Palazzo Altemps

Abbiamo già parlato dell’effetto “indifferenza indotta” ovvero quando si vive in una città anche meravigliosa ma, per mancanza di tempo e opportunità, si tende ad ignorarne le bellezze e a non approfittare degli stimoli culturali che offre. Vincere la pigrizia o trovare il tempo da dedicare per visitare un museo o una mostra sembra una vera e propria sfida per chi nella città ci vive e tende a coniugare le intenzioni al futuro: prima o poi ci andrò, lo visiterò, lo farò

Nel mio caso l’opportunità è venuta dal progetto “Impariamo all’aperto” (nell’ambito della rete “Tutti a scuola, contro la poverà educativa”) diretto a studenti stranieri tra i 16 e i 18 anni che, con le mie colleghe Marisa e Pamela, abbiamo organizzato e animato e che ci ha permesso, negli ultimi mesi, di visitare luoghi del patrimonio della capitale.

Oggi vi voglio parlare di una piccola perla tra i musei cosiddetti “secondari” di Roma, Palazzo Altemps.

A due passi da Piazza Navona e dal Tevere questo palazzo Cinquecentesco è di per sé una sorpresa da gustare per la sua architettura. Come spesso accade a Roma, le famiglie aristocratiche che costruirono e decorarono i bei palazzi della città avevano legami con i Papi. La costruzione iniziale più antica (XV secolo) infatti è ad opera del signore di Imola Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV. Fu poi acquistato e ampliato dal cardinale Marco Sittico Altemps nel 1568, nipote del papa Pio IV e che iniziò la magnifica collezione di antichità. Nell’Ottocento poi fu ereditato da Giulio Hardouin, padre della duchessina Maria che sposò Gabriele D’Annunzio nel 1883 proprio nella chiesa di S. Aniceto dentro il Palazzo. Il Vaticano comprò il palazzo alla fine del secolo per il Pontificio Collegio Spagnolo e lo tenne fino a quando diventò finalmente un bene dello Stato nel 1982 con l’apertura al pubblico del museo nel 1997. Questa la storia in breve; una storia che mi fa sempre riflettere sul lungo e difficile percorso che ha visto palazzi, opere e monumenti (ma anche spazi verdi!) diventare bene pubblico.

Ora il palazzo Altemps è visitabile anche con un biglietto combinato con gli altri musei del circuito del Museo Nazionale Romano: lo splendido Palanno Massimo, le Terme di Diocleziano e la Crypta Balbi. Nel palazzo Altemps si trovano collezioni di famiglie aristocratiche come i Boncompagni, i Ludovisi, i Pallavicini e altri che acquistarono affreschi, statue egizie, rilievi, sculture antiche di rara bellezza, ora patrimonio pubblico. Sono opere sapientemente disposte nelle sale, nei corridoi, nel patio, nel loggiato e nel cortile interno.

I nostri studenti, come noi, sono incantati e scattano fotografie davanti a Ercole, Afrodite o al Galata suicida. Anche questa volta la bellezza ha vinto le difficoltà linguistiche e culturali e i pudori di chi non è abituato alle nudità delle statue classiche occidentali.

Ecco alcune immagini

P.

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2 pensieri riguardo “Palazzo Altemps

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