Maria e la Polonia

La vedo camminare su corso Vittorio dritta ed elegante come un’indossatrice o una ballerina, mi chiedo se si dirige ad un set cinematografico. Varca invece la soglia di una scuola del centro, un CPIA dedicato alle tante persone, uomini e donne, che si avvicinano alla nostra lingua. La sua insegnante è Patrizia e la incontro con lei in un bar per parlare del suo Paese in quanto colpite dai movimenti di lotta che scuotono la Polonia: vorremmo saperne di più.
Ci parla della Polonia, il discorso poi si sposta sulla sua vita, siamo sempre attratte dal coraggio dei cambiamenti. E tanti hanno costellato la vita di Maria: per amore si è trasferita in Austria. Ha conosciuto il marito in vacanza, entrambi appassionati di ballo, in una sala di Vienna hanno deciso di ballare insieme quella salsa e merengue che continueranno a praticare insieme negli anni a seguire.
Maria ha seguito in Austria il marito, stewart presso la compagnia aerea di Niki Lauda, poi entrambi si sono trasferiti in Inghilterra per approdare infine in Italia, paese di origine del marito.

Maria (il suo vero nome è Dagmara ma siccome lo trova duro preferisce farsi chiamare Mara o Maria) ci racconta:
Sono in Italia da tre anni, mio marito doveva scegliere tra Polonia ed Italia e la scelta è caduta sul Paese di origine dei suoi nonni. I miei figli all’arrivo frequentavano la quinta elementare e la seconda media , ed all’inizio l’inserimento nella scuola italiana ha richiesto un certo sforzo per loro.
Sono nata a Breslavia dove torno spesso per trovare la mia famiglia, specie mia nonna con cui condivido il segno zodiacale dell’Ariete ed alcuni tratti del carattere. Sono molto legata a lei ed alle storie che mi ha raccontato.
Mio marito, a due settimane dal nostro incontro a Vienna è venuto a trovarmi in Polonia e per un po’ siamo stati pendolari, dopo due anni l’ho sposato. Dopo l’incidente occorso a Niki Lauda ci siamo trasferiti a Bristol dove ci siamo fermati per 12 anni.
Ad un certo punto mi sono chiesta cosa facessi in un paese tanto diverso dalla mia cultura e, al momento di scegliere dove far crescere i miei figli, ho scelto Roma; qui ritrovo la mia religione, costumi simili a quelli del mio Paese, i valori in cui sono stata allevata.

Con il suo sorriso dolce, Maria ci parla della sua infanzia, dei tanti ricordi e delle narrazioni di sua nonna:


Come ho detto mia nonna mi ha sempre raccontato delle sue storie di vita come quando sono arrivati i nazisti e lei aveva 18 anni e sua sorella 7. Racconta di quando entrambe sono state colpite col calcio di un fucile o quando un giorno un soldato tedesco ha rubato loro le scarpe così, solo per dargli un dispiacere. Ricordi che si aggiungono a quelli dell’occupazione russa: la nonna ricorda dell’uccisione di un macellaio dai russi solo perché il suo negozio aveva “servito” tempo prima i tedeschi, insomma una storia di infiniti dispiaceri
.

Una storia di soprusi perpetrati sul popolo polacco, vissuti e raccontati da una testimone così importante per Maria da instillare in lei l’importanza della memoria e della lotta per l’indipendenza. Maria è contenta di parlare della sua storia personale e quella del suo popolo attraverso i ricordi della nonna. Ci assicura che scriverà la sua storia, raccoglierà presto i suoi ricordi per condividerli con noi, chissà che un giorno le sue memorie non possano diventare un libro.

Davanti a un caffè, commentiamo poi la situazione attuale e la condizione delle donne polacche che era l’argomento che volevamo affrontare con lei. Le notizie e le nostre ricerche ci avevano portato a raccogliere notizie e opinioni sulle recenti manifestazioni tenute in almeno venti città del movimento Strajk Kobiet, (letteralmente, sciopero delle donne) per protestare contro la nuova legge che vieta l’aborto anche per gravi e letali malfomazioni del feto o per problemi sanitari tali da implicare l´inevitabile morte post parto del neonato.

Per Maria, come per molti espatriati, non sempre si riesce ad avere il polso della situazione attuale del loro paese e ci racconta che a volte non è facile trovarsi con i conoscenti e familiari restati in Polonia. Altrettanto non è abituale per lei trovarsi con i compatrioti a Roma così come non lo era in Inghilterra; per fortuna la vita familiare è molto importante e la impegna tanto. Maria infatti si divide tra famiglia, lavori occasionali e corsi di italiano.

Ma la campanella della scuola sta suonando e Maria, spinta dall’amore per la lingua e la cultura italiana, saluta e si dirige puntuale al suo corso.

R&P

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