Roma amoR

In questo periodo di semilibertà (o semiconfinamento a seconda dei punti di vista) si può approfittare, con molta attenzione e le dovute precauzioni, di visite e passeggiate in una Roma ancora attiva ma a ritmo rallentato. Eliminato il traffico e l’affollamento, la città risulta più vivibile e viene davvero voglia di godere di qualche bellezza prima di tornare a casa la sera dopo il lavoro. In questi giorni ho un motivo in più per farlo: una visita speciale. Quando mio figlio, nato e vissuto all’estero, viene a Roma per qualche giorno, cerchiamo di ri/scoprire insieme ciò che è unico in questa città. Mi piace, ad esempio, sorprenderlo arrivando alla fontana di Trevi per qualche stradina secondaria o offrendogli un caffé con vista sui tetti di Roma, proprio qualche minuto prima del tramonto, sulla terrazza della Rinascente di via del Tritone…

Oggi gli propongo di entrare nella basilica di San Pietro che non riuscivo da anni a visitare a causa delle chilometriche file dei turisti. Nell’attraversare la piazza ci prende un momento di sgomento per l’immagine ormai indelebile nella memoria collettiva del papa da solo a Pasqua (scena apparentemente uscita dalla regia di Paolo Sorrentino) in quella che sembra ora una piazza ancora più immensa. Entrati nella basilica poi ci coglie forte l’emozione di trovarci subito di fronte ad una Pietà magnifica da poter ammirare con tutta la calma e l’agio possibili.

L’impressione che ricevetti quando la vidi per la prima volta da bambina resta immutata: allora pensai che la statua di Maria esprimesse la sofferenza della morte di Cristo. Oggi penso che l’allora ventitreenne Michelangelo volesse mostrare l’impotenza ed il dolore di tutte le madri di fronte alla tragedia della morte di un figlio. Un dolore indicibile che il giovane scultore ha saputo incarnare nel volto dolce e impenetrabile di Maria per rappresentare una rassegnazione impossibile.

La vastità della basilica ci sembra ancora più grande in questo pomeriggio in cui i turisti sono rari e la prudenza invita a restare a casa. Per oggi ci accontentiamo di questa grande bellezza ma l’indomani, domenica, approfittiamo ancora di un primo novembre dal calore delle ottobrate romane per andare a respirare al mare.

A Castelfusano, vicino alla tenuta del Presidente, il paesaggio è quello della macchia marittima: la pineta alle spalle della duna costiera e la spiaggia dove poter camminare, correre ed il mare per bagnarsi. Godiamo della vicinanza del mare alla città per improvvisare un pic nic e rimanere fino al tramonto avendo, contrariamente a Nanni Moretti in Ecce Bombo, scelto la costa giusta per farlo…

P.

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