Ci vuole il coraggio di darsi coraggio

Maria Cristina Rinaldi, Bari

Le presentazioni di un libro sono occasioni di incontri, di scambi di idee e di affetto. In una presentazione alla Biblioteca delle Donne di Bari, oltre alla squisita ospitalità barese, ho avuto modo di apprezzare anche chi non è più tra noi ma ha dato un’impronta alla biblioteca che porta il suo nome.

All’entrata della biblioteca campeggia un suo ritratto, fatto a matita, chiedo di lei al marito e ai presenti, mi donano un libricino di disegni dal titolo: “Ci vuole il coraggio di darsi coraggio”, un libro colorato ed allegro, pieno di citazioni forti, di considerazioni belle, un mare di colori e di stelle, di fiori e di poesia.

E così, mi raccontano Cristina:

Infondeva coraggio a chi le stava vicino. La pittura, mi dicono, l’ha fatta sentire migliore, è stata una terapia e, quando il male l’ha colpita, ha collaborato attivamente con Walce Puglia, per diffondere l’importanza della prevenzione, del sostegno a pazienti oncologici e alle loro famiglie.

Chiedo a mia sorella Enrica, che l’ha conosciuta bene, di parlarmi di lei.

Enrica:

Insegnante elementare prima, passò alla scuola media. Era amata dai suoi alunni e  dai colleghi. Vinse il concorso direttivo nella scuola ma, dovendo trasferirsi in un’altra città, rinunciò per non lasciare a Bari suo marito Carlo in quanto vivevano l’uno per l’altra. Sempre allegra, sorridente, divertente, le piaceva la convivialità ed animava i  frequenti pranzi organizzati  tra amiche.  Fu co-fondatrice dell’associazione Arca, un’associazione nata come  stimolo alla circolazione di idee, per fare politica in prima persona, senza deleghe, per influenzare le scelte politiche generali ed ottenere il rispetto e la promozione dei diritti fondamentali.

Poco dopo essere andata in pensione scoprì di avere un tumore. Non si è mai abbattuta,non ha mai fatto pesare le sue preoccupazioni. Ha sempre reagito in maniera serena.

Disegno, pittura, musicoterapia, scrittura, letture, film erano i suoi medicamenti oltre a quelli tradizionali usati contro il tumore: chemio, radio, immunoterapia che dovette sospendere dopo due anni per via di gravi effetti collaterali.

Sensibile ai problemi degli altri, lavorava nel sociale, ascoltava chi era in difficoltà, la sua risata argentina echeggiava dovunque lei si recasse anche quando la malattia l’aveva fiaccata.

La lettura l’ha sostenuta nei momenti più difficili. Così scrive Maria Cristina in un post dal suo letto di ospedale:

Alcuni dicono che i libri ti salvano la vita, un’affermazione che a me sembra un po’ enfatica: penso però che soprattutto i grandi romanzi sono dei giacimenti immensi in cui puoi trovare la serenità, il coraggio, l’equilibrio e i mezzi per fronteggiare una sofferenza e un dolore, “la letteratura come archivio della condizione umana”. Sono alla ricerca dei modi più piacevoli per me per trascorrere il tempo, quando non riesco a portarmi dietro il mio corpo per uscire e vivere la vita fuori di casa. Leggo anche  i giornali, ma di tanto in tanto mi faccio irretire dalle immagini di Instagram, scelgo opere d’arte, foto di grandi fotografi, le pose dei miei ex-alunni e alunne oppure guardo le immagini delle mie bacheche su Pinterest, c’è un mondo in questo social e ognuno può scegliere dove fermarsi e che cosa guardare: i mari e gli oceani, la street art, i fari, fiori e alberi stranissimi, pittori e artisti, le vignette di Altan. Ma ciò che mi rassicura più di ogni altro passatempo è sicuramente avere tra le mani un buon libro e poi mi faccio compagnia leggendo i blog che seguo e cercandone sempre di nuovi: racconti, informazioni, riflessioni e poesie, leggo e spesso mi accorgo che non so esprimere una parola di commento, non è una sensazione che mi piace, ma per ora va così. Vedremo se questa situazione che dura da tempo cambierà. Io lo spero davvero!

Vorrei scrivere di lei, io che non l’ho conosciuta e mi immergo incantata nel suo blog . Cerco i suoi scritti, rimpiango di non esserle stata amica. Nelle sue pagine riconosco la maestra, la sorella che invito tutti a riscoprire perché le sue parole ci aiutino nel nostro percorso.

Mi piacerebbe che chi l’ha frequentata lasciasse nei commenti un pensiero, qualcosa che aiuti chi non l’ha conosciuta a sapere di lei, chi è stato nella sua vita a non dimenticarla.

Nel suo blog c’è una pagina dedicata ai blog al femminile. Come sarei stata onorata di essere inserita nel suo elenco! Per ora sono lieta di contribuire a diffondere il suo, felice e colorato nonostante il dolore e la malattia. Visitatelo, troverete spunti ed ispirazioni utili.

https://maricri48.wordpress.com/

R.

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