Una giornata a Shangri-La

La nostra fedelissima amica donnaconlozaino Teo, ci manda una pagina del suo diario di viaggio che volentieri pubblichiamo in questi giorni di confinamento nei quali rivivere ricordi di viaggio ci aiuta a riempire di bei racconti e immagini i nostri orizzonti limitati alle mura di casa…

Il nostro viaggio alla scoperta dello Yunnan prevedeva, tra le varie tappe , anche un soggiorno di qualche giorno nel villaggio di Shangri-La . La storia della identificazione di questo villaggio con la mitica Shangri-la narrata nel romanzo “Orizzonte perduto” di James Hilton (dimostratasi poi errata ) e la posizione ai confini col Tibet ad una altitudine di 3200 metri, ne facevano per noi una tappa obbligata. Purtroppo quando si viaggia da soli alcuni contrattempi possono modificare i piani di viaggio così non abbiamo potuto soggiornare qualche giorno come avevamo programmato e ci siamo accontentate di una visita giornaliera …ma ne è valsa la pena!

Eravamo ospiti di una graziosa guest house familiare a Lijiang (una deliziosa cittadina nel nord dello Yunnan); messa al corrente della nostra intenzione, la titolare ci ha indirizzate ad un taxista col quale abbiamo organizzato il nostro viaggio.

La distanza e le condizioni della strada ci hanno obbligato a partire prima dell’alba, alle 4,30 già eravamo in auto, praticamente ancora addormentate. Le prime due ore di quel tragitto le abbiamo praticamente perse tanto eravamo assonnate (tra l’altro era buio), ma col sorgere del sole il paesaggio cominciava a manifestarsi e l’interesse il panorama ci ha completamente svegliate!

Il paesaggio lentamente cambiava davanti a noi: il verde della campagna con le coltivazioni di verdure lasciava piano piano il posto ad un paesaggio sempre più brullo e arido, il cielo era terso e limpido e si intuiva un’aria frizzantina .

Dopo 3 ore e mezza di auto siamo arrivate a Shangri-la. Al momento del nostro arrivo alcuni bar e ristoranti stavano aprendo e ne abbiamo approfittato per fare colazione. Nel frattempo il villaggio cominciava ad animarsi: gli esercenti dei numerosi negozietti portavano in vista la loro merce davanti ai negozi, alcune persone abbigliate in costume tradizionale cominciavano ad affollare le strade quasi tutte chiuse al traffico di auto. Finita la colazione abbiamo cominciato ad esplorare il villaggio e ci siamo inoltrate nel fitto labirinto di vicoli e case rigorosamente di legno con particolari intagli decorativi. Shangri-la è stata distrutta da un incendio nel 2014 ed ora è completamente ricostruita. Alcune zone scampate all’incendio conservano ancora i vicoli in acciottolato ed alcune case, ora ristrutturate, alle quali si sono aggiunti diversi edifici nuovi costruiti nello stesso stile di quelli antichi.

L’attrazione principale di questo villaggio è però un edificio religioso, il monastero di Songzalin, noto come Piccolo Potala per la somiglianza col Potala di Lahsa. Le dimensioni sono comunque notevoli : il punto di partenza per la visita è un grande piazzale sul quale vi sono alcuni edifici in stile tibetano, superati i quali inizia una lunga via che porta all’ingresso del monastero. Ingresso che si apre dopo una impressionante rampa di scalini di pietra piuttosto faticosa da salire, vista anche l’altitudine ! Gli edifici sono un esempio di architettura sacra comune un po’ a tutti i templi buddisti tibetani: forme massicce, finestre decorate, tetti leggermente spioventi, uso di colori vivaci sulle pareti e interni magnificamente decorati. Abbiamo trascorso buona parte del nostro tempo passeggiando nei cortili degli edifici, osservandone con stupore l’interno dove i monaci erano intenti alle loro occupazioni e scattando centinaia di foto!

All’uscita dal tempio il piazzale era molto affollato e un gruppo di turisti cinesi ci si è avvicinato per chiederci una foto con loro …chissà cosa hanno visto di particolare in noi! La stessa cosa ci è successa poi anche altrove: persone con cui abbiamo condiviso solo qualche sorriso hanno voluto la foto con noi e devo dire che nel rivedere quelle foto il ricordo di quelle emozioni si è ravvivato come fosse appena successo…l’umanità è grandiosa!

Poco lontano abbiamo partecipato ad un rito collettivo contribuendo a far girare una gigantesca ruota della preghiera assieme ad almeno altre 20 persone, con soddisfazione e un certo divertimento di tutti. Nonostante la sacralità del posto l’atmosfera che si respirava era di gioia comune, fuori dalle mura del monastero il raccoglimento e la preghiera non erano più possibili! Durante la giornata abbiamo fatto diversi incontri con la gente del posto, sempre molto cordiale e socievole nonostante le difficoltà della lingua …per fortuna Google traduttore ci ha aiutato nella comunicazione! Al tramonto siamo risalite in auto per il ritorno a Lijiang, ci aspettavano ben oltre tre ore di viaggio ….stanche ma soddisfatte.

Teonilla

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