Sulle tracce di B.B.

Sono spesso stata in Costa Azzurra ma non mi è mai stato possibile visitare Saint Tropez. Quasi sempre dimoro a Golfe Juan e molti  mi hanno dissuaso dal guidare su lunghi tratti di  strade trafficate e piene di curve. Finalmente ho scoperto un traghetto che da Golfe Juan, passando per l’île Sainte Marguerite e per Cannes, in due ore porta a  Saint Tropez, cittadina famosa soprattutto negli anni ’60, luogo eletto come dimora  dall’icona della bellezza francese: B.B.

Da piccola era affascinata dalle immagini sulle riviste dove appariva lei: bella, bionda e anticonformista. Indossava minigonne e girava scalza per le strade di un paese che lei ha contribuito a far conoscere al mondo. Sognavo di entrare a fare festa nella sua mitica villa , “La Madrague” dove avrei potuto incontrare il jet set francese e del resto del mondo. Ricordo che  l’Italia ebbe un palpito entusiastico di orgoglio quando vide sui rotocalchi lei, la diva, girare per strada tenendo per mano un giovane di belle speranze,  l’italiano Gigi Rizzi, che incarnava la bellezza maschia di quegli anni: capelli lunghi, cinturone  stretto a tenere su i pantaloni a vita bassa. La relazione ebbe vita breve e Brigitte continuò a collezionare amanti e cani, poi, piano piano diminuirono gli amori umani e si ampliarono quelli canini con il crescere delle rughe e  dei capelli bianchi. Ora Brigitte è una signora di 87 anni. Il suo anticonformismo è rimasto intatto, ha rinunciato a cure e lifting per dedicarsi interamente alla causa animalista. 

Nel 1972, abbandonato il lavoro nel cinema, Brigitte  cominciò  spendersi per le sue cause sui  diritti degli animali.  Già nel 1962  era intervenuta in una trasmissione televisiva denunciando i maltrattamenti subiti dagli animali da macello e decidendo di divenire vegetariana, opponendosi soprattutto al consumo della carne di cavallo.

Nel 1986 istituì la Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali che finanziò con tre milioni di franchi raccolti vendendo all’asta oggetti personali, vestiti e gioielli . 

Brigitte  oggi sostiene l’organizzazione per la protezione della vita marina  Sea Shepherd che in suo onore ha nominato una sua imbarcazione Brigitte Bardo.

Scesa dal traghetto mi aggiro per la città:  ciò che di lei ancora si favoleggia si percepisce girando nelle stradine  di Saint Tropez: dovunque cartoline con la sua immagine, rimandi ai tempi d’oro della dolce vita del posto. Il quartiere acciottolato di La Ponche testimonia il suo passato di paesino di pescatori. Il Vieux Port è affollato di imbarcazioni, yacht e pescherecci.

 Dai bastioni della cittadella si gode di una splendida vista sui tetti della città, il golfo, i Maures e l’Esterel. Composta da un torrione e da tre torri rotonde, la cittadella, che risale al XVII secolo, oggi ospita il museo moderno della storia marittima di Saint-Tropez.

Entro a dare un’occhiata alla chiesa parrocchiale di Notre-Dame de l’Assomption. Costruita nel 1784 in stile barocco italiano, presenta elementi decorativi che risalgono all’epoca di Luigi XV, statue e decori in legno intagliato dell’inizio del XIX secolo. Lì è esposto il busto di Saint Tropez, lo stesso che viene portato in processione durante le Bravades, una festa tradizionale che si svolge a maggio che celebra il passato militare e religioso del villaggio. Il vero emblema di Saint-Tropez è il campanile rosso e giallo della chiesa, sormontato da una piccola torre campanaria.

Nel museo dell’Annonciade, situato nell’omonima cappella, sono esposte collezioni di dipinti del XIX e XX secolo. Infine la Maison des Papillons ospita una favolosa collezione di quasi 35.000 farfalle, magnificamente esposte. Immancabile la visita al Museo della Gendarmeria e del Cinema, per ripercorre la storia di questo luogo emblematico dove sono stati girati i film dei gendarmi di Saint-Tropez.

I bar e i ristoranti della cittadina sono pieni di turisti in cerca dell’allure del posto. Molti restano delusi, non c’è più lei, Brigitte Bardot, a movimentare la vita di club e ritrovi mondani, ma il mare, il cielo, i viottoli sentono ancora la presenza di un’icona che ha dettato la moda di una generazione.

R.

Una opinione su "Sulle tracce di B.B."

  1. Un viaggio interessante questo che hai fatto a Saint Tropez percorrendo la traccia di BB. Senz’altro lei è stata un’icona per tutte noi: brava attrice, bella, luminosa, e ha anche modellato il nostro modo di vestire! Chi non ha indossato i pantaloni Saint Tropez? Chi non ha voluto avere quella figura e portare quei capelli biondi? E adesso la sua vecchiaia ci offre aspetti interessanti da esplorare; senz’altro una vita motivante!

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