Viaggiare nei ricordi

Progettare o ricordare? O ricordare per progettare?

No, non sto cercando di imitare le incredibili domande di Luigi  Marzullo, sto semplicemente facendo il punto su questo mio blog nato sulla scia di un progetto di viaggio e sul desiderio di segnare giorno per giorno le tappe delle mie camminate, dell’allenamento necessario per il cammino di più giorni a piedi. Santiago si sta trasformando in un desiderio, un miraggio. E allora perché non approfittare di questo momento per ricordare i viaggi passati affinché fungano da spinta ad una nuova progettazione? Perché non sistemare gli album dei ricordi, frammenti sparsi di un passato corredato di foto finite in una valigia sul soppalco e in tempi più recenti piazzate senza alcun criterio in vetusti hard disk? Perché non viaggiare nei ricordi per riportare a galla momenti dimenticati?

Dunque, riparto dal mio amato quartiere XIX di Parigi, un quartiere dove coesistono sinagoghe e moschee, bimbi biondi e scuri, chador e kippah.

Ve lo presento tramite la canzone di un amico, da me filmata al Quai de l’Oise. C’è un ragazzo ivoriano, un ragazzo senegalese, un algerino due donne francesi   Si intravede Ii ponte della rue de Crimée, o pont de Flandre, giusto all’intersezione del bacino della Villette con il canale dell’Ourcq. E’ un ponte levatoio che permette alla rue di Crimée di attraversare il canale. Quando il ponte levatoio viene alzato per far passare un’imbarcazione, i pedoni possono attraversare grazie a una passerella sopraelevata: la passerella della rue de Crimée. Lì vedrete il mio amico cantare, per poi percorrere il quai de  l’Oise,  cambiarsi di abito in una di quelle toilette pubbliche che fanno la gioia dei turisti,  dirigersi alla Villette  e poi scambiare delle chiacchiere davanti ad una delle più antiche piscine di Parigi, la Piscine Rouvet, di cui parla anche Curzio Malaparte nel suo libro “ Diario di uno straniero a Parigi”.

Accanto ad essa ci sono i bagni pubblici, un tempo utilizzati quando le docce in casa erano un lusso, ma che sono ancora funzionanti  e frequentati da persone senza fissa dimora. 

Le piscine di Parigi meritano tutto un articolo a parte, per ora godetevi l’incanto del canale dell’Ourcq.

Abenaban

Raffaella

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