Verso Sud

Da Parigi a Golfe Juan

Passare dall’oceano al Mediterraneo è un’altra emozione: dapprima l’oceano grandioso, spettacolare e inquietante che ti avvolge di nebbia, di odori forti, di alte scogliere che ti sovrastano, facendoti sentire piccola e inerme di fronte alla potenza della natura, poi ,il Mediterraneo, familiare e placido, che ti riempie di pace.

Il treno che da Parigi mi porta a Cannes si spoglia durante il viaggio di felpe e maglioni, quello che da Cannes mi porta a Golfe Juan si veste di colori, ciabatte da mare, pagliette e cappellini. I miei nipoti mi ospitano in una casa nel porto di Golfe Juan dove si dice abbia soggiornato Napoleone.

Golfe-Juan, che era, nel 1815, un umile villaggio di pescatori, divenne il palcoscenico di una delle avventure più incredibili dell’Imperatore: i cento giorni.

Il 26 febbraio 1815, Napoleone, il suo staff militare e una manciata di uomini erano partiti, coperti dall’oscurità, dall’isola d’Elba a bordo dell’Inconstant. Arrivarono a Golfe Juan il 1 marzo 1815, alle 3 del pomeriggio. L’Imperatore era tranquillo poiché, avendo armato la baia diversi anni prima, sapeva che era un porto sicuro e protetto da cui partire con l’ obiettivo di raggiungere Parigi il più rapidamente possibile. Evitò le città reali della valle del Rodano. Decise di prendere la Route des Alpes, ( ribattezzata “Napoleon Road” nel 1932), di cui parleremo in un prossimo reportage.

Oggi Golfe Juan è una rinomata stazione balneare con svariate attività nautiche e siti per le immersioni subacquee. Grazie ai suoi due porti, è il terzo centro portuale delle Alpi Marittime.

Stare qui mi rigenera dopo una primavera soleggiata ma vissuta in balcone e un inizio stagione timoroso e protetto da mascherine e distanze. Il sole qui sembra illudere le persone che, meno distanziate che in Italia, credono che il Covid sia un ricordo del passato. Spero che abbiano ragione ma le sfido comunque con la mia mascherina al braccio che sfilo e metto sul viso come un’armatura all’ingresso dei negozi, sola coperta tra tanti volti nudi.

Santa Margherita

Il pomeriggio visita in gommone all’isola di Santa Margherita, la più grande delle  isole di Lerino di fronte a Cannes. Qui fu recluso il leggendario Uomo con la maschera di ferro nel forte di Santa Margherita, prigione di stato, la cui identità rimase sconosciuta.

Fare un picnic sulla passerella delle barche e assistere al tramonto è un’esperienza quasi mistica, come tornare a Golfe Juan sfilando sull’acqua ferma come una laguna sotto il castello.

Il nome dell’isola secondo alcuni prende il nome da Margherita, sorella di Sant’Onorato di Arles, che nel V secolo dirigeva una comunità religiosa. Suo fratello,che viveva nell’isola vicina, non poteva vederla perché l’isola era vietata alle donne ma rassicurò la sorella dicendole che una volta l’anno avrebbe potuto farle visita durante la fioritura dei  mandorli. Margherita allora pregò tanto affinchè   i mandorli piantati sulla riva fiorissero ogni mese, permettendo al fratello di vederla più spesso.

Un’altra leggenda racconta che i due fratelli combatterono contro un drago. Lo sconfissero e lo ferirono mortalmente. Il drago volò via per andare a morire sulle colline dell’entroterra, sul luogo che oggi è il villaggio di Draguignan.

Si dice che all’arrivo di Onorato queste isole erano infestate da insetti e serpenti e che egli, per renderle abitabili, scatenò un maremoto  che travolse tutto. Il santo si rifugiò in cima ad una palma che è ritratta nello stemma della città di Cannes.

R.

4 pensieri riguardo “Verso Sud

  1. Con le tue bellissime parole hai catturato gli istanti più belli di quella magica serata, fatta di cose semplici ma che risultano speciali a chi ha il cuore aperto alle bellezze del mondo e della vita!! E’ stato davvero un piacere condividere quei momenti…un altro piccolo tassello per il nostro personale puzzle della felicità!! Buona vita Raffaella e ancora grazie per la tua dolcezza!

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