Ansiedad, temores y envejecimiento

Santiago de Chile

(in italiano dopo la foto)

Soy Ana María, mujer de 67 años, mucha energía positiva, activa, entusiasta. Participo en actividades de diferente tipo y puedo entretenerme y llenar mis días con pequeñas cosas. Hace tres años jubilé luego de trabajar 44 años como profesora de scuola materna y primer ciclo de scuola elementare. Luego de haber tomado la decisión de pensionarme, sufrí un proceso de ansiedad fuerte creyendo que no tendría nada que hacer y no sabría cómo utilizar las horas del día. Yo estaba totalmente equivocada: la misma energía y entusiasmo que desplegaba con mis alumnos, la utilizo hoy haciendo patchwork, cerámicas, tejiendo, cocinando pan, reproduciendo suculentas, viajando por el mundo, etc. ¡Me faltan horas del día!

Pasa el tiempo y veo que sigo totalmente activa, vigente, actualizada e informada. Me manejo bien con las nuevas tecnologías, he ido tecnologizando mi casa y disfruto de ello, continúo sacando cálculos mentales en forma ágil, utilizo tres idiomas con fluidez, etc. En fin, la vejez me ha tratado bien hasta ahora y disfruto de cada etapa.

Paralelamente veo que a veces paso minutos en que no recuerdo nombres que debería recordar, a veces me expreso con menor fluidez de lo habitual, entonces se me presenta nuevamente la ansiedad: ¿estará fallando mi memoria? ¿Estaré perdiendo habilidades que eran muy fuertes en mi? No siendo algo evidente, igual me provoca temores. Entonces recuerdo haber leído un artículo dirigido a adultos mayores y cómo activar la actividad cerebral. Ahí sugerían, entre otras cosas, aprender algo nuevo, algo que no se hubiese realizado con anterioridad, algo que pusiese en acción partes del cerebro no utilizadas con frecuencia. Y ahí surge una experiencia nueva que me dio la posibilidad de probarme y verificar mi habilidad para aceptar desafíos. Mi hija me regaló para Navidad un curso de construcción de libros pop-up. Es una técnica en la cual las imágenes se elevan y salen del libro. ¡Pensé que no lo podría hacer! ¡Igual decidí aceptar el desafío! El trabajo implicaba habilidades que yo no reconocía en mi: mucha precisión en los cortes, equilibrar las figuras, seguir en forma minuciosa todas las instrucciones para que, las figuras se elevaran y a la vez se mantuviesen dentro del libro. ¡En fin, fue un trabajo de mucha concentración y dedicación que me mantuvo varios días ocupada e interesada, y el producto me dejó muy contenta y orgullosa!

Creo que efectivamente aprender algo nuevo ayuda a activar en uno habilidades que están más latentes y permiten que las valores como tuyas.

Escribo este relato con la ilusión de aportar a otras mujeres que quizás se encuentran en la misma situación y mantengan vivas sus ilusiones.

Ansia, paure e invecchiamento

Sono Ana María, una donna di 67 anni, piena di energia positiva, attiva, entusiasta. Partecipo a diversi tipi di attività e riesco a  divertirmi e  a riempire le mie giornate con piccole cose. Tre anni fa sono andata in pensione dopo aver lavorato 44 anni come maestra  di scuola materna e del primo ciclo della scuola elementare. Dopo aver deciso  di pensionarmi, sono stata assalita dall’ansia per la paura che, non avendo  nulla da fare,  non avrei saputo come utilizzare le ore della giornata. Mi sbagliavo totalmente: la stessa energia ed entusiasmo che utilizzavo con i miei studenti, la uso oggi per fare patchwork, ceramica, tessitura, per cucinare il pane, curare piante grasse, viaggiare per il mondo, le ore  non mi bastano mai!

Il tempo passa e mi sento ancora pienamente attiva, attuale, aggiornata e informata. Me la cavo bene con le nuove tecnologie, ho reso la mia casa più tecnologica e mi diverto, continuo a fare calcoli mentali in modo agile, uso fluentemente tre lingue. Ad ogni modo, la vecchiaia mi ha trattato bene finora e mi godo ogni fase.

Allo stesso tempo, vedo che a volte  non ricordo nomi che dovrei ricordare, altre volte mi esprimo con meno scioltezza del solito, perciò ricompare l’ansia: la mia memoria sta per  mancare? Sto perdendo abilità che erano molto forti in me? Non essendo qualcosa di scontato, mi fa ancora paura. Ricordo di aver letto un articolo rivolto agli anziani su come attivare l’attività cerebrale.  Hanno suggerito, tra le altre cose, di imparare qualcosa di nuovo, qualcosa che non era  mai stato fatto prima, qualcosa che metta in azione parti del cervello non utilizzate frequentemente. 

 Una nuova esperienza quindi mi ha dato la possibilità di mettermi alla prova e verificare la mia capacità di accettare le sfide. Mia figlia mi ha regalato un corso di costruzione di libri pop-up per Natale. È una tecnica che permette  alle immagini di sollevarsi  fuori dal libro. Pensavo di non poterlo fare ma  ho comunque deciso di accettare la sfida! Il lavoro implicava abilità che non riconoscevo in me stessa: grande precisione nei tagli, saper equilibrare le figure, seguire scrupolosamente tutte le indicazioni in modo che le figure uscissero e allo stesso tempo rimanessero all’interno del libro. Comunque è stato un lavoro di grande concentrazione e dedizione che mi ha tenuto impegnata e interessata per diversi giorni, e il prodotto mi ha lasciato molto felice e orgogliosa!

Credo che l’apprendimento efficace di qualcosa di nuovo aiuti ad attivare abilità più latenti e ti permetta di valorizzarle come tue.

Scrivo questa storia con l’intento di coinvolgere altre donne che potrebbero trovarsi nella stessa situazione e possano mantenere vive le loro illusioni.

Ana Maria Valdivieso

3 pensieri riguardo “Ansiedad, temores y envejecimiento

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