Festa d’estate

Bari

Adiacente al grande condominio che si trova in una zona residenziale in cui abito, è stata creata quella che può essere definita “un’oasi di pace”. Si tratta di un orto urbano inaugurato due anni fa.

 

In esso vi sono dei piccoli appezzamenti di terreno curati da chi ha voluto cimentarsi nelle coltivazioni di ortaggi, di erbe aromatiche, di fiori, di alberelli da frutto.   

Ora, nella parte di terreno antistante gli orti coltivati, è stata inaugurata come sede di tanti laboratori, una zona che è stata chiamata”orto brigante Michelina De Cesari”.  

Perché questo nome?

E’ stato deciso attraverso un referendum promosso fra noi ortisti per rendere omaggio all’  opera delle brigantesse che furono di supporto ai loro compagni per liberare l‘Italia meridionale dall’oppressione dello Stato Piemontese.

Il brigantaggio era un fenomeno presente nel regno delle Due Sicilie e fu combattuto dai Borbone perché spesso i briganti erano degli spietati fuorilegge.

Quando nel 1861 l’ Italia fu unificata, molti soldati del regno delle Due Sicilie non vollero passare a far parte dell’esercito Piemontese e si opposero a quella che videro come invasione.

A costoro, fu dato il nome di “briganti”in senso altamente dispregiativo, perché fossero screditati dalla pubblica opinione.

Spesso quindi, ancora oggi, si pensa ai briganti come a dei delinquenti e non come a dei combattenti Patrioti.

Fu dopo il 1861 che molte donne, un centinaio, scelsero di partecipare in prima persona alla lotta armata.

Tra queste, Michelina De Cesare.

Aveva venti anni quando sposò Rocco Tanga, ma solo dopo un anno, rimase vedova.

Incontrò Francesco Guerra che, con la sua banda, imperversava nel Lazio, nel Molise, nella Campania. Michelina, che conosceva bene quei territori, divenne la consigliera del Guerra e lo aiutò a preparare gli attacchi contro i soldati dell’Italia appena unificata.

Fu una delle donne “capo”ed ebbe l’ onore di essere dotata di fucile a doppia canna che solo pochi uomini potevano usare.  

Michelina fu tradita, arrestata da bersaglieri Piemontesi ed uccisa nel 1868.

Da morta, fu fotografata nuda, in spregio al suo corpo, sfigurato dalle torture subite.  

All’ inaugurazione di orto Brigante, è intervenuto, invitato, il sindaco della nostra città.

E, sempre nel rispetto delle misure anti Covid, sono intervenuti ballerini di pizzica, la danza tipica delle campagne salentine e gruppi di cantori che hanno suonato ballate popolari, e cantato canzoni sul brigantaggio.

Di queste,voglio citarne una intitolata”Brigante se more”

Recita così:

Amme pusate chitarre e tammure (abbiamo lasciato chitarre e tamburi)

pecchè sta musica s’ha da cagnà ( perché questa musica deve   cambiare)                     

                                                

Simme briganti e facimme paura(siamo briganti e facciamo paura)

E ca sch’uppetta vulimme cantà(e con la doppietta vogliamo  cantare)  

 Tutt’ e paise de Bas’i’ cat   (tutti i paesi di Basilicata)

Se so scetat e mo stann a luttà (si sono svegliati ed ora stanno lottando) 

Pur a Calabbria mo s’ è arravutat  (anche la Calabria ora è in rivolta)

E stu nemic ‘o facimm tremmà(e questo nemico facciamo tremare) 

Orto brigante ospiterà alcuni laboratori dedicati a bambini come quello della lentezza, ad adulti come quello della “ non violenza”, e nel prossimo, immediato futuro, quello delle attività motorie.

E’ bello avere la consapevolezza che nel mio orto,   oltre a coltivare gli ortaggi, si possono coltivare le relazioni umane!

Enrica

One thought on “Festa d’estate

  1. Che bella iniziativa! È uno spazio pubblico che, oltre a offrire la possibilità di essere in contatto con la natura e curare le piante, si coltivano le relazioni umane e si educano i valori. Bello! È notevole come in un’opera che potrebbe essere considerata “soltanto un orto”, si collega la storia, la botanica della zona e l’educazione dando un significato straordinario per chi lo vive e lo adopera nella sua vita quotidiana.

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