Idroscalo

Ieri ero dalle parti del porto di Ostia e ho voluto addentrarmi  oltre, ancora più giù, dalle parti dell’idroscalo. Mi aspettavo di vedere qualcosa che ricordasse l’antico luogo di atterraggio di aerei, che ricordasse le gesta eroiche di Italo Balbo. Dell’idroscalo  sapevo che era stato costruito per una prima volta nel 1919,  inaugurato in occasione del  primo collegamento aereo tra l’Italia e l’ Africa  e in seguito smantellato nel 1922  per problemi di erosione per essere ripristinato poco più in là a partire dal 3 marzo del 1926.

Nel 1933 presso l’idroscalo di Ostia atterrò Italo Balbo dopo aver trasvolato l’Atlantico. L’area divenne poi un cantiere aeronautico con aziende di grosso calibro e successivamente trasformato in un cantiere nautico con il trasferimento dei maestri d’ascia toscani che fondarono qui la Cooperativa Navale di Ostia. Serve ricordare che i maestri d’ascia  erano costruttori navali in grado  di impostare lo scafo e di risolvere i problemi tecnici. Era detto di loro che erano ingegneri senza laurea, infatti, anche se utilizzavano strumenti rudimentali  raggiungevano ottimi risultati grazie all’intuizione, oltre che all’ abilità e all’esperienza che si scambiavano fra loro.

Nel link sottostante l’impresa di Italo Balbo. Il documentario dell’aeronautica militare è molto bello. Le ultime sequenze sono relative all’idroscalo nel 1933

Passare oggi dall’idroscalo mette davvero tristezza,  al di là di un filo spinato si intravede la torre san Michele, completamente abbandonata. Mi avvicino al mare attraversando  una barriera  dopo qualche zig zag,  alcuni pescatori si avvicendano con il loro armamentario  tra i lastroni frangi flutto. impossibile guardare il mare se non arrampicandosi sulle pietre: il fiume si unisce al mare e mi piacerebbe davvero  se si desse risalto ad un posto così suggestivo dal punto di vista naturalistico e storico. Invece, davanti ai miei occhi  scorgo solo una periferia degradata, un agglomerato nato sulle rovine di ciò che negli anni Sessanta rimaneva dell’idroscalo. Inizialmente era  solo un punto d’appoggio per i pescatori, successivamente  si  è ampliato e noto intorno a me abitazioni abusive soggette al rischio esondazione del Tevere e alle mareggiate. 

Risalgo in macchina per cercare  il Parco letterario di Pasolini, avevo letto che era sorto lì sul luogo dove lo scrittore era stato assassinato. Dopo varie ricerche infruttuose mi indicano  un cancello  semi nascosto , chiuso da una catena. Sto per desistere dalla visita quando  leggo su un cartello affisso che per entrare  bisogna  semplicemente aprire il moschettone della catena.

Il Parco letterario Pier Paolo Pasolini sorge nel posto dove fu assassinato Pasolini la notte tra il primo e il due novembre del ’75.  Lì è stata posata una stele posta a memoria, bianca e solitaria nel mezzo della macchia mediterranea. Su alcune pietre sono incisi  alcuni versi tratti dalle opere pasoliniane. 

Tutt’intorno si estende per qualche ettaro la riserva gestita dalla Lipu, la lega per la protezione degli uccelli. 

 L’idroscalo,  era stato definito da definito da Pierpaolo Pasolini «luogo febbricitante di attualità» Il 2 novembre del 1975 il corpo di Pasolini venne ritrovato in quest’area che inevitabilmente si è trasformata, suo malgrado, in un luogo della memoria.

R.

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