Salita al Monte Serrasanta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il racconto di Manuela, donnaconlozaino amante della natura e dei bei panorami, a proposito di una sua escursione interessante.

“In un assolato ma tiepido pomeriggio di fine agosto sono tornata in Valsorda (1006 mt), la vallata più conosciuta della dorsale appenninica che circonda Gualdo Tadino (Pg). Gualdo è una tranquilla cittadina sulla via Flaminia, situata a 535 mt di altitudine, ricca di storia, a partire dagli Umbri per passare ai Romani e ai Longobardi e con varie vicissitudini storiche che comprendono guerre, incendi e terremoti devastanti.
Il territorio è ricco di sorgenti d’acqua, la più famosa è la sorgente della Rocchetta.
Valsorda prende il nome dall’assenza di eco nella vallata.
È incastonata tra il Monte Serrasanta (1348 mt) e il Monte Maggio (1361mt.) e si può raggiungere partendo dal centro storico di Gualdo a piedi, in bici oppure in auto.
È un luogo ricco di prati che a fine primavera si riempiono di splendidi fiori multicolori, compresi i ranuncoli selvatici e di boschi, antichi tratturi e sentieri di varie difficoltà che in alcuni punti offrono splendidi panorami dell’Appennino Umbro-Marchigiano, dai Monti Sibillini al Catria.
Salendo verso la vetta del Monte Serrasanta, a piedi per sentieri (con un dislivello di quasi 500 metri) o in auto, percorrendo una bellissima strada a tornanti con vista mozzafiato e tra prati immensi e mucche, in circa 10 minuti, si arriva in un luogo magico: il complesso dell’Eremo di Serrasanta, antico romitorio benedettino, con la chiesina della SS. Trinità che nel Medioevo accolse diversi eremiti.
Dallo spazio antistante, dove svetta una grande croce, si gode uno splendido panorama a quasi 360°.
Le montagne che si susseguono a diverse altezze e con diversi toni di verde, assomigliano a quelle di carta dei presepi con le loro creste arrotondate.
Grazie un cartello esplicativo, è possibile individuare le vette più conosciute, fino al Subasio. In basso si vede Gualdo e guardando a Est si scorge anche il mare Adriatico!
Molto suggestiva è una targa che riporta queste parole:
“La pioggia che mi bagna si tufferà nei fiumi-Feo-Rasina-Chiascio-Tevere e nel Mar Tirreno”.
A parte rare giornate in cui si raduna più gente e c’è un po’ di confusione, di solito si arriva in un luogo dove si respira spiritualità e sacralità, la sacralità di Madre Natura unita alle preghiere dell’uomo che cerca Pace.
L’ emozione più bella è sentirsi immersi nel silenzio, a due passi dal cielo, abbracciati dai monti. 
Buon sentiero!”

Manuela

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