Una zampa per Birillo

Giusi, Bolzano-Caltanissetta- Roma

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Giusi, Spoleto

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La paura dei cani e degli animali è una triste eredità lasciatami dalla mia sorella maggiore che, ogni volta che incontrava un cane per strada, mi stringeva forte il braccio per chiedere protezione a me, una bimba di dieci anni minore di lei. L’età e l’esperienza mi hanno fatto avvicinare ai gatti e ai cani di taglia media ( i piccoli  temo che mi  saltino addosso e i grandi mi mettono soggezione) permettendomi di convivere in una casa con un animale purché sia a debita distanza da me.

Grande è stato il mio imbarazzo quando, recatami a trovare un’amica a Spoleto, ella mi ha chiesto se volevo accompagnarla da una persona che gestiva una pensione. Ho accettato entusiasta finché, arrivata a destinazione, la smart della mia accompagnatrice  è stata circondata da una decina di cani di tutte le razze e dimensioni.

La cena a cui eravamo state invitate, ahimè, era in una casa pensione dove Giusi, la proprietaria, accoglie cani che senza di lei avrebbero una vita misera in un canile, e numerosi gatti. Quella sera mi sono fatta coraggio. Giusi, amante degli animali ma anche  delle  persone, ha compreso  il mio imbarazzo e mi ha fatto sedere a tavola lontana dalle bestie ma vicina ad una finestra dove, poco dopo, si sono avvicinati due asini a curiosare, anch’essi ospiti del rifugio.

A tavola c’erano cibi raccolti nell’orto, conditi con l’olio prodotto nella zona, le compagne di tavola rassicuranti e le chiacchiere colte e lievi come sanno essere quelle di persone abituate a leggere e ad ascoltare, ed io mi sono rilassata. Ho lodato lo splendido aspetto della frittata presentata a tavola, allora Giusi mi ha accompagnato a visitare la zona galline e mi ha raccontato della gioia provata quando ha raccolto il primo uovo minuscolo di una gallina,  era emozionata quasi come una mamma che parla della prima mestruazione della propria bimba.   Giusi mi ha confessato che la passione per gli animali l’ha accompagnata da sempre, non saprebbe identificare il preciso momento in cui si è interessata ad essi, fa parte dei cromosomi trasmessile dalla mamma al momento del concepimento.

Un cartello in un angolo ha richiamato la mia attenzione: recitava Una zampa per Birillo e ho chiesto a Giusi cosa volesse dire.

Giusi:

Birillo è il nome di un cane, vissuto tutta la vita in un canile, che a 12 anni di vita-un’età importante per un cane- ricevette la diagnosi di tumore cerebrale. Nessuno lo avrebbe voluto con le sue crisi epilettiche. Accolto da noi, ci ha regalato,con i suoi rimanenti mesi di vita, la sua generosità e forza. Lui ci ha spinto ad accogliere i tanti Birillo chiusi in fredde celle di un canile, a permettere loro di concludere la loro triste vita con carezze e coccole, come il primo Birillo.

 Giusi è presidente dell’associazione che  ha diversi soci, alcuni fanno semplici donazioni, altri organizzano eventi per raccogliere fondi, altri fanno lavoro di segreteria, ognuno dà e fa ciò che può. Spoleto è l’anima dell’associazione ma tante persone volenterose ruotano intorno ad essa, in  differenti luoghi della penisola.

 Tante persone con un cuore grande  e generoso hanno accolto l’invito ad un incontro, uno scambio in apparenza impari. Presto ci si rende conto che dai Birillo si riceve più di quanto si dà, è una scuola di vita vedere come cani vecchi e ammalati si adattano e vivono la malattia affrontando “step by step” il loro futuro. E allora, Willy, Nike, Woody, Lenor, Din Din hanno ricevuto cure, attenzioni, una casa dove vivere e morire sereni.

Una zampa per Birillo è la ricerca di una casa per i tanti Birillo che aspettano un tetto dove poter vivere serenamente quel poco che resta, è una sfida continua che in tempo di Covid ha avuto un arresto.

La sfida di Giusi è  duplice: la prima è vivere in una casa che possa essere  un luogo preservato  per ospitare amici esseri umani ma anche una pensione che rappresenti  rifugio e accoglienza per cagnolini disabili e disadattati, gatti scattanti e sciancati, galline adolescenti e vecchie, asini stanchi e, perché no? pesciolini.

La seconda sfida di Giusi è  riuscire a stimolare  gli esseri umani ad essere custodi della terra e degli esseri viventi e non predatori, ognuno secondo le  proprie potenzialità. A tal fine è riuscita a coordinare un gruppo di scienziati, giornalisti, artisti, opinionisti e intellettuali per sensibilizzare la società italiana sul rischio di un cambiamento irreversibile dell’ecosistema. Insieme all’amica giornalista Eugenia ha curato una raccolta di saggi di vari professionisti in un libro” Il corpo della terra” che riguarda il dramma di una relazione negata, quella tra l’essere umano e il suo ambiente e mira a ricomporre tale frattura integrando le visioni egologiche con quelle ecologiche. 

http://www.unazampaperbirillo.it/

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R.

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