre regioni. Non vi racconterò le visite in Duomo, in Santa Croce o in Santa Maria Novella, la salita sulla cupola (per cuori forti), o le mostre a Palazzo Strozzi, o la casa- museo di Dante. Io ho preferito farmi catturare dalla città nel suo insieme, verso il tramonto sulle sponde dell’Arno, mentre cala la luce naturale e si accendono le luci che illuminano Ponte Vecchio e i palazzi intorno, fino a ​quando diventa buio e tutto si riflette nell’Arno creando una suggestione emozionante.

La statua della Giustizia, in cima alla colonna, che vedo dalla finestra del B&B dove mi sono trovata benissimo, con l’infilata fino alla Torre di Palazzo Vecchio, mi ha salutata ogni mattina inondata di sole e mi ha detto: – Ritorna!

Mirella

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